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Cronaca |
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Marco Carli, giornalista e volto noto dell'emittente catanese Antenna Sicilia, è intervenuto oggi ai microfoni di Golsicilia.it per rispondere ad alcuni quesiti sulle vicende del Catania.
Marco, domenica è arrivata la prima sconfitta interna della stagione per il Catania. Cosa non ha funzionato con il Chievo?
«Gli errori individuali hanno avuto il loro peso e anche la bella prestazione dei veneti ha fatto la differenza. Secondo me qualche uomo avrebbe bisogno di rifiatare e, da questo punto di vista, il rientro in squadra di alcuni infortunati può giovare. Un’altra situazione che si deve sistemare è quella di Maxi Lopez».
Lopez, appunto. Qual è l’idea che ti sei fatto di questa vicenda?
«Non entro nel merito di chi avrebbe dovuto calciare quel rigore, ma è possibile che la sceneggiata dell’argentino prima del penalty di Lodi abbia compromesso l’incontro. Il giocatore, come ha detto il presidente Pulvirenti nel post partita, soffre perché è stato vittima di illusioni di altre società che poi non si sono tramutate in realtà. Insomma, questo ragazzo è da più di un anno che gioca a Catania controvoglia. Tuttavia, continua a far parte dell’attacco etneo e tocca a società, allenatore, compagni e a lui stesso trovare una soluzione ai problemi, indipendentemente dal mercato che poi ci sarà a gennaio».
Ritornando al match perso con il Chievo, forse, a un certo punto, sarebbe stato meglio tornare al 4-3-3. Che ne pensi?
«È facile fare queste osservazioni quando già sappiamo com’è andato il match. È chiaro, però, che, verificando la condizione di Potenza e vedendo che in quel ruolo non c’erano alternative, forse la scelta del 4-3-3, con Lopez o Catellani dal primo minuto in appoggio a Gomez e Bergessio, avrebbe potuto cambiare le sorti della partita».
Hai parlato di Catellani, che in molti danno in partenza a gennaio. In effetti, l’attaccante emiliano sembra ancora immaturo per la serie A.
«È chiaro che fino ad ora lo condannano alcuni errori clamorosi sottoporta. Avrebbe potuto conquistare un ruolo da protagonista se avesse sfruttato al meglio quelle occasioni. Credo, però, che sia un patrimonio da non bruciare: finora ha stentato, ma le opportunità sono state poche. Se ci fosse la possibilità di mandarlo un’altra mezza stagione in prestito, aiutandolo a ritrovare la fiducia nei suoi mezzi, anche in serie B, non sarebbe male. Ma io credo che il giocatore debba restare sereno perché gode della fiducia della società e, immagino, anche di quella del tecnico e deve, magari, solo trovare l’occasione giusta per metterla dentro e trovare spazio anche in questo campionato».
Con che spirito il Catania andrà a Lecce?
«Sarebbe facile e scontato dire che in vista della prossima trasferta bisogna ritrovare il Catania che ha battuto le grandi. È vero, però, che la prestazione con il Chievo non è stata sconfortante e che la classifica non è da sottovalutare. In Puglia mi aspetto un Catania determinato, anche se la partita, come tutte quelle del campionato italiano, non è facile. Il Lecce non è una squadra materasso e non è da sottovalutare».
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