



Guglielmo: «A L’Aquila impresa possibile»
Sono tre i derby oggi, Enna a caccia del successo contro l'Atletico Catania
Puccio: «Con lo Spezia sarà difficile»
Gueli: «Cagliari-Palermo? Io dico X 2»
Sì, vale tanto questo gol dell’argentino. Fate voi, o in kg o in centimetri, perché i tessitori del Siracusa calcio, cioè quelli che dovevano cucire il gioco e creare i punti vittoria erano poco stimolati, o meglio “ingarbugliati ed ammatassati”.
Alla vigilia tutto si sapeva di questa gara: dall’avversario, alle difficoltà dei testa-coda che la classifica evidenziava. Il tecnico Sottil ed i giocatori erano consci e realisti. Su quest’ultimo aggettivo faccio una considerazione, la squadra e la società del Siracusa lo sono dall’inizio di questa stagione ed è un aspetto da evidenziare. Di solito il calcio disperde ed inganna. Ritornando alla gara, ebbene è stata come alla vigilia, in tutto, anche dal lato della beata…fortuna! I 2 pali colpiti dagli avversari sono chiari segnali, che poi si sono tramutati in Mariano Fernandez! A 10’ minuti dalla fine la sua testa regalà vittoria e liberazione, perché lo è stata, naturalmente poi il Trapani ha tenuto testa al Siracusa, ma il peggio è passato. Mister Sottil ha cambiato e se avesse potuto avrebbe continuato a cambiare, in campo vanno i giocatori ed anche gli avversari, oggi merito maggiore agli avversari, quali demeriti del Siracusa?
La lentezza della manovra e l’imprecisione tecnica del passaggio, aggiungiamo la personalità del giocatore fantasioso, in campo quasi tutti, Pepe, Longoni, Mancosu, gli attaccanti tutti inseriti nei 90 minuti. Sono mancate le loro capacità o caratteristiche tecniche. La vittoria di oggi è legata all’episodio, molto usato dal calcio, quando non si riesce o si ottiene il favore del risultato.
Pubblico: sembrava di essere ad una lezione universitaria: brusio, tanto silenzio, i calciatori sembravano i docenti…
Luci: la voglia e la volontà, due V per rimanere in zona B.
Ombre: lo stadio pieno, appunto non è coperto da tutte le ombre.
Tattica e giocatori: le componenti vi sono tutte nell’organico, opinione personale: siamo a Siracusa, la città di Archimede, fuori le idee e la fantasia.
Prospettive ed aspettative: non prende gol, significa reparto e organizzazione di garanzia, è in salute. Chiuso il mercato la squadra è compatta, si sa dei punti che verranno tolti, ma sul campo è testa a testa con il Trapani, la classifica si è allungata.
Economia societaria: magari in ritardo, ma le sinergie si stanno muovendo, anche oggi le rappresentanze erano in riunione in tribuna, ma anche la presenza nelle tribune deve aumentare.
DOPO GARA
Mariano Fernandez, raggiante per il gol e la vittoria: «Importante e felice, partita difficilissima, loro non meritano la classifica, i pali colpiti da loro ci hanno fatto tremare le ossa, ma il calcio è questo, andiamo avanti, prima di guardare il Trapani, guardiamo in casa nostra».
L’eclettico Carmine Giordano, oggi impegnato esterno destro, partita di stress continuo, dalle sue parti l’avversario più pericoloso Bracaletti ed il migliore in campo fra i 22, secondo noi: «Loro chiusi in modo ermetico, ben coperti, i pali colpiti. Diciamo che di solito queste partite si perdono, quindi ottimo risultato e rimaniamo in scia al Trapani».
Infine Giorgio Calabrese, a breve papà: anno fantastico, rientrare al Siracusa, l’arrivo di un figlio, magari calciatore. Con lui ritorniamo indietro nel tempo: fine anni ‘90, il Siracusa in Eccellenza, gestione la famiglia Lanza, il tecnico Pippo Strano, oggi allena l’Adrano, un testa a testa con il Misterbianco, sembra simile. Cosi il centrocampista: «Fu un campionato incredibile, arrivammo dietro per un punto, in effetti è simile, sarà con il Trapani così, con un epilogo diverso…».
Chiudiamo con una curiosità: durante le fasi più concitate della gara, due piccioni non curanti dei giocatori, mangiavano con ingordigia…
Se mi è consentito, i due piccioni e… FERNANDEZ!!!
di Gian Paolo Montineri
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