



Eccellenza A: i voti di questa stagione
Primavera Palermo: ''Ecco chi è...'' Boris Grozdic
Messina: smaltita la sbornia per la C unica si torna a lavoro
Catania: con la Samp acuto effimero, lottare finchè non suona la campana
Partita in estate per disputare un campionato tranquillo, la Fc Acireale sin dalle prime giornate si è dimostrata una compagine competitiva tanto da occupare da subito le primissime posizioni di classifica. Solidità, sacrificio ed organizzazione tattica sono stati i concetti principali del piccolo miracolo sportivo della Fc Acireale, la quale per tanti mesi ha lottato con la Tiger Brolo per il primato in graduatoria. Quella della squadra granata formata in prevalenza da calciatori locali del territorio e del comprensorio acese sembrava una favola senza sbavature fino al pomeriggio di venerdì 7 febbraio, quando lo scoppio del caos tesseramenti con le posizioni invalide di tanti calciatori e le conseguenti cinque sconfitte per 3-0 a tavolino, hanno messo fine al sogno di vincere il campionato facendo improvvisamente retrocedere la squadra di Ricca dal secondo posto ad un'anonima posizione di metà classifica. Intercettato in esclusiva dai nostri microfoni, il difensore centrale degli acesi Giuseppe Cocuzza ha ripercorso la stagione appena conclusa e non solo.
Giuseppe, prima di tutto ti chiedo un bilancio della vostra stagione...
«Fare un bilancio della nostra stagione è parecchio complicato perchè fino a quel venerdì 7 febbraio, eravamo in lotta per vincere il campionato e sul campo avevamo dimostrato il nostro valore, per altro riconosciuto da tutti gli addetti ai lavori. Avevamo dimostrato di essere una delle squadre più forti ed attrezzate del torneo, ma il nostro cammino si è improvvisamente interrotto quando è scoppiata la bomba dei nostri tesseramenti invalidi; da là in poi per noi è stato un calvario ed una sofferenza perchè prima di quel giorno eravamo in lotta per vincere il campionato ed improvvisamente ci sono state tolte tutte le grandi motivazioni che avevamo dato che con le cinque sconfitte a tavolino hanno cancellato quello che avevamo fatto sul campo. Nel calcio le motivazioni contano tantissimo e purtroppo tutte le vicende extracalcistiche che sai, ci hanno tolto quegli stimoli fondamentali per andare avanti ed in un certo senso abbiamo mollato tutti dopo quel 7 febbraio. Insomma, nel calcio quando improvvisamente non ci sono più le motivazioni finisce tutto e con noi è stato così».
È stato quindi un discorso mentale...
«Assolutamente sì. Non è facile affrontare certe situazioni: eravamo in lotta per vincere il campionato e da un momento all'altro, per il caso dei tesseramenti invalidi, ci siamo ritrovati senza calciatori ed a metà classifica viste le cinque sconfitte a tavolino. Fino a quel venerdì 7 febbraio eravamo convinti di potere vincere il campionato perchè la nostra squadra c'era, però le ben note vicende extracalcistiche hanno rappresentato una mazzata per tutti noi e sicuramente questa situazione non l'abbiamo digerita. Purtroppo da un punto di vista mentale abbiamo ceduto e ci è caduto il mondo addosso: posso tranquillamente dirti che il nostro campionato è finito quel giorno, perchè dopo quella data non siamo stati più in grado di affrontare le partite con le stesse motivazioni di prima».
Come avete vissuto questa situazione all'interno dello spogliatoio?
«Come ho detto prima, all'interno del nostro spogliatoio è stata una cosa difficile da digerire perchè in un attimo hanno cancellato tutto quello che avevamo fatto ed improvvisamente i nostri sacrifici di una stagione sono stati azzerati per questioni amministrative e burocratiche che non hanno nulla a che fare con il calcio giocato. L'abbiamo presa male ed abbiamo continuato la stagione solo per onorare il torneo, anche se chiaramente da un punto di vista mentale qualcosa era cambiata e non eravamo più quelli di prima. Noi sin da luglio siamo stati un grande gruppo e lo siamo stati anche dopo quel 7 febbraio, ma non era più come prima poichè non c'erano più motivazioni ed improvvisamente ci siamo ritrovati svuotati».
Che idea ti sei fatto del caos dei tesseramenti invalidi che vi ha coinvolto?
«Io penso che la Lega doveva essere chiara fin dall'inizio. Credo che magari il nostro presidente abbia sbagliato, però la Lega, essendo un organo che controlla queste cose, poteva agire molto prima per evitare disastri. Di certo, questa situazione non ha inciso sui risultati che avevamo fatto sul campo perchè si trattava di una semplice firma fatta sui tesseramenti e queste sono cose extracalcistiche. Secondo me la cosa più giusta che dovevano fare era quella di dare una sanzione alla società e non toccare i risultati sul campo perchè appunto si tratta di vicende burocratiche e noi come calciatori non meritavamo certe punizioni poichè non abbiamo commesso nessun illecito sportivo. Quelle per cui ci hanno punito sono cose amministrative e non illeciti che abbiamo commesso noi come squadra. È stata una situazione priva di senso logico anche perchè noi della Fc Acireale siamo risultati con i tesseramenti invalidi, mentre qualche altro è rimasto pulito».
Si può parlare di un campionato falsato?
«Assolutamente sì, si tratta di un campionato super falsato».
Qual è il tuo bilancio personale di questa stagione?
«Per me è stata una stagione positiva ed ho cercato sempre di farmi trovare pronto quando mister Ricca mi ha chiamato in causa: ho giocato circa una ventina di partite di campionato con un gol. Come sai, io nel corso della mia carriera ho collezionato circa 200 presenze in Serie D e quindi per me fare quest'anno l'Eccellenza ha rappresentato un'occasione di rilancio ed un'occasione per rimettermi in gioco dopo che la scorsa stagione per me non era andata bene a causa di mie scelte sbagliate ed anche a causa di alcuni problemi fisici. Sia con la maglia del Paternò che con quella dell'Acireale, per me l'anno scorso è stata un'annata brutta e sono contento perchè quest'anno mi sono rilanciato alla grande, mentre qualcuno già mi dava per finito».
Per te come è stato giocare con una squadra piena di calciatori acesi?
«Posso dire che nel gruppo della Fc Acireale di quest'anno eravamo tutti fratelli perchè senza uno spogliatoio unito e compatto, non avremmo mai fatto i grandi risultati ottenuti fino al 7 febbraio. Il fatto che la società abbia puntato su calciatori locali di Acireale o del territorio circostante, ha rappresentato certamente un'arma in più, ma purtroppo ci hanno rovinato una stagione che per noi poteva essere davvero memorabile. E poi per me è stato davvero semplice ambientarmi in questo gruppo di ragazzi dato che molti di loro già li conoscevo e con alcuni sono anche cresciuto insieme».
Al centro della difesa spesso in questa stagione ti sei alternato con capitan Carmelo Ricca e con Giovanni Raneri. Ti chiedo come hai vissuto questa concorrenza tutta acese...
«Con Carmelo e con Giovanni siamo grandi amici perciò la concorrenza con loro non è mai stata un problema. Il mister ci ha alternato per tutta la stagione e nel complesso stavamo facendo bene dato che eravamo la migliore difesa del campionato e questo fatto non è stato casuale. Nel nostro gruppo non ha mai avuto importanza chi giocasse perchè prima di tutto c'era il bene della squadra. Certo, la concorrenza fa parte del gioco ed ha rappresentato uno stimolo in più per lavorare bene durante la settimana, ma al di là di questo con Ricca e Raneri mi lega una grande amicizia».
Quale sarà il tuo futuro?
«Per il momento non ne ho idea anche perchè ancora è molto presto per pensarci. Posso dire che negli ultimi tempi una società mi ha cercato, però non c'è stato nulla di concreto perchè si è trattato di un semplice sondaggio. Non so il mio futuro quale sarà anche perchè ancora è presto per pensarci, ma il mio desiderio è quello di accasarmi in una società seria con la quale io possa continuare a divertirmi».