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Perdere a Mantova, lo sanno tutte le squadre del girone A di Seconda Divisione, ci può stare. Sia per il blasone di una società che ha conosciuto ben altre categorie, anche in anni recenti, sia per la forza di una squadra che sta facendo molto bene in questo campionato. E, non che il Milazzo arrivasse al “Martelli” con la convinzione di fare bottino pieno e tornare a casa vittoriosi, ma a pochi minuti dalla fine, quando ormai il pareggio sembrava un risultato con il quale poteva concludersi la gara, ci si credeva un po’ tutti al fatto che si potesse tornare a casa con almeno un punto.
Invece, meschino, arriva quell’episodio che condanna la squadra rossoblu all’ennesimo capitombolo, il rigore che ci può stare ma che può anche non starci, con l’arbitro che non ci pensa due volte e regala al Mantova la possibilità di sbloccare una partita che stava diventando stregata. E di un regalo si è trattato, con un presunto fallo su Colonetti sul quale si poteva anche lasciare continuare l’azione. Il direttore di gara, però, non è stato dello stesso avviso, condannando i mamertini a subire l’ennesimo tiro dagli undici metri, che è costato la sconfitta.
Il Milazzo di ieri non è dispiaciuto, pur giocando una gara senza infamia e senza lode. La squadra si è chiusa bene facendosi vedere raramente dalle parti del portiere avversario, ma questo sarà un problema a cui si ovvierà e si ovvierebbe soltanto con acquisti di attaccanti di ruolo. Suriano, seppur non ancora in perfetta forma, punge troppo poco lì davanti e spesso - se non sempre - ci si deve affidare ai colpi individuali firmati D’Amico e Lewandowski.
Anche la difesa ha giocato una gara ordinata: il reparto arretrato, con l’assenza di Strumbo per squalifica, ha ben retto le offensive dei virgiliani, non rischiando mai eccessivamente e costringendo, spesso, i biancorossi a provare ad arrivare in porta dalle fasce laterali, dato che le vie centrali erano ben coperte. Menzione particolare merita Tesoniero: il portiere rossoblu ha esordito con una papera contro la Giacomense, ma da allora si è ampiamente riscattato. L’estremo classe 1988 non sarà magari di categoria superiore, ma ha dimostrato sicuramente di poter stare in questa categoria, grazie a degli ottimi interventi compiuti di partita in partita. L’estremo finora è stato sicuramente il miglior acquisto a paramentro zero dopo lo scempio Peditto & Co.
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