Ag. Fifa Pagano a GS.it: «In Sicilia c'è una brutta situazione. Mercato? Ecco chi consiglio»

Le esclusive di Golsicilia.it-ai nostri microfoni il procuratore giarrese


Con le gare di ritorno delle finali dei play off nazionali valide per andare in Serie D, domenica scorsa si è ufficialmente conclusa in tutte le categorie la stagione agonistica del calcio siciliano. Come è noto, in questo periodo dell'anno il normale calcio giocato lascia il posto alle notizie ed alle indiscrezioni del calciomercato. Infatti, in queste settimane le società calcistiche di tutte le categorie stanno organizzando quadri tecnici e dirigenziali per affrontare al meglio la prossima stagione. Intervistato in esclusiva da Golsicilia.itl'agente Fifa Vincenzo Pagano ha fatto il punto sulla stagione appena conclusa in Sicilia parlando anche degli imminenti scenari del calciomercato isolano. Inoltre, il procuratore giarrese ha anche dato alcuni suoi personali "suggerimenti per gli acquisti" agli addetti ai lavori. 

In Serie A il Catania ha disputato una stagione memorabile, battendo quasi ogni record societario, mentre al Palermo non è bastata la rivoluzione del mercato di gennaio per evitare la retrocessione in Serie B...

«Il Catania non è più una sorpresa, ma una realtà importante del calcio italiano. Lo sviluppo delle strutture tecniche con l’apertura di Torre del Grifo e la possibilità di avvalersi di importanti contatti con procuratori e talent scout del calcio sudamericano sono stati essenziali per la crescita del club. Il Palermo paga invece la mancanza di una serenità societaria evidenziata dai continui cambi di tecnici e dirigenti; troppi stravolgimenti purtroppo fatali alla società rosanero con la retrocessione nel campionato cadetto».

Nell'annata appena conclusa per la prima volta nella sua storia il Trapani ha conquistato la Serie B. Secondo te la squadra di Boscaglia potrà essere la rivelazione del prossimo torneo cadetto?

«Il “modello Trapani” non nasce a caso, ma è frutto di un’attenta ed oculata programmazione. In cinque anni si è ritrovato dall’Eccellenza alla Serie B, segno che tutto è possibile se si lavora bene e con persone competenti. Dietro questi risultati ci sono una società organizzata e un tecnico molto bravo che ha avuto la capacità di valorizzare tanti giovani. Il Trapani potrà fare bene anche in Serie B se eviterà l’acquisto di calciatori troppo "navigati" e continuerà a puntare su giovani che hanno fame e voglia di emergere».

Il Messina della famiglia Lo Monaco ha vinto il campionato di Serie D ritornando fra i professionisti dopo cinque anni di assenza. Per te, nell'attuale organico dei calciatori, cosa manca ai peloritani per essere protagonisti anche in Seconda Divisione?

«Dall’ultima riunione di Lega Pro emerge la possibilità di introduzione nel prossimo campionato di nuovi parametri secondo i quali chi schiererà una formazione con età media inferiore ai 24 anni potrà avere dei benefici economici e finanziari. E’ chiaro che se dovesse entrare in vigore questa riforma, il mercato della società peloritana potrebbe essere fortemente condizionato. Il Messina ha sicuramente bisogno di alcuni puntelli se vuole aspirare a fare un campionato importante anche in Lega Pro. Dal mio punto di vista occorrerebbe un difensore centrale di categoria, un centrocampista centrale di qualità, due esterni rapidi ed una seconda punta. Mi ha stupito la mancata riconferma di Savanarola. Un esterno che vedrei sicuramente bene è Citro del Città di Messina mentre a centrocampo mi piace molto Giardina, ex Gela, un giocatore di grande esperienza che Lo Monaco conosce bene per averlo avuto nei primissimi anni ad Acireale. Il d.s. Ferrigno è una persona che lavora a 360° ed allestirà sicuramente una squadra di buona caratura per il prossimo campionato».

Il Milazzo del direttore generale Mario Marino ha chiuso il campionato di Seconda Divisione senza neanche una vittoria, retrocedendo così in Serie D. Tuttavia, si sono messi in luce diversi giovani calciatori...

«Stiamo parlando di una persona che ha grande competenza per quanto concerne la valorizzazione e la valutazione dei giocatori. A Milazzo il direttore Mario Marino ha ereditato una situazione societaria disastrata e non poteva fare di più di quello che ha fatto. Ha trasmesso la sua grinta e determinazione ai ragazzi strappando anche qualche risultato importante (penso ai due pareggi contro il Monza). Messo in condizione di operare sul mercato avrebbe fatto un altro tipo di campionato. In passato a Giarre e ad Adrano ha valorizzato tanti giovani (Madonia e Litteri per fare qualche nome). Del Milazzo di quest’anno come calciatori giovani ti dico Vito Migliore classe ’95, centrocampista di proprietà del Palermo. L’avevo visto giocare accanto ad Avola con la Nissa. Questo ragazzo ha margini di miglioramento eccezionali e se sarà seguito arriverà a livelli importanti perché ha tanta qualità e determinazione».

Per la seconda volta nel giro di tre anni il Due Torri ha perso la finale play off per andare in Serie D. A tuo modo di vedere cosa manca ai messinesi per fare il salto di categoria?

«Solo fortuna direi, perché se due volte su tre arrivi a fare una finale di play off nazionali e perdi contro l’Internapoli all’ultimo secondo e contro il Torrecuso per un gol che sembrerebbe non esserci (la palla rivedendo le immagini pare non varchi la linea di porta) non hai sicuramente niente da rimproverarti. Il direttore Benedetto Bottari aveva allestito un’ottima squadra prendendo giocatori come Chiavaro, Ancione e Isgrò che sono una garanzia per la categoria. Auguro alla società di Gliaca di Piraino di avere più fortuna nella prossima stagione».

La crisi economica si sta facendo sentire nel modo del calcio, soprattutto nelle realtà dilettantistiche. Ti chiedo come vedi l'imminente calciomercato di Serie D ed Eccellenza...

«La situazione è molto negativa. Le società hanno enormi difficoltà nel reperire delle risorse sufficienti per affrontare un campionato. Negli anni ’90, in Serie C1, se una squadra come l’Acireale o il Giarre acquistava un giocatore da un settore giovanile di Serie A, valorizzandolo e vendendolo in Serie B o in Serie C1 otteneva un utile che poi permetteva di allestire con maggiore serenità la squadra per la stagione successiva. In serie D la situazione è molto diversa perchè le sponsorizzazioni sono insufficienti a coprire i costi ed è molto difficile trovare imprenditori pronti ad investire nel calcio. Non ci sono vie di mezzo: se un imprenditore acquista un titolo sportivo nei dilettanti deve assolutamente puntare al salto nei professionisti altrimenti difficilmente, mancando un guadagno, potrà garantire nel tempo solidità economica alla società. Entro un paio di anni, a mio avviso, vedremo una situazione catastrofica nei campionati dilettantistici con un abbassamento di livello tecnico non indifferente; basti pensare alla miriade di vertenze che si stanno predisponendo verso molte società. Dove vedo progetti seri qui in Sicilia? Akragas, Orlandina e Città di Messina in Serie D, Due Torri e San Pio X in Eccellenza mi sembrano delle società abbastanza serie. Sono in attesa di vedere cosa accadrà a Siracusa, Ragusa e Marsala, realtà calcistiche con tifoserie importanti ed affamate di calcio».

Quali sono i tuoi personali "consigli per gli acquisti"?

«Come portieri sto seguendo Linguaglossa classe '92, ex Ribera ed Adrano, che in questi anni ha maturato un’esperienza non indifferente in Serie D e per il quale una società importante ha mostrato grande interesse. Poi c’è Bonaccorsi ’93, con un passato a Giarre e Leonforte, che due anni fa era con l’Entella ed è pronto a rimettersi in gioco. Come difensori, ho ricevuto diverse telefonate da società di serie D e qualche di Lega Pro per Diby Koffi, terzino destro ’94 ex Nissa, uno degli under più forti della categoria. A tal proposito posso dire che per il futuro del ragazzo siamo in procinto di chiudere con un'importante squadra calabrese di Serie D, la quale ha espresso un considerevole interesse per il giocatore; manca solo l'ufficialità, ma non dovrebbero esserci problemi. Altro difensore in prospettiva molto forte è Simone Lombardo classe ’95 ex Leonfortese, fratello di Marco Lombardo ex Ribera, Due Torri ed Acireale, che ha mercato sia in Serie D che in Eccellenza. Poi ci sono i due giocatori ex Adrano, Acireale e Nissa Rosario Patanè, difensore centrale classe ’86, e Salvo Trovato classe ’89 per i quali ho ricevuto qualche chiamata sia da Serie D che dall'Eccellenza. Altro under che è migliorato parecchio è Marco Barbagallo, terzino classe ’94, di proprietà del Due Torri che è uno dei migliori under dell’Eccellenza. A centrocampo Fabio Marletta ’89 è richiestissimo in Serie D e poi c’è il talentuoso Bonaccorso classe ’95 ex Chievo, Due Torri ed Aci Sant’Antonio che ha qualità veramente importanti. In attacco diverse chiamate anche per Dumitrascu classe ’94, talento rumeno ex Paternò ed Acireale, che quest’anno ha avuto poco spazio anche perché chiuso in avanti da giocatori di caratura e di esperienza come Mastrolilli e Mandarano. Altri giocatori che ho visto e consiglierei agli addetti ai lavori? I portieri: Lagomarsini ’93 del Messina, Vezzani del Noto e Vecchio ’94 del Paternò. In difesa Caldarella ’93 ed Orefice del Paternò, D’Angelo del Città di Messina e Montella del Licata. A centrocampo Avola del Città di Messina, Buscema ’94, Foderaro e Fabio Arena del Ragusa, Aprile ’95 dell’Akragas e Tralongo ’95 del Modica. Esterni offensivi: Savanarola del Messina, Citro del Città di Messina, Merito del Noto e Riccobono del Licata. Riguardo gli attaccanti, sicuramente la coppia della Gelbison Senè e Grimaudo ’94, Tiscione e Saraniti del Città di Messina, Pignatta del Noto e Mosciaro del Cosenza».

Nelle ultime settimane ha fatto molto discutere l'operazione del trasferimento del titolo sportivo del Ribera ad Acireale...

«Gli articoli 18 e 20 delle norme organizzative della FIGC indicano i criteri per il trasferimento del titolo sportivo da una società ad un’altra. Ci sono poi tanti aspetti legali e burocratici da chiarire. E’ presto per dare un giudizio sulla questione. Mi auguro che la situazione si risolva al più presto perché come detto anche in altre precedenti interviste, Acireale sportiva merita altri palcoscenici».

Fino a qualche mese fa hai collaborato con il Real Giarre, società che ha sfiorato la promozione in Eccellenza. Che ricordo hai di quell'esperienza?

«L’esperienza è stata positiva e la squadra avrebbe meritato la vittoria del campionato, sfuggita solo per questioni extracalcistiche che tutti già conoscono e che quindi evito di commentare. Auguro alla società del Giarre Calcio di poter centrare l’obiettivo nella prossima stagione».

Attualmente svolgi l'attività di procuratore, ma quali sono i tuoi futuri progetti nel mondo del calcio?

«Due anni fa ho fatto l’esame di agente Fifa e sono riuscito a creare dei rapporti molto importanti con tanti giovani calciatori dei quali seguo anche gli aspetti legali e burocratici attraverso la mia attività di avvocato. Fare il direttore sportivo però resta la mia ambizione e quindi non ti nego che aspetto l’evolversi di certe situazioni per entrare in una società e diventare collaboratore della gestione sportiva. Qualche contatto c’è stato perché in due anni qualcuno ha apprezzato il mio modo di segnalare e visionare i giovani calciatori. D’altronde se non si parte dai giovani non si arriva da nessuna parte».

Grazie per la disponibilità...

«Grazie a te. Alla prossima».


Davide Sirna 23/06/2013
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