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Marco Carli, giornalista e volto noto dell'emittente catanese Antenna Sicilia, è intervenuto oggi ai microfoni di Golsicilia.it per rispondere ad alcuni quesiti sulle vicende del Catania.
Marco, sono passati dieci giorni dalla sconfitta con il Milan, ma la ferita continua a bruciare. Il risultato è maturato grazie alla superiorità dei campioni d’Italia o hai notato anche un passo indietro nella prestazione dei rossazzurri?
«Il Milan, come dicono i risultati, è una delle squadre più in forma, ma il Catania, come ammesso nel post partita da Montella e Pulvirenti, non ha giocato un buon match. Gli etnei, a differenza delle precedenti uscite, non sono scesi in campo con l’approccio giusto. Qualcuno ha rimproverato al tecnico di aver schierato un centrocampo di assoluta qualità, un po' meno valido sotto l’aspetto dell’interdizione. È chiaro che, visto l’esito della partita, questo si è rivelato un limite, ma prima dell’inizio della sfida, pochi avrebbero recriminato, visto che in precedenza il Catania aveva conseguito buoni risultati anche in trasferta con un centrocampo spiccatamente offensivo».
Lanzafame terzino non ha convinto. È stato un errore di Montella impiegarlo in quella posizione?
«Lanzafame non è un giocatore difensivo e, infatti, ha avuto notevoli problemi in fase di ripiegamento. Tra l’altro, nella sua zona c’era anche Ricchiuti che badava più a rilanciare l’azione e non lo aiutava in difesa. Infatti, da quelle parti, soprattutto nel primo tempo, anche Bellusci e Legrottaglie hanno avuto notevoli problemi. Montella, però, non aveva molte scelte a disposizione: le alternative sarebbero state l'impiego di Potenza o un ritorno al 4-3-3».
Hai parlato delle difficoltà di Bellusci. Dopo lo sfavillante inizio, cosa è successo al centrale etneo?
«Il calo mostrato nelle ultime apparizioni è evidente, ma è dettato dalle sue precarie condizioni fisiche. Nonostante questo, possiamo considerare la sua stagione nettamente positiva».
Parliamo di Maxi Lopez. Siamo ai titoli di coda tra lui e il Catania?
«Sì, è possibile che questi siano gli ultimi mesi dell’argentino all’ombra dell’Etna. Onestamente, mi sorprende che le strategie di mercato vengano svelate con tanta serenità o, comunque, arrivino alle orecchie dei giornalisti con grande facilità già un mese e mezzo prima dell’apertura delle liste. Questo vuol dire o che la trattativa tra Milan e Catania è ben avviata e che veramente Maxi Lopez per i rossoneri rappresenti il sostituto ideale di Cassano, oppure che, come certe volte succede nel mercato, si mette in giro un nome quando invece si stanno sondando altre piste. Però, sicuramente, siamo in una situazione in cui difficilmente il rapporto tra lui e il Catania possa durare a lungo perché qui trova poco spazio e l’eventuale richiesta del Milan sarebbe allettante».
Domenica al Massimino sarà ospite il Chievo che, a differenza di Inter e Napoli, giocherà una partita di contenimento. Contro Siena e Cesena gli uomini di Montella hanno palesato difficoltà a scardinare le difese avversarie, pensi possa accadere anche contro i veneti?
«Le partite contro squadre di livello pari o inferiore ai rossazzurri, rappresentano un bel banco di prova. È chiaro che se il Catania dovesse riuscire a a raccogliere con le piccole lo stesso quantitativo di punti raccolto nel famoso ciclo terribile, questo vorrà dire che la squadra di Montella è diventata matura ed è dotata sia della personalità necessaria per fare risultato con le grandi, sia della qualità giusta per scardinare le barricate delle squadre di bassa classifica».
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