Intervista Betta a GS.it: dall’italiano del cronista alle dichiarazioni esatte dell’intervistato

Non sparate su G. Betta, trasformazione letteraria da ‘Non sparate sul pianista’


Si chiama stile, identità o firma, fate voi. In effetti a volte capita di diffondere o difformare una dichiarazione o renderla esplicita o dare un concetto chiaro, magari confondendo o diffondendo interpretazioni pretestuose o confuse.

La nostra lingua italiana purtroppo ci crea queste trappole. Non volevo che il mister Giancarlo Betta subisse una notte d’inferno, dopo l’intervista fatta nel pomeriggio e pubblicata su Golsicilia.it subito dopo, ma ci tengo a sottolineare che il raffronto con ciò che è stato scritto e ciò che il tecnico Betta ha dichiarato non sono lontani nel concetto, ma lontani sulla possibile realtà che il calcio siracusano sta vivendo. Quindi la mia penna e firma andrà a semplificare quanto detto e dialogato con il tecnico Betta.

Riporto il passaggio che ha determinato la rumbla su Betta:

“La chiacchierata con Giancarlo Betta, l’allenatore delle due vite a Noto, è più lunga. Abbracciamo alcune considerazioni del momento che stanno vivendo Noto e Siracusa, però partendo dalla fine della stagione…

«In effetti due vite vissute a Noto. Credo che verrà iscritta al campionato, ma poi sarà piena di insidie e difficoltà».

Lo motiva e ci fa riflettere: «Ci sono due strade. La prima è costruire una squadra sempre competitiva, quindi investimenti esosi per ottenere subito l’obiettivo. L’ideale sarebbe confermare il team del girone di ritorno con qualche ritocco. Oppure, ed è qui il vero danno, lavorare di progetto, sui ragazzi che oggi in una stagione difficoltosa sarebbero stati perfetti. Perché sia a Noto, che similmente quello che è e sta accadendo a Siracusa, è la mancanza di un’idea nel tempo. Non hanno futuro attivo, cioè una linea di crescita del settore giovanile. A Noto mai pensato ed oggi grava e pesa anche nell’economia di una stagione dove si deve ripartire da zero».”

Adesso vi riporto le dichiarazioni di Betta, in italiano morbido, standard.

«In questi anni non si è lavorato in prospettiva, avere giovani con già presenze e formazione dai settori giovanili delle nostre squadre, quindi di proprietà avrebbe addolcito questa fase delicata di riprogrammazione, opportuno nel calcio di oggi molto competitivo e complesso nella gestione».

Il tecnico non va assolutamente a puntare il dito su nessuno, né NotoPalazzolo, sono dichiarazione su un argomento molto ampio, quello del calcio moderno, della crescita dei settori giovanili e di avere oggi risorse disponibili, senza ripartire sempre da zero. Queste dichiarazioni sono di prospettiva non di attacco e senza nessuna dietrologia, se si va a leggere il concetto del cronista non è lontano da ciò che sono le dichiarazioni del tecnico Betta. se poi la dura realtà, che conosce sia il cronista che il tecnico, fa pesare in negativo le dichiarazioni del tecnico. Beh il cronista fa il suo dovere e sfida chiunque a smentire i dati reali. Il cronista quindi la firma di Gian Paolo Montineri  tende la mano al tecnico Betta, inutile dire altro...


Gian Paolo Montineri 04/07/2013
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