Intagliata a GS.it: «Ecco perché sono stato cacciato da Modica. Forza Avola, salvati!»

Intervista esclusiva all’ex giocatore di Modica e Real Avola


In esclusiva per Golsicilia.it, Maurizio Intagliata, ex attaccante di Real Avola e Modica ci racconta la sua esperienza: cacciato dal Modica e costretto a rimanere svincolato fino al termine della stagione, ci rivela i particolari di questa disavventura e la sua voglia di tornare presto in campo. 

Maurizio, in estate dall'Avola passi al Modica, le cose sembravano andare bene ma poi a gennaio qualcosa si è rotto…

«La mia esperienza a Modica era iniziata con grande entusiasmo per il progetto che la società mi aveva prospettato. Tra alti e bassi, in un girone molto equilibrato, la squadra viaggiava nelle prime posizioni e spesso si trovava in testa alla classifica, ma nonostante ciò il nostro lavoro non veniva mai pienamente apprezzato dall'ambiente. A dicembre iniziano le cessioni, anche io chiedo delle spiegazioni, ma vengo rassicurato di far ancora parte del progetto. Arriva un pareggio interno con il Mazzarà e ne nasce una rivoluzione. L'esonero di mister Catania e di lì cominciano i miei problemi. Vengo giornalmente offeso e umiliato sotto l'aspetto umano e messo ai margini della squadra perché il nuovo allenatore non mi considerava. Dopo 21 partite consecutive in cui ho fatto 4 gol e tanti assist decisivi, non avendo mai saltato un allenamento, accetto con professionalità la panchina. I risultati non danno certo ragione al mister, ma dopo l'ennesimo pareggio contro il Taormina ricevo addirittura la telefonata del direttore sportivo che mi comunica che non faccio più parte del Modica Calcio. Mi ha spiegato che già dal mese di ottobre il presidente aveva perplessità sul mio rendimento. Ciò che mi ha fatto più rabbia è stato il tempismo, potevano avvisarmi a dicembre quando c'è un mercato e dove giustamente una società ha il diritto di fare le proprie scelte. Comunque ormai è andata, non ci voglio più pensare, io non porto rancore verso nessuno: avrei solo preferito un po’ di chiarezza e un po’ di dialogo in modo che il Modica continuasse la propria stagione e io potevo cercare fortuna da altre parti».

Hai mai pensato di mollare il mondo del calcio?

«Non penso e non ho mai pensato di mollare il calcio, anzi continuo ad allenarmi costantemente aspettando finalmente di tornare in campo e fare quello che più mi piace: segnare. Spero anche di fare un corso da allenatore per lavorare nei settori giovanili che, in questo periodo di crisi del calcio italiano, credo siano la migliore medicina per il rilancio del nostro pallone».

Quali sono i tuoi progetti futuri?

«Già da gennaio mi alleno giornalmente con l'Enzo Grasso di Siracusa, dove ho trovato grande disponibilità da parte della società e dove ho ritrovato mister De Leo, allenatore capace e competente. Ci sono molti calciatori con cui ho condiviso mille battaglie, e sudare tutta la settimana per poi stare fuori la domenica è molto dura. Mi faccio forza pensando che ogni giorno che passa è un giorno in meno al mio rientro in campo. L'anno prossimo potrei benissimo restare qua e aiutare questa squadra ad emergere, anche se dalla mia esperienza ho imparato a non dare nulla per scontato».

Hai seguito certamente finora il girone B del torneo di Eccellenza…

«Per quando riguarda il mio ex campionato, credo che ormai per l'Orlandina manca soltanto la matematica per festeggiare il meritato salto in serie D. Nei play off se la giocheranno Vittoria, Due Torri e spero anche il Modica. Nella bassa classifica naturalmente faccio il tifo per l'Avola, perché dopo anni di successi mi dispiacerebbe vederla retrocedere e perdere la categoria che tutti i tifosi meritano».

Modica è nel caos: cosa ne pensi delle dimissioni di Cundari e della staffetta tecnica Catania-Gallicchio-Catania?

«Sulle dimissioni di Cundari pesano le contestazioni dei tifosi, ma purtroppo nel calcio contano i risultati e se a Modica ci sono stati alti e bassi è stato per le scelte inadeguate del presidente che, richiamando mister Catania ha firmato un'ammissione di colpevolezza. Ciò che credo e che spero per i tifosi è che presto tornerà sui suoi passi e cercherà di concludere la stagione nel migliori dei modi, magari vincendo i play off. Il mister Catania non doveva essere esonerato perché stava lottando per le posizioni di alta classifica. Gallicchio è arrivato, non conosceva praticamente nessuno e non è riuscito a trovare il bandolo della matassa, credo che metà delle colpe di questa stagione vadano a lui e a chi ha scelto lui invece che un allenatore che conoscesse l'ambiente…».

In bocca al lupo…

«Crepi!».


Vittorio Damiani 27/03/2013
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