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Catania, il punto sul mercato

Cosa potrebbe accadere fino alle 19 di domani


La sessione invernale di mercato è agli sgoccioli, siamo al penultimo giorno utile per fare transazioni ma la situazione in casa Catania è tutt’altro che frenetica. Come spiegato chiaramente dall’amministratore delegato etneo Sergio Gasparin la finestra di gennaio, in quanto mercato di riparazione, implica al massimo operazioni di contorno e sfoltimento della rosa per quelle squadre che non avvertono problemi di organico e hanno una quadratura affidabile e ben definita.

Le ipotesi di Radiomercato però lievitano nel momento in cui nel club di via Magenta si guarda in prospettiva, con novità che potrebbero presentarsi già tra oggi e domani sera. Fa giustamente notizia l’esaltante percorso condotto sinora in campionato, con il settimo posto in classifica alla vigilia della stimolante trasferta di Napoli, ma la filosofia della dirigenza etnea è sempre stata quella di preoccuparsi non solo del presente, ma anche del futuro immediato e di quello lontano.

Ed è soprattutto in riferimento ai prossimi quattro, fondamentali, mesi di stagione che le sirene di mercato coinvolgono anche il Liotro. A cominciare dalla ricerca di un sostituto sulla corsia difensiva sinistra di Giovanni Marchese, ormai in rotta con la società; domenica sera il presidente Pulvirenti ha rivalutato pubblicamente la presenza in organico di Capuano, ma l’evidenza dice che in ogni caso ci sarà bisogno di un altro giocatore in quella posizione, preferibilmente capace di dare garanzie superiori e di precedere nelle gerarchie il 32enne di Torre Annunziata, pur recuperato psicologicamente e moralmente.

I nomi papabili arrivano in particolare dalla serie B: ipotesi poco concreta ma non da scartare quella che porta al portoghese classe ’91 Mario Rui, di proprietà del Parma ma in prestito allo Spezia dove non ha sempre giocato da titolare (appena 10 presenze); quotazioni molto più alte per il coetaneo svizzero Fabio Daprelà, autore di un’ottima prima metà di campionato con il Brescia. Per l’ex West Ham, al Brescia dall’estate 2010, si caldeggia direttamente un affare a titolo definitivo.

Sistemato il reparto offensivo, con la sola attesa del transfer di Cani come vice-Bergessio, le ore che conducono alle 19 di domani sera potrebbero essere molto intense sul fronte del centrocampo. Lodi rimarrà almeno fino a giugno, stesso discorso per gli altri “gioielli” del gruppo di Rolando Maran. Ma al momento campeggia un grosso punto interrogativo sulla permanenza, e soprattutto sull’eventuale proseguimento della convivenza con Sergio Almiron.

I rapporti con la società sembrano essersi sfaldati nelle ultime settimane, in particolare dal lato del procuratore dell’argentino, Claudio Vagheggi, che insiste per un aumento dell’ingaggio del proprio assistito. Almiron sta bene a Catania e non avverte un desiderio impellente di lasciare la Sicilia, ma il giocatore ha mercato (Torino e Genoa) e per una cifra compresa fra i due milioni e i due milioni e mezzo si potrebbe neutralizzare una situazione destabilizzante per la società e per l’ambiente, monetizzando con la cessione di un elemento il cui contratto scadrà nel 2014.

Praticamente certa la partenza in estate se non ci sarà ricomposizione, ma qualora l’ex Empoli e Juventus dovesse togliersi la casacca rossazzurra già entro domani sera potrebbero spuntare due opzioni, entrambe per il prestito secco o con diritto di riscatto: Marco Rigoni del Chievo e Renè Khrin del Bologna. In ogni caso, facile attendersi un elemento per rimpolpare il reparto dopo il prestito di Paglialunga all’Hercules.


Michele Patanè 30/01/2013
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