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Nuovo appuntamento con "Palermo... ti presento", la rubrica di Golsicilia.it settimanalmente affidata ai giornalisti che seguono da vicino le sorti dell'avversaria dei rosanero. A presentarci il Milan quest'oggi è Stefano Maraviglia, caporedattore di MilanNews.it.
Dopo la bruciante sconfitta contro la Juventus, il Milan riceve il Palermo. I rossoneri con che spirito affronteranno questa gara?
«Senza dubbio la sconfitta subìta contro la Juve ha scosso e non poco l’ambiente, le critiche mosse contro la squadra per una prestazione tra il deludente e il penoso, devono aver obbligatoriamente trasmesso qualcosa al gruppo. Contro i bianconeri mancavano elementi fondamentali per il gioco di Allegri, ma con una panchina comunque importante, contro un’avversaria storica e dopo un inizio non da Milan, l’atteggiamento doveva essere l’opposto di quanto visto. Contro il Palermo mi aspetto la partita della svolta, grandissima aggressività, tanta carica e voglia di fare. San Siro chiede la vittoria, la classifica lo impone e i giocatori la vorranno sicuramente ottenere in maniera convincente. L’avversario purtroppo è di quelli tosti, i rosanero sono una squadra importante che sta bene e che vuole crescere ancora. L’attesa è tanta sarà un match vibrante da entrambe le parti».
In attacco rientrerà Robinho. Di quante chances è accreditata l'ipotesi che porta a un impiego dal 1' del brasiliano?
«Le chances che il brasiliano scenda in campo già dal primo minuto sono reali, francamente fatico a sbilanciarmi. Il Cassano brillante e determinato di questo ultimo periodo, potrebbe indurre Allegri ad optare per un cambio nel secondo tempo. Senza Pato e con un attacco non foltissimo nel numero di elementi, sarebbe prudente risparmiare Robinho almeno inizialmente. Penso che a gara in corso possa trovare un clima migliore, dove entrare subito in partita e magari risultare importante. Molto dipenderà da Seedorf e Aquilani, se Allegri dovesse relegare uno dei due in panchina, potrebbe di riflesso chiamare in causa il brasiliano nel ruolo di trequartista».
All'inizio della settimana hanno tenuto banco i mal di pancia, veri o presunti, di Ibrahimovic. Quanto possono influire sul rendimento dello svedese?
«Ibrahimovic è un giocatore che sa gestirsi molto bene, riesce a trovare la giusta carica e motivazione anche dalle sue stesse affermazioni. Il mal di pancia che ha creato il marasma, penso sia solo uno sfogo, magari un segnale lanciato alla società. Lo svedese si sa è un giocatore che cerca continuamente stimoli e sfide, un uomo che personalmente e professionalmente vuole sempre migliorarsi, quindi è facile immaginare che dietro a tali parole, ci sia la voglia di essere parte integrante di un progetto davvero mirato alla vittoria in campo europeo. Sull’ipotetico addio al calcio, credo che sia davvero convinto di lasciare da grandissimo e non da campione sulla via del tramonto. Si può essere ricordati solo in due modi: vincendo e mancando ad un ambiente che va a perdere un valore importante. Mollare quando ormai non si è più al top, lascia nella mente dei nostalgici un’immagine sbiadita e Ibra lo sa».
L'inizio di stagione dei campioni d'Italia non è stato certo all'altezza di una squadra partita con l'intenzione di difendere il titolo. Resta il Milan la squadra da battere?
«Assolutamente sì, il Milan resta la squadra da battere, nonostante un inizio poco felice. Scorrendo la classifica, non vedo compagini più forti o comunque maggiormente attrezzate, con tutto il rispetto per chi sta godendo di una posizione particolarmente agiata e soprattutto meritata sul campo. Non sono i nomi a determinare i risultati, la coralità e la determinazione di tutto il gruppo possono risultare determinanti, ma se a tali valori si sommano il talento e la qualità dei singoli, il mix è perfetto. Ad Allegri sono mancati troppi giocatori, il ritorno degli infortunati può aprire scenari interessanti e rilanciare il Milan nella corsa al tricolore».
Nelle fila rossonere troviamo un ex illustre e dal recente passato rosanero: Antonio Nocerino. Come procede l'ambientamento del centrocampista campano all'interno della realtà Milan?
«Nocerino è un ragazzo che nell’ambiente rossonero gode della stima e della simpatia di tutti, così come in Nazionale. Allegri per tanti motivi gli ha concesso subito fiducia, la necessità ha costretto anche il giocatore ad accelerare i tempi d’inserimento, in un ambiente nuovo soprattutto esposto all’occhio della stampa e della critica. Palermo è una piazza calda, importante, ma ad oggi molto diversa da quella di Milano. Mi considero un grande estimatore di Nocerino e anche se lui non vuole sentirsi etichettato, a mio avviso il Milan ha davvero in dote il nuovo-Gattuso, forse con una base tecnica migliore».
Chi potrebbe decidere la sfida del "Meazza"?
«Il giocatore che più temo nel Palermo è Miccoli, un talento che forse ha raccolto molto meno rispetto a quanto avrebbe meritato. Oltre a lui stimo Pinilla, elemento sottovalutato da molti, ma completo, forte e maturato in maniera importante. Tuttavia convinto che la contesa vedrà un Milan determinato e forte, penso che saranno quelli rossoneri i protagonisti principi della serata. Non sarà un solo nome a risultare importante: le geometrie di Clarence Seedorf e soprattutto i tempi della manovra giocheranno un ruolo fondamentale, la corsa di Robinho e i guizzi in velocità, uniti alla forma e al brio di Antonio Cassano, potrebbero fare il resto. Il Milan può vincere solo dimostrandosi padrone del gioco e tenendo sulla corda il Palermo, a mio avviso il gol arriverà su azione corale».
Domanda finale: chi porterà a casa la posta in palio?
«Come già detto, mettendo da parte la scaramanzia, vedo il Milan troppo carico per mancare l’appuntamento. Ogni pronostico può essere facilmente sovvertito, ma i rossoneri avanti al proprio pubblico giocheranno con coltello tra i denti. Troppi gli interessi per questa gara che deve segnare un crocevia importante. Gioco a fare l’indovino: finirà 2-0 per il Milan, con reti di Robinho su assist di Ibrahimovic e Cassano a conclusione di un bel fraseggio nello stretto».
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