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Torna la rubrica di Golsicilia “il Trapani visto da...”. Questa settimana è Giuseppe Fortuna a rispondere alle nostre domande. Ecco il suo pernsiero:
Un turno di riposo in questo momento della stagione può risultare utile o temi un calo di concentrazione?
«Il turno di riposo arriva, a mio avviso, proprio nel momento giusto. Dopo una serie di sette risultati utili consecutivi, siamo a uno snodo delicato della stagione. Nelle prossime tre gare interne ospiteremo quelle squadre che a inizio campionato ci hanno costretto ad altrettanti pari esterni: Lumezzane, Portogruaro e Como, trasferte che ci hanno per certi versi lasciato l'amaro in bocca. Per i valori espressi in campo, infatti, il Trapani avrebbe potuto raccogliere qualcosa di più. Da queste tre partite e dalla trasferta di Via del Mare, passano, per buona parte, i sogni di gloria della formazione granata. Quale miglior momento, quindi, per ricaricare le pile, tenere alto il morale e cercare di inanellare altre vittorie utili alla causa promozione? D'altro canto sono certo che mister Boscaglia avrà posto in essere tutti gli accorgimenti necessari ad evitare pericolosi cali di tensione. Il Trapani visto negli ultimi mesi è più consapevole dei propri mezzi, sembra aver fatto tesoro del finale thriller dello scorso campionato»
Il Trapani è indicato da tutti come "anti Lecce". Temi anche qualche altra formazione oltre ai salentini?
«Preciso subito che, per i valori espressi sin qui, il Trapani non mi sembra inferiore a nessuno e forse dovremmo avere paura più di noi stessi (e dei nostri pericolosi cali di tensione) che delle dirette concorrenti. Dovendo individuare un’altra aspirante al titolo, penso che il Sudtirol sia la formazione che più di tutte potrebbe inserirsi nella lotta per la promozione diretta. La compagine trentina sta attraversando un periodo di forma invidiabile; è, inoltre, l'unica squadra del girone a non aver mai perso in casa: sette vittorie, tre pareggi e solamente sei gol subiti tra le mura amiche. I ragazzi di mister Boscaglia sono avvisati per la trasferta del 7 Aprile. Al di là di tutto ritengo che non sarà facile per le contendenti tenere il passo del Lecce che, pur continuando a non esprimere un grande gioco, ha nelle individualità la chiave per l’accesso diretto alla serie B; la partita di Lunedì non ha fatto altro che confermarlo, due invenzioni di Giacomazzi e Chevanton hanno fruttato tre punti contro un ottimo Como»
Adesso il Lumezzane. Che partita di aspetti?
«Il Lumezzane è una squadra temibile, costruita per il salto di categoria. Ha in organico calciatori dai nomi altisonanti quali Marcolini, Mandelli ed il promettente classe 91' Roberto Inglese, già nove gol per lui, potrebbe essere un bel grattacapo per la nostra retroguardia. La squadra lombarda vorrà riscattare il pareggio di Salò e il complessivo rendimento esterno di certo non entusiasmante con due sconfitte e tre pareggi nelle ultime cinque trasferte. La speranza è che il Lumezzane non ripeta lo spettacolo proposto dalla Virtus Entella nell'ultima partita al Provinciale, undici giocatori dietro la palla e catenaccio di trapattoniana memoria»
Qual è, a tuo parere, l'uomo più importante dei granata?
«Senza voler cadere nella retorica mi sento di dire che sarebbe ingiusto parlare di giocatori più importanti di altri in un gruppo così forte come il nostro. La squadra di quest’anno è molto competitiva e coperta in ogni ruolo. Sicuramente i nuovi acquisti, Mancosu e Basso sono quelli che hanno fino ad ora meglio figurato; il primo fondamentale con la sua velocità soprattutto in quelle gare in cui il Trapani deve cercare di capitalizzare le ripartenze, si è dimostrato più volte letale per le difese avversarie abbinando gol a assist e rigori procurati. Basso è giocatore di categoria superiore, instancabile pendolino della fascia destra, sa unire quantità e qualità e ha fatto dimenticare in fretta la partenza di Dario Barraco.
Impossibile non parlare, poi, di Abate; un giocatore che ho sempre stimato per la sua generosità, la capacità di sacrificarsi per la squadra e l’intelligenza tattica. Un giocatore fondamentale che molto spesso è stato oggetto di critiche per la sua scarsa vena realizzativa, quest’anno è inattaccabile sotto ogni punto di vista, dieci gol in campionato, al comando della classifica dei cannonieri della lega pro e contestatori svaniti nel nulla»
Cosa vuol dire essere un tifoso?
«Essere un tifoso vuol dire seguire la squadra nella gioia e nel dolore, nella vittoria e nella sconfitta, applaudire una prestazione generosa anche quando il risultato è negativo. In questo la nostra piazza deve ancora migliorare, molta gente si è professata tifosa quando l’anno scorso la squadra sembrava avere in tasca la serie B; un vero tifoso non fischia la propria squadra, neanche quando è amareggiato per un traguardo che sembra raggiunto e che sfuma nel peggiore dei modi. Al contrario, il vero tifoso ha l’obbligo di mettersi alle spalle la delusione della sconfitta, ricominciando a sognare la vittoria. Allora forza Trapani! Godiamoci il sogno e questa volta… Non svegliateci!»
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