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Luciano Campitelli, presidente del Teramo, squadra che sfiderà il Siracusa al “De Simone” nel primo turno di Tim Cup, ci ha rilasciato un’intervista in esclusiva.
Presidente, doppio salto di categoria dalla Promozione alla D in due anni, ma l’anno scorso qualcosa è andato storto. Cosa non ha funzionato?
«L’obiettivo era di arrivare tra le prime cinque e disputare i play off, ma è inutile negare per un po’ abbiamo creduto di potercela fare. Non lo so di preciso. Posso dire che ad un certo punto la squadra sembrava stanca mentalmente ed anche alcuni infortuni ci hanno penalizzato».
Cifaldi, Ammazzalorso e ancora Cifaldi. Questo doppio cambio panchina potrebbe avere influito?
«Difficile dirlo. Noi abbiamo cambiato non appena abbiamo intuito che qualcosa non andava, per cercare di dare una scossa, proprio per evitare di agire quando era oramai troppo tardi. I risultati non ci hanno dato ragione, ma abbiamo agito per il bene della squadra».
Come mai non è stato confermato mister Cifaldi?
«Abbiamo voluto provare a cambiare radicalmente; non solo il tecnico, ma anche i calciatori. Cifaldi è un ottimo allenatore e lo ringraziamo per quello che ci ha dato, come anche ringraziamo i calciatori della passata stagione. Ma il calcio è fatto così».
A giugno avete ufficializzato l’ingaggio di mister Roberto Cappellacci, cosa si aspetta da lui?
«Una ventata di novità, magari bel gioco e soprattutto la vittoria in campionato. Questo dipende da tanti fattori. Noi, come Società, pensiamo di aver agito per il meglio. Il Ds Di Giuseppe ha lavorato assai bene. Adesso tocca alla squadra dirci se abbiamo fatto le scelte giuste».
Quali sono i vostri obiettivi per questa stagione?
«Vincere il campionato e tornare in Lega Pro, categoria che per tradizione, storia ed organizzazione societaria, ci compete».
La squadra è già completa o ci sarà qualche nuovo arrivo? (domanda suggerita dagli amici del Siraforum)
«Quasi. Arriverà ancora qualche fuoriquota, ma l’ossatura degli over è sostanzialmente questa».
Il 7 agosto Tim Cup: a Siracusa, che partita si aspetta?
«Per noi sarà una bella gita in una terra meravigliosa, anche se è una trasferta dispendiosa, vista la distanza. Certamente le nostre chance di passare sono assai poche, vista la forza degli aretusei, ma confido in una gara gagliarda e senza paura da parte dei miei ragazzi. Sono sicuro che disputeremo una bella partita e onoreremo l’impegno; in fondo non abbiamo nulla da perdere e poi chissà… il calcio d’agosto è strano!».
Chi teme più dei siciliani?
«Confesso che non conosco nel dettaglio i calciatori del Siracusa, ma so che è una squadra forte, costruita per disputare un campionato di vertice. Quindi, sinceramente, temo il collettivo».