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Un sogno nel cassetto è concesso a tutti e a qualsiasi età, figuriamoci a un ragazzo di 17 anni e che gioca a calcio. Emanuele Castiglione, palermitano, ha debuttato in prima squadra nel Monreale in Eccellenza, dopo aver giocato nel Cefalù - girone B di Promozione – fino alla domenica precedente e dove si è distinto come prezioso jolly a disposizione di Pino Minutella, l’allenatore della squadra normanna.
A corredo del suo promettente inizio nella massima categoria dilettantistica è arrivata la convocazione nella Rappresentativa regionale Juniores e martedì scorso, sotto gli occhi vigili di Mario Tamà e del prof. Stefano Valenti a Gliaca di Piraino (Me) si è dato da fare per conquistarsi la maglia da titolare per il prossimo “Torneo delle Regioni”.
Una cinquantina le giovani promesse convocate, provenienti da 25 società delle provincie di Palermo e Messina. Per Emanuele Castiglione un pomeriggio da ricordare e un’occasione per incontrare i suoi ex compagni Giuseppe Sorrentino, classe ‘95 e Andrea Citarda, classe ’94, la scorsa stagione negli Allievi del Calcio Sicilia e quest’anno, anche loro in Eccellenza nelle fila della Parmonval.
Come è andato questo raduno a Gliaca di Piraino?
«Abbastanza bene. Un pomeriggio dove credo di avere fatto una buona impressione ai due tecnici».
Dopo aver giocato quasi tutto il girone d’andata in una squadra d’alta classifica in Promozione, il Cefalù, ha scelto il salto di categoria andando a giocare nel Monreale, squadra che al momento è in fondo alla classifica e lotta per non retrocedere. È pentito di questa scelta?
«Assolutamente no. Anzi, penso che andare a giocare in una squadra che farà di ogni partita l’ultima spiaggia non può che arricchire e temprare ancora di più il mio carattere. E poi, se sono stato scelto da una squadra che mira a salvarsi e crede in me, non può far altro che inorgoglirmi. Alla salvezza del Monreale ci credo davvero, come anche tutto il resto della squadra».
Il suo ruolo è quello di centrocampista centrale. A quale giocatore si ispira e ammira di più?
«Sembrerà esagerato e irriverente, ma il mio punto di riferimento è Andrea Pirlo».
Pensa di somigliare allo juventino dal punto di vista tecnico?
«Magari! Ma è il mio punto di rifermento, anche se al momento il mio gioco è totalmente diverso. Sono uno che lotta in ogni parte del campo. So adattarmi molto bene sia in fase di costruzione del gioco, ma so dare anche il mio apporto anche in fase difensiva. Chissà, maturando con gli anni potrei anche giocare come il mio idolo».
A proposito, dove pensa di arrivare con il calcio o se non dovesse andare secondo i suoi sogni?
«So che non è facile arrivare in alto. A 17 anni, guai non avere sogni. Vorrei fare del gioco del calcio la mia professione, anche se nel frattempo il mio “pezzo di carta” l’ho già conseguito».
Questo Emanuele Castiglione, un ragazzo di poche parole e senza tanti grilli per la testa con la consapevolezza che il calcio può darti qualcosa in più e un futuro di agiatezza; consapevole delle difficoltà e dei sacrifici che è necessario fare per salire in alto, ma con i piedi ben saldi per terra. Il calcio va bene, ma un Diploma, anche in tempi difficile come quelli attuali, è sempre una buona base di partenza qualunque cosa riservi il futuro a questo giovane calciatore. Auguri Emanuele Castiglione…
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