



Palermo: ‘Ecco chi è…’ Mauro Boselli
Città di Vittoria: comunicato sui fatti di ieri del 'Comunale'
Ecc. A: primo k.o. per l'Akragas, 6 su 6 per il Marsala, all'Alcamo il big match
Eccellenza B: pari nel big match Due Torri-Orlandina, ne approffitta il Città di Vittoria
Il successo di ieri contro il Parma ai calci di rigore non solo ha come immediato prodotto concreto il passaggio ai quarti della Tim Cup, ma è anche una chiara dimostrazione dello spirito di unione e di sacrificio connaturato al DNA di questa squadra, elemento imprescindibile che per nessun motivo può essere tenuto in soffitta: lo si è appreso nel male, come nell’ultimo derby, e nel bene, come al “Tardini” e in altre occasioni.
Numeri e statistiche alla mano viene istintivo riconoscere i meriti del Parma e legittimare qualsiasi recriminazione dei ducali circa il risultato finale, ma la considerazione di diversi fattori indurrebbe a conclusioni differenti.
Il Catania ha affrontato l’impegno partendo con diverse indisponibilità e senza neanche il minimo timore reverenziale, tipico di molte gare in trasferta. Quasi perfetto il lavoro di Rolando Maran nel preparare i giocatori non solo atleticamente e tatticamente, ma soprattutto mentalmente all’indomani di una vittoria esterna in campionato, tipo di evento che negli scorsi anni ha più volte avuto un effetto-boomerang devastante in termini di concentrazione e approccio alla partita.
E’ la partita della conferma di un gruppo solido, che sa imparare e soprattutto applicare le correzioni ai propri errori, dote non comune a tutti. E’ la partita che lascia in eredità i chiari propositi di contribuire alla causa e di ritagliarsi un proprio posto di chi finora non ha avuto lo spazio che sperava: dopo la non brillante prova col Cittadella e qualche incertezza in avvio di gara, Alberto Frison ha completamente cambiato registro sfoderando una prova da 7,5 pieno, mentre Giuseppe Bellusci, almeno fino a ieri ultimo nella gerarchia dei difensori centrali, ha replicato in 120 minuti il meglio della propria applicazione, del proprio coraggio e del proprio repertorio tecnico-tattico.
In crescita Barrientos, lucido e ispirato fino alla fine, si stabilizza su discreti livelli Salifu mentre delude Capuano, uno dei pochi insufficienti nella serata di ieri. Peggio di lui ha fatto Morimoto, non solo incapace di dare peso all’attacco nel 4-3-3 (situazione in fin dei conti parzialmente comprensibile alla luce delle sue caratteristiche fisiche e tattiche, abbondantemente diverse da Bergessio) ma del tutto assente a livello mentale, con movimenti quasi sempre a vuoto e due ghiottissime occasioni sprecate sull’1-1.
Le nubi sul suo futuro a Catania sono sempre più dense, ma per definirlo ci sarà come debita occasione il mercato di gennaio. I rossazzurri devono pensare adesso al loro immediato futuro in quanto squadra, per una parte finale di anno solare che sta proseguendo con i migliori risultati possibili, e con la stessa argomentazione si può rimandare ogni pensiero all’occasione dei quarti di finale di Tim Cup (contro la vincente di Lazio-Siena del 19 dicembre).
Nei prossimi due weekend la Sampdoria e il Pescara attendono il Liotro, che dovrà mantenere intatta la propria voglia di fare e di stupire se stesso prima che gli altri, per regalarsi un Natale felice e uno scenario roseo nell’anno nuovo.
Palermo, arrivano Sorrentino, Boselli e Formica, serve altro in rosa?