Modica, Cundari a GS.it: «Mi faccio da parte. Futuro? Spero che il progetto del club continui»

Intervista esclusiva al presidente dimissionario della società iblea


L'inaspettata sconfitta rimediata domenica scorsa in terra messinese contro il Mazzarrà Sant'Andrea, non ha sporcato il buon avvio di campionato del Modica che con 13 punti incamerati in otto giornate continua ad occuppare il terzo posto in classifica in compagnia di Città di Vittoria ed Igea Virtus. Tuttavia, in queste settimane nell'ambiente ibleo oltre che sul normale aspetto calcistico, l'attenzione è caratterizzata sui futuri scenari societari dato che lo scorso 10 ottobre il presidente della società Piero Cundari insieme al resto della dirigenza hanno annunciato le proprie dimissioni. Intervistato in esclusiva da Golsicilia.itil dimissionario presidente Cundari ha parlato della situazione attuale del sodalizio modicano.

Presidente Cundari, lo scorso 10 ottobre lei con tutta la dirigenza attraverso un comunicato stampa avete annunciato le vostre dimissioni. Quali sono le motivazioni che vi hanno portato a compiere questo passo?

«Abbiamo comunicato le dimissioni che formalizzeremo contestualmente al subentro di nuovi soci. I motivi credo che siano ormai arcinoti. Le abbiamo spiegate in un documento circostanziato e dettagliato, allegando anche i riferimenti cartacei di quanto affermato. Un rapporto travagliato e sofferto con l’Amministrazione Comunale, la quale a nostro giudizio ha avuto un atteggiamento ostruzionistico nei confronti del Modica Calcio. E credo sia oggettivo affermare che, programmare un’attività di medio e lungo termine, la quale prevede degli investimenti, diventa difficile in un contesto privo di serenità e di certezze. Perché qualcuno dimentica che poi per permettere ad undici calciatori di scendere in campo e per manutentere uno stadio ci vogliono i soldi e qualcuno che ce li metta. Noi non abbiamo lesinato risorse, tempo e risorse umane per il bene del Modica Calcio che abbiamo raccolto sull’orlo del fallimento e l’abbiamo portato ad essere una delle società più invidiate nel panorama calcistico siciliano».

Qual è la situazione attuale?

«Attualmente la situazione è ''normale'' se consideriamo che tutti i calciatori e lo staff tecnico hanno percepito gli stipendi regolarmente, che il contratto di affitto della foresteria per gli alloggi è stato pagato anticipatamente e per un anno , ed è stato pagato quanto necessario per affrontare le trasferte. E cosi sarà fino al 15 novembre».

Per quali motivi avete stabilito il termine del 15 novembre?

«Abbiamo voluto dare oltre un mese di tempo perché, al contrario di quanto qualcuno possa pensare, la gestione di una Società di Calcio a questi livelli è equiparabile alla gestione di una piccola azienda, considerato che genera un indotto che coinvolge direttamente almeno trenta persone. Inoltre, un'azienda non la si chiude dall'oggi al domani ne tantomeno la si trasferisce con due fogli di carta come qualcuno pretenderebbe. Abbiamo pensato innanzitutto di garantire fino al 15 novembre, a tutti i ragazzi della rosa e allo staff, gli impegni assunti a luglio. E poi considerato che, all’indomani delle nostre dimissioni, il Sindaco Abbate ha dichiarato che non avrebbe avuto problemi a individuare imprenditori disponibili a subentrare a questa dirigenza, riteniamo che, quando e se, questi signori si presenteranno avranno bisogno di tempo per visionare e verificare lo stato contabile della Società».

Da parte sua c'è la possibilità di un ripensamento?

«Assolutamente no». 

Passiamo all'aspetto calcistico. Domenica scorsa la sua squadra ha segnato una brutta battuta d’arresto contro il Mazzarà. Che gara è stata?

«Io non ho seguito la squadra, ma il mister ed i collaboratori mi hanno parlato di un risultato bugiardo condizionato in modo palese dalla gestione arbitrale. Anche se ritengo che, considerati i valori in campo e con tutte le attenuanti che il momento impone, era una partita ampiamente alla portata della squadra». 

Con 13 punti siete comunque terzi in classifica, anche se in condominio, dopo otto giornate. Le chiedo un bilancio..

«Sotto l’aspetto prettamente sportivo il rammarico è grande. In estate abbiamo costruito una squadra di grande valore. Ragazzi fantastici che si sono ambientati subito, i quali hanno fatto gruppo immediatamente, che hanno trovato nella famiglia Modica le motivazioni per dare il massimo. Uno staff tecnico completo e di grande livello ed un gruppo dirigente composto da persone per bene e competenti. Adesso non so cosa succederà, molti di questi ragazzi si sono messi in mostra e potrebbero arricchire qualsiasi società di Eccellenza o di Serie D. Se chi subentra vuole dare continuità di risultati e obiettivi deve muoversi subito anche per trovare gli accordi con i calciatori che dal 1 dicembre sono liberi di fare altre scelte. Questa è una squadra di valore che può giocarsela fino alla fine».

Come valuta l'operato di mister Catania?

«Mister Catania è un tecnico che vive per il calcio. Sicuramente ha contribuito in modo determinante ad assemblare questo gruppo. È un tecnico di grande valore e prospettiva che ama moltissimo il lavoro sul campo e riesce a farsi seguire e rispettare dalla squadra».

Domenica ospiterete in casa il Rometta. Che sfida si aspetta?

«Io prima di annunciare ufficialmente le dimissioni, l’ho comunicato alla squadra e allo staff. Ho detto a tutti di continuare a fare bene innanzitutto per amor proprio e per sé stessi. Sono sicuro che domenica metteranno in campo il cuore e l’anima per riscattare la partita di Mazzarà».

Ritorniamo alla situazione societaria. In queste settimane ha ricevuto offerte da parte di acquirenti interessati? Ed eventualmente potrebbe pensare di continuare per poi portare il titolo da un’altra parte?

«L’ho già detto in tantissime circostanze, non porterò mai via il titolo da Modica. In questo periodo per motivi di lavoro sono spesso fuori sede e ho affidato, all’avv. Nicola Aiello e al direttore generale Concetto Camelia, l’incarico di vagliare eventuali richieste di subentro. Quindi disponibilità totale verso quanti hanno titoli e argomenti per garantire una dignitosa continuità progettuale al Modica Calcio. Per il bene del Club spero che qualcuno si presenti con i tempi e le modalità necessarie a non far sparire la squadra».

Lei ha rilevato il Modica Calcio nel novembre del 2011. Che bilancio fa di quest'avventura?

«Oggi la delusione è tanta. Questa esperienza ha confermato una mia convinzione che nel calcio come nel lavoro bisogna affrancarsi dal rapporto con la politica se si vogliono raggiungere gli obiettivi. Modica è una città bellissima e mi ha dato l’opportunità di conoscere tante persone amabili e perbene. A guardare il bicchiere mezzo pieno mi viene da pensare soprattutto a questo, ai valori umani. Voglio cogliere l’occasione per ringraziare pubblicamente il mio amico Concetto Camelia, che ha messo a disposizione di questa esperienza, a titolo gratuito, un bagaglio enorme di sensibilità, competenza e rispetto, svolgendo il ruolo di Direttore generale in modo esemplare e determinante».


Davide Sirna 31/10/2013
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