Messina, Cocuzza a GS.it: «Crediamo alla promozione diretta»

Intervista esclusiva al bomber del Messina


Golsicilia.it, ha intervistato in esclusiva l'attaccante del Messina, Totò Cocuzza. Il 24enne palermitano, in grande forma in questa parte di stagione, ci ha parlato della sua voglia di segnare ancora tanti gol in maglia giallorossa e degli obiettivi suoi e della formazione peloritana, al momento in piena corsa per la zona play off, anche se l'obiettivo reale è la promozione diretta. Di seguito l'intervista completa.

Salvatore partiamo dall’ultima importantissima vittoria, il 3-2 in casa con l’Hinterreggio. Che partita è stata? «É stata una vittoria importante. Sapevamo che per noi c’era un solo risultato, dato che crediamo ancora fermamente in quello che stiamo facendo e sapevamo che non potevamo sbagliare per riaprire ulteriormente il campionato. Diciamo che siamo stati bravi a prepararla bene durante la settimana, poi domenica abbiamo dato dimostrazione di essere un vero gruppo e di essere una squadra molto decisa; si è visto che squadra siamo, perché giocando con la capolista a parte pochi episodi, abbiamo avuto sempre il pallino del gioco noi».

Prossimo match in trasferta col Nuvla San Felice, che gara sarà? «Ma, sarà una partita ostica, perché loro stanno attraversando un momento felice, che forse non si aspettavano nemmeno loro, ritrovarsi lì sopra, terzi in classifica, ti carica. È una squadra molto compatta, fisica e rognosa, però sappiamo che per noi sono rimaste nove finali se vogliamo fare veramente qualcosa di importante dobbiamo andare su ogni campo e cercare di giocarcela sino alla fine e cercare di ottenere il massimo risultato sia in casa che in trasferta, il nostro obiettivo e di vincere sempre».

Questo gruppo giallorosso, crede alla possibilità di una promozione diretta o di agguantare almeno la zona play off? «Si, già ci prendevano per pazzi tre settimane fa, perché parlavamo di promozione, ora ci crediamo ancor di più. Ripeto che il nostro obiettivo è di vincere il campionato, in questo momento senza i punti di penalizzazione non puoi sbagliare neanche una virgola, anche perché avendo 42 punti, quelli conquistati sul campo, è un’altra storia, perché in quel caso vai fuori a giocarti la partita e a volte puoi prendere in considerazione tranquillamente di non perderla, che puoi giocare anche per il pareggio. Invece in questa posizione di classifica sappiamo che dobbiamo vincerle tutte, c’è la giusta serenità, noi ci crediamo, e finché la matematica non ci condannerà ci crederemo».

Quindi se dobbiamo parlare di obiettivo, qual è il vostro? «Non pensiamo sicuramente ai play off, bensì alla testa della classifica, però è pur vero che pensiamo partita dopo partita cercando di fare il massimo; poi, mancano nove partite, se siamo bravi a fare più punti possibili ce la giocheremo. L’importante è che il gruppo a fine campionato abbia la coscienza apposto e che sappia di aver fatto il massimo».

Parliamo di te adesso, quest’anno stai trovando grande continuità dal punto di vista delle realizzazioni, ti aspettavi di essere un trascinatore per questa squadra? «A dir la verità non me lo aspettavo, è normale che fa sempre piacere fare gol per un attaccante, anche se quest’anno, diciamo che sto giocando da punta vera e propria, cosa che solitamente non facevo. Questo buon momento, non è sicuramente solo merito mio, perché giocare in avanti con gente come Corona, o avere in mediana gente come Coppola o D’Alterio in difesa, ti aiuta e può solo farti crescere. Per quanto riguarda gli obiettivi, non me ne pongo mai, perché un attaccante vive d’annate e ogni partita ha una sua storia, l’importante è dare il massimo impegno e dare sempre tutto per la squadra, affinché si raggiunga l’obiettivo dei 3 punti, poi se segna Corona o altri non importa, basta vincere».  

Che rapporto hai con mister Bertoni? «Ho un ottimo rapporto con lui, il mister è una grandissima persona, una persona che da grande tranquillità al gruppo in maniera impressionante; cura i minimi particolari, tratta tutti ugualmente, chi gioca e chi no, e tiene sempre la tensione alta. È sempre a disposizione della squadra, è quello che ci ha detto lui, “se vogliamo fare qualcosa d’importante dobbiamo remare tutti nella stessa direzione, cercando di metterci ognuno a disposizione dell’altro”. Solo così si possono raggiungere obiettivi importanti».

Hai parlato tu stesso prima di  Corona, quanto è importante giocare accanto a giocatori del suo calibro per un giovane attaccante come te? «È fondamentale direi, voi vedete solo la domenica la partita, ma anche durante l’allenamento è una persona molto umile, una persona che ti spiega le cose, cerca di darti dei consigli che ti aiuta soprattutto perché lui è una persona generosa anche in mezzo al campo. È normale che viene tutto più facile perché dove sbaglio io, lui ci arriva prima e cerca di coprire il mio errore. Diciamo che giocare con lui è più semplice, il 50% delle cose le fa lui(ride ndr), chi non ne gioverebbe? È normale che ci devi mettere anche del tuo, ma, giocare con una persona di questo livello di sicuro ti porta per forza a fare bene».

C’è un giocatore della serie A o del grande calcio a cui ti ispiri? «No, vi dico la verità, non sono un tipo che si ispira a qualcuno, io ho un grado di parentela con Giorgio(Corona) e sin dall’inizio sono sempre stato un suo ammiratore perché conosco la sua vita, la sua carriera e so i sacrifici che ha fatto per arrivare nel calcio che conta; quindi, diciamo che ho sempre seguito lui nell’ambito calcistico come giocatore da cui prendere spunto, e poi siamo entrambi palermitani».   

I tifosi parlano ormai di te, come il bomber che da tempo mancava a questa formazione, ti fa piacere essere visto come un uomo fondamentale per questa squadra? «In questo momento non nego che è una soddisfazione immensa, anche perché l’anno scorso purtroppo ho dovuto abbandonare la barca a metà dicembre per dei problemi societari. Io sono molto legato a questa piazza, il solo fatto che già a giugno sono stato uno dei primi acquisti e che non ho preso impegni con altre squadre nonostante comunque avessi avuto già dei contatti, lo dimostra. In una piazza del genere, il pubblico ti vuole bene, e tu vuoi fare bene e ricambiare la loro fiducia, l’importante è sempre mantenere la propria umiltà, non montarsi la testa e cercare di migliorarsi giorno dopo giorno.».

Che bottino di gol ti sei prefissato in questa stagione per ritenerti soddisfatto? «Sono arrivato all’inizio che comunque davanti a me, nelle prime partite, c’erano Giorgio(Corona) ed Emanuele(Ferraro) e non potevo giocare, ora ho il mio posto e sono già contento della doppia cifra, è già importante questo bottino; però come dicevo prima bisogna sempre migliorarsi, non bisogna pensare che ogni domenica devi segnare senò il gol non arriverà mai, bisogna sfruttare il momento di forma. L’impoertante è però segnare per una giusta causa, segnare e magari perdere è importante a livello individuale, ma se credi nella squadra non è prolifico».

Salvatore, sei ancora giovane, hai un sogno nel cassetto per il tuo futuro calcistico? «Ovviamente, vorrei cercare di arrivare dove le mie possibilità mi permetteranno, arrivando in qualche palcoscenico diverso, non nascondo che questi obiettivi li ho, anche perché se non hai questa voglia di migliorare e ti prefiggi questo obiettivo, in questo sport è inutile che giochi perché non trovi stimoli. Speriamo, ho avuto qualche piccola delusione in passato, però pian piano ho avuto sempre la forza di ricominciare, vedremo se sarò bravo e fortunato sperando di arrivare più in alto possibile, anche con questo Messina».

Vuoi lanciare un appello ai tifosi affinché arrivino sempre più numerosi allo stadio? «I tifosi hanno perso un po’ d’entusiasmo rispetto all’inizio e questo può anche essere giusto, l'entusiasmo è scemato pian piano tra problemi societari e problemi di risultati, il tifoso ha pensato al classico fuoco di paglia estivo e si è allontanto. Domenica pubblico ce n’era un po’ di più e per noi è stato molto importante. Appelli non mi sento di farne anche perché un tifoso deve venire al campo perché lo deve sentire, è normale che più tifosi vengono allo stadio più ci danno una mano. Messina non è una piazza che deve fare 1000 o 2000 tifosi, Messina non è questa, il mio auspicio è quello di vedere, almeno quelli che c’erano alla prima di Coppa Italia a fine agosto, speriamo di continuare così, riuscendo a portare quanta più gente al “San Filippo”».

Ultima domanda, chi vedi favorito per questa serie D e con chi credi che vi giocherete l’eventuale promozione? «In questo momento l’Hinterreggio conferma di essere una squadra attrezzata, l’ha confermato anche domenica contro di noi, infatti nonostante la sconfitta ha non ha mai buttato palla, ha sempre cercato di crearci problemi, si vede che gioca al calcio e merita di stare la sopra, poi non tanto l’Adrano, ma una squadra che si potrebbe inserire nella lotta è il Cosenza, vedo più la formazione calabrese in grado di fare il salto di categoria sia come piazza che come squadra».

Allora in bocca a lupo per la tua carriera e per il proseguimento della stagione del Messina!

«Crepi, grazie a voi!»

(si ringrazia l'ufficio stampa dell' Acr Messina per la disponibilità)


Luciano Passalacqua 09/03/2012
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