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Il Milazzo perde uno dei suoi pezzi pregiati: nella giornata di oggi, infatti, il 22enne terzino destro Antonino Campanella ha rescisso il contratto che lo legava alla società rossoblu. Si tratta di una perdita pesante, anche perché Campanella era quesi sempre sceso in campo finora e figurava stabilmente tra i titolari. A lui abbiamo chiesto cosa lo ha portato alla rescissione, ma anche qual è la situazione attuale attorno alla squadra.
Antonino, oggi hai rescisso il contratto con il Milazzo. Cosa ti ha portato a questa decisione?
«Ho rescisso stamattina, sono stato io a chiedere la rescissione al Milazzo e la società me l’ha accettata stamattina».
Qual è l’attuale situazione a Milazzo? Ci sono altri tuoi compagni che potrebbero andare via?
«Guarda, molto onestamente per quello che riguarda i miei compagni non ne ho veramente idea. Io alla fine ho deciso di andare via per cercare qualche altra soluzione, perché lì la situazione non è delle più belle. Mi sono liberato adesso per avere più tempo per trovare qualcosa e già, fortunatamente, c’è stato qualche piccolo contatto, ma ancora niente di ufficiale».
A Milazzo sei sempre stato tra i titolari e tra i migliori in rosa. Ci sono stati contatti anche con squadre di Prima Divisione?
«No, niente dalla Prima Divisione, soltanto qualche contatto con qualche squadra di Seconda Divisione e qualcuna di serie D che già mi aveva chiamato in precedenza, però ancora di ufficiale non c’è niente, né potrei firmare, perché potrei farlo solo a gennaio. Al momento sono in attesa».
Chi ti ha cercato finora? Ci fai qualche nome?
«Nomi non posso farne, perché mi troverei io stesso in difficoltà. Comunque io devo sempre aspettare per vedere se con qualche squadra arriva l’accordo e l’ufficialità, finora sono solo voci».
Quanto la società è stata vicina alla squadra in questi ultimi tempi?
«Noi come riferimento societario abbiamo soltanto il direttore Marino, non abbiamo contatti e rapporti con altre persone, tant’è che io ho chiesto allo stesso Marino di rescindere, lui mi ha risposto che mi avrebbe fatto sapere. Non so di preciso con chi abbia parlato, ma poi mi ha confermato che accettavano la mia richiesta di rescissione. Non ho mai avuto a che fare con altre persone che non siano il direttore Marino e il mister».
Parliamo appunto del mister, che si era lamentato per questa vittoria che ancora non arriva. Come ti è sembrato il suo umore?
«Il mister è sicuramente una persona molto preparata, ha giocato a calcio e sa come gestire uno spogliatoio. Sicuramente quello del Milazzo è uno spogliatoio un po’ “massacrato” per tutto quello che è successo e per le vicissitudini societarie che ci sono state con Peditto, quindi non è una bella situazione. All’interno dello spogliatoio non c’è un ambiente tranquillo e sereno soprattutto per questo e non è facile scendere in campo domenica dopo domenica sapendo che bisogna scavalcare dei muri enormi. E’ proprio per questo che io ho optato per la rescissione, non c’entra nulla col mister che mi ha sempre fatto giocare da titolare e che mi vedeva bene. Mantengo un buonissimo rapporto sia con la squadra che con il mister, però è dura andare avanti con questa situazione».
I tifosi, invece, non sono molto soddisfatti della gestione societaria. Tu senti comunque la vicinanza dei supporters rossoblu?
«Io sono già stato qui nella famosa promozione dalla D alla C2, quindi mi sento molto legato sia ai tifosi che alla piazza. Sicuramente non c’è più quell’afflusso di gente che c’era due-tre anni fa, le presenze sono calate per motivi che non so bene quali siano, In questo momento non c’è un pubblico numeroso allo stadio, ma bisogna riconoscere ai tifosi il fatto di non averci mai contestati anche quando abbiamo subìto delle brutte sconfitte. Io sono rimasto in buonissimi rapporti con tutti i tifosi che, così come non ci contestano al campo, non lo fanno neppure se ci incontrano per strada e questo bisogna riconoscerglielo».
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