Serafini e la rovesciata in quella cupa domenica di B

Amarcord - I protagonisti del passato rossazzurro


Con un gesto estemporaneo, quasi inaspettato, scaldò un "Massimino" zeppo di pioggia e di dispiaceri per una stagione inferiore alle attese in cadetteria, in cui non si andò oltre il 13^ posto finale mentre in serie A Palermo e Messina osteggiavano il lato felice della Sicilia calcistica.

Golsicilia.it parla oggi di Matteo Serafini, attaccante tuttora in attività, che veste la maglia della Pro Patria, formazione militante nel girone A della Seconda Divisione, prossima avversaria del Milazzo.

Serafini, nato il 21 aprile di 34 anni fa a Brescia, muove calcisticamente i primi passi nella Cremonese, con cui gioca le sue prime gare da professionista dal '97 al 2001, partecipando suo malgrado alla discesa nella vecchia C2 da cui i grigiorossi si schioderanno solo nel 2004. Nel frattempo Matteo fa giustamente la sua strada, conquistando da comprimario una promozione in serie B a Livorno nel 2002.

Giocatore di elevata statura e compatto (189 cm x 80 kg), trequartista di ruolo adattabile a punta e dotato di una buona tecnica, Serafini gioca poco in serie cadetta in amaranto e viene ceduto nel gennaio 2003 ad un'altra toscana, l'Arezzo, con cui prima non evita la retrocessione in C2, poi, dopo il ripescaggio, prende parte da protagonista all'inaspettata cavalcata che porta al salto in serie B con 14 reti.

Nell'estate successiva si aprono per lui le porte della serie A, con l'ingaggio da parte del Siena. In bianconero il minutaggio è striminzito, con sette presenze nella prima parte di stagione, tra l'altro tutte da subentrato. A 26 anni si presenta la necessità di guardare ad altri lidi per non perdere il ritmo e continuare a giocare: a gennaio sbarca in Sicilia al Catania, in serie B.

Nel contesto di un reparto cambiato in tutto e per tutto, con le partenze delle delusioni Ferrante e Bruno e di Eddy Baggio, il giocatore lombardo si trova a dover assicurare una certa costanza realizzativa insieme all'altro nuovo acquisto Jeda, per una squadra bisognosa di sicurezze per chiudere la stagione senza patemi e per pianificare al meglio quella successiva, che avrebbe poi portato alla promozione in serie A.

In sei mesi e in 20 gare complessive Serafini, nonostante il ruolo soltanto adattato di punta centrale, mette a segno cinque reti, alcune delle quali decisive. Ma il gol che sarà per sempre ricordato più spesso e con maggior piacere è quello messo a referto all'esordio con la maglia rossazzurra, datato 23 gennaio 2005.

E' la prima giornata di ritorno, i rossazzurri di Nedo Sonetti ospitano al "Massimino" l'Arezzo di Pasquale Marino, sotto una pioggia che non risparmia Catania sin dalle prime ore del mattino. Si attende ancora la prima vittoria nel nuovo anno solare, dopo i ko di Modena e Cesena e il deludente pareggio interno con il Venezia, destinato alla retrocessione in C1.

Non è una gara entusiasmante, come previsto alla vigilia, ma i rossazzurri hanno il controllo delle operazioni. Questo fino al minuto 31: all'altezza della trequarti Padalino si allarga sulla destra, scambia con un compagno ed effettua un cross, calciando un pallone ben calibrato che Serafini fissa dal centro dell'area.

Mentre il pallone attraversa l'area, il numero 18 rossazzurro si eleva preparando a colpire la sfera in acrobazia. Il suo diretto marcatore, Bacis, prova ad intercettare ma arriva sulla sfera con un attimo di ritardo: il pallone così filtra, viene colpito come meglio non si potrebbe di collo pieno in rovesciata dal giocatore bresciano e va dritto verso l'angolo alla destra di Bressan.

Il portiere aretino vola, ma non può nulla: il "Massimino" conosce uno dei momenti tecnicamente più alti della propria storia, in un pomeriggio fino a quel momento cupo e malinconico. Lo stadio, riempito a metà sotto l'acqua incessante, rivive per qualche minuto i momenti della sorprendente stagione precedente, in un campionato finito a pochi punti dal sesto posto con una squadra fatta in 24 ore.

Nel secondo tempo l'ultimo gol da professionista dell'ex juventino Moreno Torricelli negherà il successo agli etnei, che rischieranno pure di perdere nel finale. E' comunque un pomeriggio significativo: una rovesciata che vale anche a risollevare nel rendimento e nel morale una squadra che riuscirà a salvarsi alla penultima giornata, pareggiando per 1-1 a Venezia grazie al gol proprio di Serafini, a segno anche contro Ascoli (gol della vittoria all'88' al "Del Duca", campo fino a quel momento stregato), Triestina e Piacenza.

Alla fine della stagione 2004-05 Serafini non viene riscattato e torna a Siena, da dove viene girato ancora in prestito all'Empoli, in serie A, dove raccoglie 16 presenze senza segnare. Poi vive l'ultima stagione su ottimi livelli a Brescia in B, dove totalizza 11 gol in 38 gare: in tale annata trova il suo momento di gloria, ovvero la tripletta contro la Juventus, con almeno due gol pregevoli.

Girovaga poi tra Vicenza e Piacenza senza trovare continuità nel rendimento, prima di cominciare a svernare in Lega Pro, alla Pro Patria, dove arriva nell'estate del 2009. Al primo anno non evita la retrocessione dei biancoblù in Seconda Divisione, ma nelle scorse due annate in quarta serie è uno dei trascinatori con 29 gol totali, di cui 19 nel solo campionato 2011-12.


Michele Patanè 18/09/2012
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