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A fine gara atmosfera molto nervosa sia in campo, con i tifosi che prendono di mira alcuni giornalisti, sia in sala stampa. Evidentemente si paga la situazione piuttosto incerta in seno alla compagine societaria, nella quale le tre componenti che detengono le azioni dell’ACR Messina srl (il presidente Manfredi, Niki Patti e Giovanni Di Bartolo, ciascuno con i propri gruppi di riferimento) sembrano avere come obiettivo principale quello di trovare nuovi acquirenti per rilanciare il progetto di un campionato di vertice. Manfredi, Patti e Di Bartolo improvvisano una sorta di conferenza stampa congiunta davanti a microfoni e taccuini.
«Siamo stati abbandonati dalla città nel nostro tentativo di far rinascere l’entusiasmo attorno al nostro Messina. Non abbiamo ricevuto offerte concrete né per rilevare le quote né per affiancarci da parte di nessuno tra gli imprenditori messinesi. A questo punto, valuteremo eventuali proposte che ci verranno da fuori, augurandoci che non siano avventurieri come quelli che, nel passato, si sono alternati alla guida dell’ACR. Sicuramente, non saremo noi a far fallire il Messina».
CARMINE COPPOLA «Negli ultimi dieci giorni siamo stati sottoposti a una vera e propria violenza psicologica da parte di qualcuno che è all’interno della nostra società. Sono venuti a dire ai miei compagni che, se fossero intervenuti nuovi soci, li avrebbero mandati via, e questo non è accettabile. Non si ferisce la dignità di ragazzi o di uomini che, bene o male, senza le penalizzazioni, che non sono colpa né nostra né di questa società, sarebbero a tre punti dalla vetta».
DELUSIONE «Ci sono state vicine in questi giorni solo pochissime persone tra i quali il presidente Manfredi, al quale i messinesi dovrebbero fare una statua accanto a quella del Nettuno, Giovanni Sulfaro, e il mister Bertoni, che è stato massacrato, oltre ai nostri tifosi più affezionati. Io vivo a Messina da 13 anni, sono messinese anche io, ma dobbiamo finirla di essere così autolesionisti e puntare a distruggere tutto. Io accetto le critiche da parte di tutti, ma ferire la dignità dei miei compagni mi ha fatto perdere la pazienza, soprattutto da parte di gente che fa parte della società».
NUOVA SOCIETÁ «Le beghe societarie non ci interessano, e nemmeno sapere chi abbia intenzione di prendersi il Messina. Oggi abbiamo vinto per dimostrare a qualcuno che siamo degli uomini veri e per dare ai tifosi una piccola soddisfazione dopo la sconfitta di Campagna con la Battipagliese».
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Al termine delle interviste, Manfredi, Di Bartolo e Patti si sono incontrati nei locali del S. Filippo per cercare di trovare un’intesa che possa dare un freno ad illazioni, voci e frizioni interne che sicuramente non rendono serena la squadra in un momento topico della stagione, con il calciomercato dei dilettanti in corso ed un intero girone di ritorno ancora da giocare, con un campionato del quale non si riesce ad individuare nessun padrone…