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Torna l’appuntamento con la rubrica “Il Trapani visto da...”. Questa settimana a rispondere alle nostre domande è Giuseppe Frattagli, membro del grupo facebook “Il tifoso trapanese”. Ecco il suo pensiero:
Il Trapani si ferma sul più bello. Cosa è successo?
«Ormai dalle nostre parti sembra un abitudine fermarsi sul più bello, hai ragione. Ma dobbiamo sottolineare che domenica al "Provinciale" abbiamo visto una squadra, l'Albinoleffe, tostissima che da qui alla fine del campionato venderà cara la pelle con chiunque. La formazione più quadrata che fino ad oggi ho visto scendere al "Provinciale"»
Pensi sia un errore collettivo o attribuisci la colpa ai singoli?
«Alla grande prestazione dell'Albinoleffe va aggiunta la prestazione sottotono del nostro collettivo; basti pensare ai due facili stop falliti da Tedesco in un momento cruciale della disputa. Questa è la fotografia del match. Questo però mi lascia ben sperare, le giornate “no” capitano a tutti, anche alle grandi»
Nonostante tutto il Trapani resta in zona play off. E' il massimo obiettivo stagionale?
«L'obiettivo stagionale resta sempre la promozione, diretta o ai play-off poco conta. Abbiamo visto tutti che campionato strano è quello della Lega Pro e avendo visto quasi tutte le squadre (tranne Reggiana e Cremonese) non possiamo e non dobbiamo porci limiti. Siamo attrezzati per fare benissimo e chissà che a gennaio il nuovo Ds Faggiano non ci faccia qualche sorpresa. E poi lasciatemelo dire, con un presidente del genere tutto è possibile»
Anche il Lecce cade e non è la prima volta. Pensi che il "giocattolo" pugliese si sia rotto?
«Beh, a differenza di qualche settimana fa dove ti avrei detto che il Lecce avrebbe fatto un campionato a se, ora anch'io ho le mie perplessità. Lavorare per poi non portare niente a casa non piace a nessuno. Capisco i giocatori salentini ma non capisco come certa gente possa fare proclami e manifesti avendo tra le mani il niente. Non c'è più niente di scontato anche perchè da quando il Lecce è venuto qui in Sicilia, dove ha incontrato una corazzata, si è reso conto che non si scherza in Lega Pro e da li sono iniziati i loro problemi».
Cosa vuol dire essere un tifoso?
«Acqua, vento, freddo, sole, neve, niente può fermare una fede che dura da tutta una vita. Il ruolo del tifoso principalmente lo vedo come la figura che più deve stimolare i giocatori nei momenti più scuri. E’ lì che si vede il vero tifoso, il vero attaccamento ai colori è nelle partite come quelle di domenica che dobbiamo fare sentire il nostro calore, anche dopo una sonora sconfitta. Non si ferma questo amore».
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