



Primavera Palermo: 'Ecco chi è...' Mauro Bollino
Primavera Catania: 'Ecco chi è...' Fabio Aveni
Acireale: sabato gara in uno stadio illuminato
Rubrica ‘Il Milazzo visto da…’ Simone Italiano
Il traguardo è ancora lontano, ma nulla vieta al 18enne Angelo Agiato, attaccante e capocannoniere del Città di Bagheria con 5 gol all’attivo, di inseguire un sogno: dopo Enzo Di Giovanni (palermitano ed ex attaccante di Genoa e Varese, che ha iniziato e poi concluso la carriera nel Bagheria) e Totò Aronica (palermitano e recente acquisto rosanero) di diventare il terzo calciatore del Bagheria ad arrivare nel calcio che conta.
Esagerato? Forse, ma perché porsi dei limiti quando i presupposti ci sono tutti e i pareri degli addetti ai lavori sono più che lusinghieri. Angelo Agiato, classe 1994, è il “gioiellino” del Bagheria, squadra che milita nel girone A di Eccellenza.
Un attaccante che fa della velocità la sua arma migliore. Predilige partire da lontano e al limite dell’area “puntare” l’avversario e finalizzare: o concludendo direttamente in rete o crossando ad hoc per il compagno smarcato in linea. In caso di necessità, può essere utilizzato come prima punta, ma decisamente non è il suo ruolo.
L’apprendistato calcistico lo frequenta nella Don Carlo Lauri, squadra di Misilmeri, fucina di giovani talenti. Passa per il periodo della preparazione, nella stagione 2011-2012, nel Licata in serie D, ma preferisce fare ritorno dalle parti di casa sua ed accetta di giocare nell’Aspra, dove a fine anno mette a segno 11 gol, di cui 9 in campionato e 2 in Coppa Italia. Il passaggio al Bagheria è nelle cose e si guadagna fin da subito la fiducia dell’esperto Mimmo Bonomo, un tecnico navigato che sa riconoscere subito le qualità dei propri giocatori. La parentesi che sa di dolce-amaro, o se preferite, di chiaro-scuro, è stata la sua partecipazione agli allenamenti e alle amichevoli fra le fila della Primavera del Palermo.
Tutto sembrava filare liscio, fra gli apprezzamenti dei dirigenti e tecnici rosa, e il ragazzo è stato ad un passo dal passare agli’ordini di Pietro Ruisi, il tecnico del baby rosanero. Ma, come spesso accade nel calcio, la trattativa non è andata in porto.
«Come primo obiettivo - afferma Angelo Agiato, ragazzo semplice ma dalla idee chiare - c’è da impegnarsi per la salvezza del Bagheria. Finora la squadra ha reso molto meno, in fatto di punti, di quanto meritasse. Con un pizzico di fortuna e l’impegno, che non deve mai venir meno, penso che la mia squadra si salverà».
Il calcio è per lei soltanto una passione o pensa di farne una professione e magari emulare Di Giovanni e Aronica?
«Sarebbe il massimo. Ma bisogna rimanere con i piedi per terra. Sono consapevole che non è facile affermarsi, ma sono ancora sufficientemente giovane per essere preso in considerazione da società professionistiche. Mi giocherò tutte le mie chance e spero di arrivare più in alto possibile».
Catania, in che reparto servono rinforzi?