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Rosario Bucolo, centrocampista dell’Acr Messina e tra i migliori per rendimento dell’intero campionato di serie D, ha concesso un’intervista esclusiva ai microfoni di Golsicilia.it.
Rosario, sabato scorso pareggio a reti bianche sul campo del Paternò…
«Siamo una squadra che gioca a calcio, palla a terra, quindi il terreno di gioco ci ha penalizzato tantissimo. Poi le squadre, come il Paternò sia all’andata che al ritorno, contro di noi fanno le partite della vita e diventa tutto più difficile. Tutto sommato pareggio giusto, fino al termine ogni gara sarà difficile, soprattutto quelle fuori casa contro squadre che si devono salvare».
Con la vittoria in extremis a Paola contro il Montalto, il Cosenza si è piazzato a -2. Può pesare il fiato sul collo dei lupi? È più difficile inseguire o mantenere il distacco stando davanti?
«Non sentiamo il fiato sul collo, anzi potrebbe essere uno stimolo in più a fare meglio. Secondo me è più difficile inseguire, ma a noi interessa soltanto vincerle tutte e stop».
Parliamo di te. Nasci a Catania il 7 ottobre 1988 e poi…
«Inizio a giocare sotto casa (ride, ndr). Poi sono stato alla scuola calcio “Meridiana” sempre a Catania, ho fatto le giovanili sempre nei rossazzurri fino alla Primavera. Prima esperienza con i grandi a Gela. Che giocatore sono? Un centrocampista che sa fare entrambe le fasi, sia di interdizione che di costruzione di gioco».
Dopo due stagioni a Milazzo, tra C1 e C2, quest’anno per te è la prima esperienza in un campionato come quello della serie D. Quali differenze noti con i professionisti?
«Second me la serie D è ancora più difficile di quello della Lega Pro. Si gioca bene a calcio e ci sono meno spazi, inoltre bisogna adattarsi a tutti i terreni di gioco possibili e immaginabili. Quest’anno il livello dell’Interregionale credo si sia alzato, perché con le nuove riforme che ci saranno e con la crisi che c’è, molti giocatori hanno anche deciso di scendere di categoria per qualche progetto serio».
Cosa ti ha convinto ad accettare l’offerta dell’Acr Messina?
«Conoscevo la società ed è composta da persone serie che mantengono le aspettative iniziali. È stato facilissimo accettare i peloritani, li conosco da tempo e non ho mai avuto dubbi».
Domenica prossima affronterete il Palazzolo al “S. Filippo”, che gara sarà?
«Match difficilissimo, perché come ti accennavo prima, contro di noi giocano sempre le partite della vita. Nel nostro stadio si chiudono nella propria area ed è dura giocare con squadre di questo tipo. Noi dovremo essere calmi e sereni per cercare di sbloccarla e portare a casa i tre punti. Pronostico? No, non se ne fanno (ride, ndr). Sono superstizioso, quindi meglio evitare».
Quanto sono importanti per voi i tifosi giallorossi?
«Hanno grande fame di vittorie, perché da tanto tempo non vedono categorie importanti e hanno dovuto digerire parecchi bocconi amari. Vogliono, come tutti noi, vincere questo campionato e loro per noi sono fondamentali. Da qui alla fine vorrei sempre più gente allo stadio, perché sembra un luogo comune, ma ci danno davvero una marcia in più».
Qual è il sogno nel cassetto di Rosario Bucolo?
«Vincere il campionato quest’anno. Però non lo voglio definire un sogno, perché i sogni magari non si avverano. È un progetto, noi ci crediamo, e sono convinto che ce la faremo».