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ZONA ATLETICO
Si chiacchiera, i giocatori sono in gruppetti, occhi e sguardi positivi, andiamo alla ricerca di mister Richichi, rincontrato dopo un decennio, ottimo playmaker, quando giocava.
Mister, solo 45 minuti giocati nel 1° tempo, alla ricerca di equilibri, approccio ed autostima, difficoltà che non portano a nulla?
«Dei fattori nuovi sono emersi in questa settimana. Avevamo tre under ‘93 che per vari motivi non sono più in rosa. La sconfitta casalinga con l’AciCatena ha lasciato delle scorie, ridisegnare la squadra con i ’94 non è facile. Chiaramonte a mezzo servizio, rientrato da un mese e l’Avola nel 2° tempo è stata realmente forte, il punto di oggi è di grande importanza, a noi fa salire il morale per andare avanti».
Liberare questi under dal fardello di essere un peso, ed invece strutturarli con carattere e personalità?
«Dall’inizio di questa stagione, con i responsabili del settore tecnico, stiamo lavorando su questo tema. C’è questa norma da rispettare, adeguiamola e formiamo i ragazzi facendoli crescere e portandoli a rendersi partecipi e responsabili nel ruolo di calciatore. L’esempio è Intravaia, è un ‘94, pur non condividendola, poiché se son bravi anche a 13 anni giocano, oggi i miei si sono distinti. Qualcuno era in campo fuori ruolo, per evitare le sanzioni, la cattiveria mentale è già attiva, bisogna integrarla in piccole dosi naturalmente».
ZONA AVOLA
La delusione si taglia con il coltello, occhi bassi e musoni, avviciniamo mister De Leo, gli comunichiamo alcuni risultati, cercando di trovare il lato positivo, pur evidenziando che la partita dell’Avola è iniziata al 46’: Ma cosa ha detto ai ragazzi negli spogliatoi?
«Hanno una voglia smisurata di mostrare valori e la voglia di vincere e questo toglie serenità diventando una PALLA AL PIEDE, che ti fa fare il doppio della fatica, magari il colpo di fortuna ti potrebbe fare uscire dal guscio, ma non è arrivato».
I due Casisa a volte si pestano i piedi, anzi sembrano simili e conflittuali, quando ne ha tolto uno (Giuseppe), l’Avola ha fatto la partita e liberato alcuni schemi…
«I ragazzi seguono le mie direttive, sembrano simili ma seguono gli schemi. Nel secondo tempo ho anche cambiato alcuni temi tattici, si sono liberati mentalmente, ma mancavano i primi45 minuti».
La coppia centrale, magari ancora non sono affiatati, ma parlano tra loro (portiere incluso) considerando che devono anche far crescere gli Under?
«Per loro è ancora più arduo, devono difendere e gestire in campo la crescita dei ragazzi. Durante la partita hanno tanti cambiamenti rispetto alla settimana e fanno le stesse cose in modo diverso, ma sanno cosa dire ai ragazzi».
Chiudiamo facendo notare lo sguardo basso dei giocatori e di qualche dirigente. Non si è vinto, ma la vittoria può arrivare anche dal piacere e dal divertimento per il gioco espresso…
«La sconfitta alla prima, alcune difficoltà di allenamento durante queste settimane, con un solo allenamento a settimana da poter fare sul campo ufficiale, rende il sorriso forzato. La fiducia della società è totale, con la vittoria arriverà il sorriso a 32 denti».
di Gian Paolo Montineri
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