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Mattia Mastrolilli, esperto bomber del calcio siciliano e non solo, è stato negli ultimi giorni accostato all’Akragas. Con lui abbiamo parlato della possibilità di intraprendere una nuova avventura in biancazzurro, del futuro in generale e anche della stagione che lo ha visto protagonista con la maglia del Paternò.
Mattia, avete vissuto una stagione difficilissima per i noti problemi societari. Cosa vi ha fatto scattare la molla per non tirare i remi in barca?
«Il fatto di essere tutti dei veri professionisti con un’etica sportiva forte ci ha permesso di chiudere il campionato e salvarci. C’è poi stato l’orgoglio da giocatore, da sportivo, di portare sempre a casa il risultato, di restare attaccati alla maglia e stare vicini alla città. La società ha sempre promesso di mantenere i propri impegni, anche se questo non è ancora avvenuto. Abbiamo dimostrato di essere persone serie che non mollano al primo ostacolo, un gruppo di uomini prima di tutto, sono queste le motivazione che ci hanno permesso di salvarci. Sinceramente a livello societario non si meritavano tutto il nostro impegno, non hanno rispettato le loro promesse, siamo molto delusi ed amareggiati, rimane il fatto personale di aver portato a casa il compimento del campionato in modo più che dignitoso. Speriamo almeno che questi sacrifici vengano ripagati in qualche modo».
Tra infortuni e problemi societari già citati, sei comunque riuscito a raccogliere oltre 20 presenze e 11 reti. Che voto dai al tuo campionato?
«Mi do 10 come professionista, come calciatore e a livello personale, mi sento orgoglioso di non avere mollato nonostante la società è stata assente. Non ha rispettato i propri impegni, abbiamo affrontato 2 milioni di problemi, abbiamo avuto la forza di restare uniti, un gran gruppo di uomini, giocando sempre e solo per la città e i tifosi. Questo è ciò che mi inorgoglisce di più come persona, poi si sa i problemi che abbiamo passato, avremmo potuto fare molto di più, se ci avessero dato una mano, avremmo potuto fare molto molto di più. Do 10 a tutto il gruppo, alla dirigenza tutt’altro voto».
Quanto sono stai importanti mister Strano ed il direttore Finocchiaro in quest’anno così tribolato?
«Moltissimo, fondamentali. Sono stati con noi sino all’ultimo, non ci hanno mai abbandonato, hanno sofferto con noi, non si sono mai staccati dal gruppo e i problemi li abbiamo affrontati tutti insieme».
Si parla di un interessamento dell’Akragas nei tuoi confronti…
«Al momento non ho ricevuto nessuna telefonata da parte loro. Magari più in là, anche io leggo i siti internet ed i giornali e so di questo interessamento o presunto tale. Però posso affermare che al momento non c’è stato nessun contatto».
Ti affascinerebbe la possibilità di intraprendere un’avventura agrigentina?
«Si certamente, a chi non piacerebbe. Agrigento è una piazza importante con una società seria, perché no».
Altre squadre c ti hanno cercato?
«Ancora c’è poco, devo dire la verità. Forse è ancora presto, speriamo che venga fuori qualcosa. Vedo però che ancora le squadre non si stanno muovendo molto. Mi piacerebbe restare in Sicilia, però bisogna vedere bene, è tutto da valutare, vediamo cosa succede. Sono legatissimo alla Sicilia e giocare ancora qui per me sarebbe il massimo».