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Ci siamo spostati nella contea iblea, la provincia ragusana, da sempre molto attiva nel calcio, bacino d’utenza invidiabile e terziario disponibile ad investire. Naturalmente, pro e contro, con il calcio a fare da bilancia. È occasione per farci raccontare dal presidente del Modica Piero Cundari lo stato degli aggiornamenti e nello stesso tempo capire dopo un anno come ha attutito il colpo dei fatti accaduti a Lentini. Una cosa che contraddistingue Piero Cundari è l’essere conciso nei concetti, così ci viene quasi semplice avere chiarezza su come il Modica stia preparando la sua prima stagione con il primo presidente non modicano a guidare la squadra della contea.
Con ordine elenco gli argomenti ed iniziamo: il caso del suo team manager Danese e le dimissioni…
«È stato un sfogo, un’azione dettata da fattori negativi e di pressione, che hanno scaturito la conferenza stampa e le dimissioni, ma ancor con più rabbia e fermezza, le ho respinte. Danese, non è solo team manager a livello calcistico, ma ricopre un ruolo importante nella mia azienda».
Sebi Catania sarà l’allenatore del Modica?
«Confermato Sebi, come uomo per prima cosa, ha una dedizione e passione calcistica difficile da riscontrare nei nostri campionati, sentiremo parlare in futuro di lui».
Campagna acquisti, Cundari è determinato nel confermarci che i giocatori della scorsa stagione sono riconfermati (con i colpi rivelati a Golsicilia.it in esclusiva). Pur sapendo che oggi sono accordi sulla parola, vuol darci conferme o smentite iniziando dalla rosa della scorsa stagione?
«Dall’Avola arrivano il portiere Tarantino, il capitano Intagliata e l’under Sangiorgio».
Aggiungiamo noi un altro potenziale avolese di maglia che passerebbe a Modica, l’attaccante Cristian Ricca.
Rimanendo sull’argomento tecnico, ci aggiorna su Polessi…
«Sarà ancora con noi, con incarichi agonistici e tecnici. Farà l’allenatore dei portieri e si occuperà del settore giovanile. Il Modica sta acquistando tutti gli Under che stanno arrivando in società, è il vero investimento strutturale di settore, quello giovanile. Sappiamo che è argomento delicato, poiché nella città modicana esistono settori e strutture dedicate ai giovani calciatori, ma noi abbiamo l’obbligo di costruire la struttura societaria in toto ed abbiamo anche firmato un contratto con una struttura sportiva privata per il fine».
Appunto sulla struttura sportiva. Per voi è l’obiettivo aziendale per generare investimento e ritorno di utili, come siete messi oggi?
«Sono il primo presidente non modicano ed è sembrato giusto e logico conoscerci in modo reciproco. Da un lato il “Catira” ha realmente bisogno di avere della manutenzione, ci siamo messi a disposizione nell’anticipare le somme e determinare gli aggiustamenti per rendere al meglio la struttura. Poi c’è il mitico “Barone”, storia della città modicana, che potrebbe essere omologato. La tifoseria ha un’altra presenza sugli spalti, ed anche lì aspettiamo le giuste procedure, comunque siamo ottimisti».
Poi tocchiamo l’argomento, o meglio i fatti, che lo hanno portato via da Lentini. Gli chiediamo se ha assorbito gli aspetti traumatici…
«Siamo imprenditori, mi duole il cuore, Lentini è la mia cittadina, ma devo tutelare la mia famiglia ed i miei interessi. A Modica non c’è solo l’attività calcistica, ma tutta la logistica aziendale, è una contea piena di produttività, per questo il nostro progetto non è solo a medio termine».
Ci aggiorna sulle attività attorno al Modica: pronto un ufficio di marketing, con tanto di gadget e tutto ciò che riguarda la promozione della società. Poi il sito, la “pagina fan” su Facebook gestita ufficialmente dalla società, il canale tv “Modica Channel” e l'addetto stampa Claudio Abate. Concludiamo con le date del ritiro, si parte il 23 luglio, con trasferimento ai piedi dell’Etna.