



Catania-Bologna 2-0: le pagelle del match
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Si è tenuta oggi, presso la sede del ritiro a Tarvisio (UD), la conferenza stampa del capitano Luca Pagliarulo e del nuovo acquisto del Trapani, ex Modena e Vicenza, Maurizio Ciaramitaro. I due hanno parlato delle loro impressioni per questa prima avventura dei granata in serie B e dei primi giorni di ritiro. Il primo a parlare è stato il difensore Luca Pagliarulo:
RITIRO «E’ iniziato bene, stiamo lavorando e i primi giorni sono faticosi, però ci faranno bene per il futuro perché stiamo imparando a conoscerci. Ci sono tanti volti nuovi, questo ritiro è importante anche per amalgamarci».
NUOVI ARRIVI «L’impatto è positivo perché si tratta di ottimi giocatori, poi sono principalmente dei bravi ragazzi e questo è l’essenziale. Si sono subito amalgamati con noi ed è anche per questo che sta nascendo un ottimo gruppo. Mi hanno colpito tutti positivamente perché sono tutti grandi giocatori, hanno staccato traguardi importanti e chi più chi meno sono tutti di alto livello. Da tre-quattro giorni fanno parte del nostro gruppo e ci porteranno a conoscere meglio questa categoria».
ALLENAMENTI «Il programma del prof. Nastasi? Ha cercato, in questi primi giorni, di farci svolgere dei test per valutare il livello fisico di tutti quanti. Da due giorni abbiamo cominciato a fare “distanze”, che ci devono portare verso la condizione migliore. Quali sono le distanze sulle quali ci alleniamo? Non è una sola, sono diverse, si tratta comunque di distanze progressive. Facciamo anche palestra tutte le mattine. Al momento facciamo tutto in campo, ancora non abbiamo fatto niente nel bosco, perché ci sono gli orsi (ride, ndr)».
PARTE TECNICO-TATTICA «Sono tutte esercitazioni che ci permettono di cominciare a creare l’intesa. Al momento stiamo lavorando più sulla fase difensiva, ma solo per impostare alcuni discorsi di intesa. Ancora la gamba non c’è, ancora alcune distanze non ci sono, quindi al momento si sta creando più che altro l’intesa. Tattica? Il mister butta sempre giù qualcosa di tattico, ma non è partito subito in quell’ottica».
CUCINA «La cucina qui è buona, si mangia bene. Lavoriamo e abbiamo anche bisogno di mangiare (ride, ndr)».
E’ poi toccato al centrocampista Maurizio Ciaramitaro, arrivato in granata qualche giorno fa:
NUOVA AVVENTURA «Dal primo giorno in cui sono arrivato qua ho visto subito che c’è un gruppo molto unito, anche perché si vede il rapporto che c’è tra il mister e i ragazzi che hanno fatto queste imprese in questi anni. Il rapporto è subito stato ottimo con tutti, perché se un professionista si mette subito a disposizione del mister e dei compagni, cerca già di immagazzinare quello che loro già sanno e quello che hanno fatto nelle stagioni passate».
BOSCAGLIA «Il mister lo conoscevo calcisticamente, ma non personalmente perché non avevo avuto modo di conoscerlo. Ho sempre seguito il Trapani, perché mi entusiasmava questa scalata che hanno fatto i ragazzi con degli obiettivi e dei risultati importanti. Conosco, quindi, bene o male la squadra, ma sempre calcisticamente. Il mister è molto meticoloso nel lavoro e qualsiasi esercitazione lui ci faccia fare ha un suo scopo, che si tratti di squadra, di tattica o di movimenti che dobbiamo poi andare a fare in campo».
RITIRO «Paragonare questo ritiro ad altri che ho vissuto in carriera? Se parliamo di lavori alla fine le esercitazioni sono sempre quelle, perché si fanno lavori di forza, ripetute etc. Si tratta sempre di queste cose, poi a livello tattico e a livello tecnico ogni allenatore ha le sue idee, quindi non riesco a paragonare un ritiro a un altro. L’atmosfera è sicuramente positiva, non mi era mai successo di giocare con così tanti siciliani in squadra, qui ce ne sono abbastanza quindi riesco a dialogare con loro anche in siciliano, per questo mi sento in una famiglia. Ci capiamo tutti abbastanza bene».
VECCHIE CONOSCENZE «Io conoscevo già Giovanni Abate per aver giocato con lui, dodici anni fa, all’Avellino. Conoscevo Giovanni già dai tempi della Primavera del Palermo. Poi conosco Martinelli, per aver condiviso con lui, lo scorso anno, la seconda parte di stagione a Vicenza, da gennaio a fine maggio. Se l’amicizia con Abate ha influito nel trovare l’accordo con il Trapani? No, con Giovanni non mi ero mai sentito neanche per messaggio, quindi non credo che sia stato quello. Mi fa piacere giocare nuovamente con lui».
OBIETTIVI «Il fatto che molti compagni sono alla prima esperienza in B? Secondo me quello conta poco, perché se i giocatori hanno le giuste qualità possono fare bene. Non credo che il livello sia tanto diverso tra serie B e Prima Divisione, se uno va in campo con le motivazioni giuste, può togliersi tante soddisfazioni. Questo l’hanno dimostratp anche altre squadre che magari poi hanno vinto il campionato, hanno semplicemente aggiustato qualcosina e dimostrato di poter stare tranquillamente nella categoria superiore, perché se uno ha una giusta mentalità e una buona organizzazione di gioco e mette in campo quello che ha sempre fatto, alla fine i risultati arrivano».
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