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Matteo Serafini, attaccante e capitano della Pro Patria, è nato a Brescia il 21 aprile del 1978. In carriera ha vestito tante maglie diverse: comincia la sua carriera nella Cremonese, squadra con la quale esordisce tra i professionisti. Passa poi al Livorno e in seguito veste le maglie di Arezzo, Siena, Catania, Empoli, Brescia, Vicenza e Piacenza. Dalla stagione 2009/10 è un punto fisso nella formazione titolare della Pro Patria e con i tigrotti ha totalizzato 99 presenze in campionato. Lo scorso anno è stato vice-capocannoniere del girone A di Seconda Divisione, con 19 reti, record personale di gol. La redazione di Golsicilia.it lo ha intervistato, parlando con lui degli obiettivi della Pro Patria e della prossima gara contro il Milazzo, ma anche di tante altre cose…
Matteo, se sei d'accordo partirei da lontano, ovvero da quel gol in rovesciata che realizzasti con la maglia del Catania, contro l'Arezzo. Che ricordo hai di quel momento?
«Un bellissimo ricordo, perché per me era la prima partita in casa e il Catania navigava in cattive acque; eravamo appena fuori dalla zona retrocessione ed eravamo arrivati in sei-sette per dare una mano per recuperare un po’ lo svantaggio dei primi mesi. Fu una bella emozione esordire in quello stadio, c’era tanta gente e ricordo il bellissimo gol con tanto piacere».
In carriera hai vestito tante maglie, c'è qualcuna a cui sei rimasto più legato?
«Indubbiamente la maglia del Brescia, che è quella della mia città, ma sono molto legato anche a quella dell’Arezzo. Tra l’altro quando ho giocato con il Catania contro l’Arezzo ero un ex, perché in Toscana ero capitano l’anno prima e lì secondo me ci fu la svolta della mia carriera, perché trovai un allenatore, Mario Somma, che mi spostò da mediano a trequartista e quindi nel giro di un anno mi ritrovai dal vincere il campionato di C1 a giocare in serie A, cosa che per me è stata una grandissima soddisfazione».
Passiamo ora alla tua squadra attuale, che dopo il k.o. all'esordio ha raccolto due successi di fila. Che momento state vivendo?
«Sicuramente è un momento molto positivo. Come tutte le squadre, all’inizio è normale avere qualche problema, ma noi abbiamo una struttura ben consolidata dall’anno scorso, quando abbiamo fatto tanti punti che senza penalizzazione sarebbero stati 71 e ci avrebbero permesso di vincere il campionato… Siamo rimasti in tanti qui, è cambiato l’allenatore e con lui qualcosina, è normale, dunque, darsi una sistemata per poi riuscire a partire. Diciamo che la prima in casa è stata di rodaggio e abbiam perso, ma le altre due sono andate bene».
Domenica scorsa avete battuto un Rimini ancora a 0 punti, mostrandovi capaci di rimontare una partita che si era messa in salita. Molti inoltre hanno elogiato la tua prestazione...
«E’ stata una gara particolare, perché loro l’anno scorso dovevano giocarsi l’ingresso ai play off con l’Entella, nell’ultima partita. Loro andarono in Liguria un po’ in gita (sconfitta per 6-2, ndr), quindi noi eravamo un po’ con il dente avvelenato. Quest’anno sono passati in vantaggio, grazie a un intervento sbagliato del nostro portiere, ma nel secondo tempo abbiamo messo in campo la voglia di portare a casa il risultato e con ordine siamo riusciti a uscirne vincitori».
Domenica prossima, invece, scenderete in Sicilia per far visita al Milazzo, che non sta vivendo un bel momento. Che gara sarà?
«Sicuramente sarà una gara particolare per noi, anche perché è la prima trasferta lunga, quindi dovremo partire il giorno prima e prendere l’aereo, quindi è una cosa un po’ inconsueta. Inoltre so che loro hanno diversi problemi in società e ho letto qualcosa anche riguardante il campo, quindi senza dubbio vorranno far vedere che sono degli ottimi giocatori, che meritano quella maglia e che daranno il massimo per i loro colori».
Noi stiamo chiedendo un po’ a tutti come considerate la scelta della Lega di mettere una siciliana nel girone settentrionale. Qual è la tua opinione in merito?
«Io penso che alla fine dovevano pur inserirla da qualche parte e anche le trasferte al nord, prenotando un po’ di tempo prima con gli aerei, possono essere gestite abbastanza bene anche a livello economico».
Matteo, qual è il tuo rapporto con mister Firicano e con il suo modulo?
«Il mister attua un modulo (il 4-3-1-2, ndr) speculare a quello dell’anno scorso, quindi non abbiamo particolari problemi di ambientamento. Lui si è messo alla pari con noi, è uno di noi e si è inserito bene, mettendoci nelle condizioni di rendere bene. Tra l’altro lui si è messo anche nei nostri panni, quindi sembra uno del gruppo che sta qui da più di un anno, invece in realtà è soltanto un paio di mesi che si lavora insieme».
In questo senso, quanto aiuta il passato da calciatore?
«Sicuramente tantissimo, il mister è un allenatore molto umile che si mette a disposizione sfruttando al meglio quelle che sono le sue caratteristiche e quelli che sono i suoi elementi. Gli piace prendere le sue scelte, come è normale che sia, ma anche ponderarle con la squadra».
Passiamo ora agli obiettivi della tua squadra che quest'anno può puntare in alto. Quali sono le rivali più temibili?
«Noi partiamo con la consapevolezza di essere una discreta squadra che però deve dimostrarlo sul campo domenica dopo domenica, perché l’avversario più difficile è sempre quello che affronterai la domenica successiva. Quindi noi dobbiamo continuare ad avere una determinazione tale che ti permetta di non lasciare punti in giro e i nostri obiettivi sono quelli di guardare la situazione giornata dopo giornata, perché solo così possiamo ambire a una posizione di classifica che ci collochi in alto».
In questo avvio di campionato c'è qualche squadra che ti ha sorpreso in positivo o in negativo?
«Secondo me, la classifica del Rimini non rispecchia il valore della squadra romagnola: io penso che sia una discreta compagine con un po’ di problemi, ma quando troverà la capacità di risolverli, sicuramente ne uscirà. Per quanto riguarda le altre, penso che l’Alessandria sia un’ottima compagine: conosco l’allenatore, so come lavora e secondo me è una di quelle squadre che se la giocherà fino alla fine».
Per l’intervista si ringrazia l’ufficio stampa dell’Aurora Pro Patria 1919