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Palermo, ti presento... il Cagliari

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Torna l'appuntamento con "Palermo, ti presento...", la rubrica di Golsicilia.it curata dai giornalisti che seguono da vicino le vicende delle avversarie dei rosanero. A presentarci il Cagliari, ospite della formazione di Mangia mercoledì sera, Michele Schirru di TuttoCagliari.net.

Un Cagliari inaspettatamente capolista, seppur in condominio con Napoli, Juventus e Udinese, si presenta al "Barbera" con l'obiettivo di proseguire la striscia positiva. I rossoblu possono aspirare a qualcosa in più rispetto alla salvezza?

«Il Cagliari dopo due partite si trova inaspettatamente al primo posto, stupendo tutto e tutti, compresa una buona parte dei suoi tifosi. Dopo l'allontanamento di Suazo e Donadoni si era creato un grande scetticismo intorno alla squadra, colmato parzialmente dagli acquisti di Ekdal, Thiago Ribeiro e Rui Sampaio. Alla fine, pare che anche questa volta Cellino vincerà: due partite e altrettante vittorie, peraltro giocando un buon calcio. Si riscontra, inoltre, un importante apporto da parte dei nuovi, in particolare Ibarbo, El Kabir e Thiago Ribeiro. Senza tralasciare Larrivey, che sembra finalmente esploso. Ficcadenti ha in mano una squadra che difficilmente resterà invischiata nella lotta per evitare la retrocessione, quest’anno si può aspirare a qual cosina in più, ma non sarà facile. Il sogno è quello di tornare in Europa, ma molto è legato alla costruzione del nuovo stadio "Santa Caterina". Sicuramente la squadra sta dimostrando di poter competere almeno per la parte centrale della classifica».

L'impegno di domenica prossima contro l'Udinese sino a che punto può influire sulle scelte di mister Ficcadenti?

«A meno di clamorose sorprese, Ficcadenti non effettuerà turn over. Il trucco sta nel fatto che la formazione che parte titolare, è stata cambiata sempre dal 60' in poi. Considerando che il centrocampo non si tocca, gli unici cambi potrebbero arrivare in attacco e in difesa, con Larrivey al posto di uno tra Nenè e Ribeiro, e Perico per Pisano, ma difficilmente il tecnico cambierà l'assetto iniziale della squadra. Sono passate appena due giornate, la condizione atletica è buona, e lo stesso allenatore ha dichiarato ieri che l’undici non verrà rivoluzionato. Squadra che vince non si cambia».

A proposito del tecnico ex Cesena, sembrerebbe essersi ambientato in fretta. Quale peso specifico va attribuito alle scelte dell'allenatore sull'avvio al fulmicotone della compagine presieduta da Massimo Cellino?

«Cellino ha sempre avuto un debole per Ficcadenti: non riuscì a portarlo a Cagliari nel 2005 per colpa del Verona, che non lo liberò. È arrivato e si è messo a lavorare sodo, in silenzio. Sta dimostrando di essere un grande conoscitore di tattica, riesce a cambiare l'atteggiamento della squadra in campo da un momento all'altro. Ha vinto tatticamente la sfida di Roma, e ha dato la giusta spregiudicatezza alla squadra contro un arcigno Novara. I rossoblu sfoderano un buon calcio, basato sulla spinta dei terzini spingono e sull’imprevedibilità di un Cossu finalmente libero di giocare ovunque. Ficcadenti sta dimostrando di essere un ottimo allenatore adatto alla piazza cagliaritana, ha il merito di non aver stravolto quell'impianto di gioco forgiato da Ballardini e Allegri e distrutto da Bisoli. Con grande umiltà potrà far divertire il Sant'Elia e i tifosi sardi».

Il presidente, che contro il Novara ha lanciato la moda del viola anti-jella, invita la piazza a mantenere i piedi per terra. Un atto di sincera umiltà o un modo per mettere le mani avanti qualora cominciasse a presentarsi qualche difficoltà?

«Il presidente è una persona molto impulsiva a caldo, ma molto riflessiva a freddo. Dopo le belle prestazioni rilasciava spesso lunghe dichiarazioni alla stampa locale. Elogiava i giocatori, l'allenatore, svelava retroscena. Quest'anno ha dato un taglio radicale a molte cose, specie sotto questo aspetto. Ha spento come un pompiere il fuoco, perché non vuole che la squadra perda di vista l'obiettivo e sopratutto non vuole che vada a giocare in trasferta con la leggerezza che potrebbe dare un primo posto in classifica dopo due giornate. Va evitata la leziosità, nessuno si deve specchiare, ogni partita va giocata come uno scontro salvezza. Solo così si potranno raggiungere grandi risultati e prestigiose posizioni in classifica. Per il resto, sa bene che per la piazza sia un bene avere questi risultati, cresce l'entusiasmo, cresce il tifo e cresce la presenza allo stadio. Cellino conosce alla perfezione il potenziale della squadra e non vuole che si buttino via punti per eccessi di presunzione, come capitato nelle ultime stagioni. Le difficoltà si presenteranno, è normale, ma non credo sia questo il motivo. Si può migliorare, con più concretezza sabato si vinceva 3-0 e non 2-1 con potenziale rischio di clamorosa beffa finale. Che è sempre dietro l'angolo». 

Il successo in campionato a scapito della Roma ha permesso al giovane El Kabir di siglare la sua prima rete in serie A. Può essere il marocchino il valore aggiunto in casa Cagliari?

«El Kabir è arrivato a Cagliari come "The new Zlatan", il soprannome che gli è stato attribuito in Svezia, per la somiglianza in certe giocate a Ibra. È un ragazzo giovane, con grandi qualità tecniche e fisiche, che però sarà inserito gradualmente, partita per partita, per poter avere una costante crescita anche dal punto di vista caratteriale. Può essere il valore aggiunto perché in due partite ha dimostrato di entrare dalla panchina ed essere subito pimpante e reattivo, una costante minaccia per i difensori. Ci vorrà del tempo per vedere il miglior El Kabir, come ha detto pochi giorni fa il presidente Cellino, ma si sentirà sicuramente parlare di lui. Ha fame di gol, di vincere, di lottare: proprio le caratteristiche che mancavano agli attaccanti che sono passati dal Sant’Elia negli ultimi due anni».

Chi potrebbe decidere il derby delle isole?

«Sperando che sia una bella partita di calcio, per qualche che riguarda l’undici rossoblu dico Nenè e il ninja Nainggolan, senza trascurare un Larrivey affamato di gol e Thiago Ribeiro, altra piacevole sorpresa d’inizio stagione».

Domanda finale: chi porterà a casa la posta in palio?

«Domanda finale e difficile. Il Palermo ha perso a Bergamo, vorrà riscattarsi. Mangia  deve provare a fare punti, perché conoscendo Zamparini non può basare la sua conferma su una vittoria per 4-3 contro un’Inter non certo scintillante. Quella rosanero è una squadra robusta, anche se meno tecnica rispetto al passato, ma il Cagliari andrà in Sicilia per continuare il sogno. Arrivare a 9 punti già mercoledì non è impresa facile, ma neanche impossibile. Speriamo in un bel derby delle isole, anche se il cuore mi porta a dire “Forza Cagliari!”».



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Gianluca Rubino 20/09/2011
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