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«Confrontarsi con un presidente come Zamparini può soltanto stimolarti a fare meglio. Ho sempre lavorato in un certo modo, cercando di rimanere sempre e comunque me stesso. È quello che cercherò di fare anche a Palermo, dare tutto senza modificare il mio modo di operare. Spero di poterlo fare con serenità». Parole e musica di Sean Sogliano, il giorno in cui veniva ufficializzato il suo approdo a Palermo in qualità di direttore sportivo. Un messaggio molto chiaro, attraverso cui l’oramai ex dirigente rosanero rivendicava il diritto a lavorare alla propria maniera, senza condizionamenti di alcun tipo. Allo stesso tempo, però, è arcinoto che Zamparini non sia presidente intenzionato a scendere a compromessi, l’ultima parola deve essere sempre e comunque la sua. Due filosofie di lavoro evidentemente incompatibili, il cui matrimonio non poteva che concludersi con l’atto finale consumatosi nella giornata di ieri.
Meno di cinque mesi, 146 giorni per l’esattezza: questa la durata dell’avventura di Sogliano in terra di Sicilia. Proviamo a ripercorrerla tracciandone un bilancio.
L’UOMO NUOVO Presentato come una dei talent scout più promettenti dell’intero panorama nazionale, Sogliano sposa il progetto Palermo lo scorso 8 giugno. Zamparini gli affida due missioni di non poco conto: cedere a prezzo conveniente i big e sfoltire una rosa sin troppo numerosa prima dell’inizio del ritiro di Malles. Il nuovo ds, seppur con qualche peccato veniale (vedi trasferimento di Sirigu al Psg), assolve al primo compito, mentre toppa clamorosamente il secondo. Saranno ben diciassette i giocatori a libro paga non convocati da Pioli, tra cui i tutt’ora presenti Budan e Rubinho.
31 AGOSTO: PRIMA ROTTURA Al termine della sessione estiva di calciomercato arriva la prima spaccatura tra presidente e direttore sportivo. Nei minuti successivi alle 19, orario di chiusura delle trattative, addirittura prende corpo l’ipotesi di dimissioni da parte del ds, salvo sgonfiarsi con il trascorrere delle ore. A influire sulla decisione di non lasciare l’apertura del patron all’ipotesi, fortemente caldeggiata da Sogliano, di affidare la panchina al tecnico della Primavera Mangia.
SCOMMESSA MANGIA Nel momento in cui la scelta di Zamparini ricade proprio sull'allenatore di Cernusco sul Naviglio, Sogliano sa di giocarsi buona parte della sua credibilità. I risultati e il sorprendente inizio di campionato danno ragione al direttore sportivo, che viene gratificato dal presidente a mezzo stampa: «Il fenomeno Mangia è tutto merito di Sogliano. È lui che lo ha portato a Palermo e che mi ha proposto di lanciarlo».
NERVI TESI Nonostante il rendimento garantito dalla squadra, qualcosa nei rapporti tra patron e ds torna a non funzionare, dopo il black out di fine agosto. Gli spifferi che parlano di maretta si moltiplicano con il passare dei giorni, toccando il loro apice nel weekend lungo che precede e segue la sconfitta di Udine.
ROTTURA Meno di quarantotto ore fa Zamparini certifica la rottura con Sogliano, ufficializzata attorno all’ora di pranzo di ieri da una nota apparsa sul sito ufficiale del club di viale del Fante: "L'U.S. Città di Palermo comunica che Sean Sogliano, a far data dal 1° novembre, ha rassegnato le sue dimissioni dalla carica di Direttore Sportivo. A Sogliano il ringraziamento per il lavoro svolto e l'augurio per le migliori fortune professionali".
NUOVO DS? Adesso si volta pagina, anche se i contorni degli scenari futuri sono ancora tutti da delineare. Bisogna capire se il Palermo deciderà di privarsi, per la seconda stagione consecutiva, di una figura capace di filtrare sia gli strali presidenziali che le esigenze del gruppo, oltre che di operare rettamente sul mercato magari già a partire da gennaio. Zamparini oggi parlerà con la stampa, probabile che chiarisca le proprie intenzioni.
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