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Golsicilia.it continua con la rubrica settimanale che periodicamente proporrà un'intervista ad uno o più supporters delle squadre attualmente impegnate in serie D. Oggi la formazione protagonista sarà il Noto. Per l’occasione abbiamo intervistato Salvatore La Marca grande tifoso dei colori granata.
Salvatore, da quanto segui il Noto?
«Seguivo la Netina negli anni 60-80 poi, dopo la sua scomparsa, mi sono allontanato fino alla promozione dell’U.S.D Noto, con la conquista dell’Eccellenza».
L’inizio di stagione aveva promesso bene, poi le cose non sono andate per il meglio. Ti aspettavi questa situazione di classifica?
«Onestamente devo dire che me lo aspettavo un po’, vedendo la campagna acquisti estiva con giocatori fuori ruolo e doppioni».
Domenica finalmente prima vittoria al “Palatucci” e contro i rivali del Palazzolo, che gara hai visto?
«Già dalla partita con il Comprensorio Normanno, si era notato un cambiamento, la squadra aveva trovato quel coraggio che le mancava, con il Palazzolo non è stata una bella partita, però i ragazzi ci hanno creduto fino alla fine e, secondo me, è stata una gara vinta con il cuore, che ha portato all’importante conquista dei tre punti».
La società ha deciso di puntare tutto sul tecnico Betta, credi che il ritorno del tecnico possa rivelarsi vincente?
«Penso di si, mister Betta, insieme al suo staff, sta lavorando bene, tutto sta a come si rinforzerà il Noto Calcio con l’apertura del mercato di dicembre; io penso che con un difensore centrale, due centrocampisti e un attaccante si può riuscire nell’impresa della salvezza».
Il presidente Musso ha subito tante critiche e la sua posizione al comando del club non è più sicura al 100%, credi che il patron netino abbia tutte le colpe che gli si imputano?
«Il presidente Giovanni Musso, dopo le contestazioni, ha voluto chiarire con un faccia a faccia con la tifoseria i problemi che hanno portato il Noto in zona retrocessione, dopo di ciò, si è impegnato con tutte le proprie forze a salvare il Noto e sono sicuro, conoscendolo un po’, che lo farà..».
Gli obiettivi ad inizio stagione erano quelli di raggiungere la zona play off, credi che adesso si debba pensare solo alla salvezza?
«Gli obbiettivi iniziali erano i play off, ma come ho detto prima, a causa degli errori tecnici fatti in estate (non sta a me dire di chi è la colpa), e mettendo da parte tutte le contestazioni, l’obbiettivo principale sarà ora quello di arrivare ai play out con una squadra competitiva. D’altra parte questo è quello che ha affermato, in riunione, il presidente Musso e cioè che, con i nuovi acquisti, la squadra deve essere da play off».
Nel prossimo turno il Noto incontrerà la Vibonese, che gara t’aspetti?
«La gara con la Vibonese, per me, ha un sapore particolare perché io tifo per il Noto e vorrei la vittoria per la mia squadra, ma nella Vibonese gioca nel ruolo di difensore centrale mio genero, perciò, per non scontentare nessuno, auspico un pareggio (non me ne vogliano i tifosi del Noto!!) ma in ogni caso, sportivamente, dico: “Vinca sempre il migliore!”».
Concludiamo con due domande “amarcord”. Pensando alla tua vita da tifoso del Noto, qual è la partita che ricordi con maggior piacere?
«Quando si parla di “amarcord” la partita che subito mi viene in mente è l’incontro tra Netina ed Acireale anno 68/69 finita 1-0 per la Netina, con una rete in tuffo del nostro grande libero(ormai scomparso) Sergio Aprile e subito dopo la vittoria della Netina sul Siracusa sempre in serie D per 3-2 del 69/70».
Quella che invece non avresti mai voluto vivere?
«Possiamo dire, anche se poi è stata una bella esperienza e una bella giornata di sport con 4 pullman partiti da Noto, la finale nazionale per accedere in serie D con il Fortis Trani dove, grazie ai tempi supplementari, ebbe la meglio proprio la squadra di casa per 3-1; quella partita ci lasciò l’amaro in bocca perché avevamo veramente un’ottima squadra!».
Grazie e alla prossima!
«Grazie a voi».
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