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Cronaca |
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Marco Carli, giornalista e volto noto dell'emittente catanese Antenna Sicilia, è intervenuto oggi ai microfoni di Golsicilia.it per rispondere ad alcuni quesiti sulle vicende del Catania.
Marco, dopo la schiacciante vittoria del Catania ai danni dell’Inter, quanti meriti possiamo attribuire a Montella?
«Il tecnico rossazzurro ha un gran merito. A Salastampa, nelle consuete pagelle della domenica, lo abbiamo premiato con un bel “sette” per il match con l’Inter, ma anche per quanto ha espresso finora, visto che, a dir la verità, erano molti ad essere scettici a inizio stagione sulle sue qualità di allenatore. Invece, ha dimostrato anche duttilità nel momento in cui ha dovuto fronteggiare delle emergenze, riuscendo a ridisegnare la squadra secondo uno schema nuovo: il 3-5-2. Sabato, onestamente, dopo la prima frazione di gioco con il Catania in svantaggio, l’impressione in tribuna era che Montella dovesse cambiare qualcosa, inserendo Maxi Lopez e tornando al 4-3-3; lui, invece, ha insistito con le sue idee ed ha avuto ragione, come hanno dimostrato i fatti: due gol in cinque minuti, meglio di così era difficile fare».
A proposito, pensi che il 3-5-2 rappresenti una vera e propria alternativa al 4-3-3 o si è trattato solo di una scelta dovuta a una situazione di emergenza?
«Venerdì, in conferenza stampa, lo stesso Montella ha detto che la squadra sta lavorando sui due moduli e ha dimostrato di saperli interpretare bene entrambi. Tra l’altro, Bergessio e Gomez, gli attaccanti scesi in campo dal primo minuto nelle ultime due gare, hanno manifestato più volte la preferenza di giocare a due punte; Montella, dunque, da allenatore giovane ma attento a ciò che succede nello spogliatoio, ha deciso di privilegiare le loro caratteristiche con questo modulo. Non dico che il Catania non giocherà più con il 4-3-3, ma il 3-5-2, a questo punto, rappresenta un’alternativa valida non solo in casi di emergenza».
Nove punti in sei partite. Credi che la classifica rispecchi il valore del Catania?
«Sì, direi di sì. Qualcuno prima della partita con l’Inter diceva che gli etnei avessero ottenuto meno di quanto avessero meritato, perché con la Juventus, nonostante il prestigio dell’avversario, ai punti la vittoria sarebbe andata al Catania; a Novara, poi, dopo la favolosa prima mezz’ora, gli uomini di Montella hanno gettato un’occasione, anche se va ricordato che il pareggio di Gomez è arrivato solo in extremis. La vittoria ottenuta contro l’Inter nobilita tutto il campionato finora svolto e posiziona il Catania in un’ottima zona di classifica».
Ritornando alla partita di sabato. Quali differenze ci sono tra questo risultato e il 3-1 inflitto nel 2010 all’Inter di Mourinho?
«Credo che questo 2-1 sia molto più importante di quel 3-1, perché quella fu la vittoria di una squadra che rincorreva la salvezza contro un’Inter che già guardava all’impegno di Champions League contro il Chelsea. Fu un grandissimo risultato, inaspettato, ma a livello di prospettive la vittoria di sabato dice di più. È vero che l’Inter non è la stessa di due anni fa, ma anche il Catania è cambiato. I rossazzurri, quest’anno, possono ottenere risultati migliori e, soprattutto, se acquisiscono convinzione nei propri mezzi e continuano a giocare così bene, possono finalmente liberarsi del tabù esterno».
Hai parlato di «risultati migliori». A cosa ti riferisci?
«Credo che questa squadra possa ambire a una posizione di classifica degna, conquistando la salvezza con molta serenità. Le qualità per raggiungere questo obiettivo, del resto, non mancano. Pensare all’Europa, invece, è difficile: ci sarebbero tantissime squadra con cui lottare e, tra l’altro, con un posto in meno per la Champions League, da quest’anno diminuiscono anche le posizioni di classifica che consentono di andare in Europa League. Inoltre, raggiungere la qualificazione in questa competizione, anticipando notevolmente l’inizio della preparazione atletica della prossima stagione, potrebbe essere deleterio, com’è successo a tante società negli ultimi anni, che hanno pagato le conseguenze a caro prezzo; a questo punto, è meglio radicarsi in serie A, puntando a una posizione di classifica dignitosa. Lo schema della società, tra l’altro, è quello di fare un passo alla volta e per queste ambizioni è ancora presto. Per me il Catania ha le possibilità, con il tempo, di battere il suo record di classifica in serie A, l’ottavo posto raggiunto negli anni sessanta».
Siciliane: quale il risultato meno atteso?