Orlandina, Romagnoli a GS.it: «Fiducia in mister Raffaele, ma col Torrecuso voglio i tre punti»

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Dopo un avvio di stagione scoppiettante, un successivo calo e una fase centrale in ripresa, l’Orlandina sta vivendo un altro periodo “no” considerando che nelle ultime cinque giornate ha raccolto tre pareggi e due sconfitte, l’ultima delle quali due domeniche fa tra le mura amiche con il Città di Messina. Massimo Romagnoli, patron dei paladini, ha concesso un’intervista esclusiva ai microfoni di Golsicilia.it.

Presidente, siete reduci da un periodo poco positivo a cavallo tra fine del 2013 e inizio del 2014 con tre pareggi e due sconfitte. Cosa non ha funzionato?

«Questo calo di prestazioni è dovuto anche ad una miriade di infortuni che abbiamo subito nel corso del campionato. Fino al match interno con il Savoia, dove abbiamo perso pur giocando una grandissima partita, avevamo avuto la rosa al completo e di conseguenza un rendimento eccelso. Dopo questa sfida, tra infortuni e banali espulsioni, con la squadra quasi mai al completo abbiamo raccolto tante sconfitte. Tant’è che, con tutti i ragazzi a disposizione, siamo riusciti ad ottenere i tre punti contro Ragusa e Montalto. Insomma i ragazzi ed il mister non hanno molte colpe e aggiungo anche che in serie D il girone di ritorno è tutta un’altra storia perché ogni squadra si è rinforzata».  

La sosta per il Torneo di Viareggio è calzata a pennello per fare cerchio e serrare le fila…

«Si, assolutamente sì!. Specialmente dopo la sconfitta contro il Città di Messina, che è giunta totalmente inaspettata a seguito comunque di una prestazione ben al di sotto dei nostri livelli, avevamo bisogno di ricaricare le pile. Quando si perde in casa c’è una doppia amarezza, sia perché quando si perde in casa è sempre fastidioso, ma anche perché nel girone di ritorno non abbiamo ancora vinto. Adesso è acqua passata, ho fatto più riunioni con giocatori, staff tecnico, dirigenti e perfino con preparatore e fisioterapista. Le partite non si possono vincere tutte, ma non dobbiamo dimenticare che abbiamo 28 punti e siamo nel pieno del nostro obiettivo iniziale che è quello di mantenere la categoria».

Siete a +7 sulla zona play out, c’è la convinzione di potere mantenere la categoria senza passare dagli spareggi salvezza?

«Certo, come accennavo il nostro obiettivo è proprio questo. Non penso che con questa squadra che abbiamo rischiamo di finire invischiati nella lotta play out, poi per carità nel calcio tutto è possibile. Vogliamo stare in mezzo alla classifica, belli tranquilli, ed assistere da spettatori alle varie lotte di alta o bassa classifica. Tutto ciò per poi l’anno prossimo costruire una squadra più che competitiva per quantomeno aspirare alle prime posizioni della graduatoria. Tutto ciò anche grazie a nuovi sponsor che qualche giorno fa sono riuscito ad aggrappare dagli Emirati Arabi, quindi costruiremo una bella squadra».

Domenica farete visita al Torrecuso, con la gara che sarà trasmessa in diretta tv. Che partita sarà?

«Innanzitutto sono molto amareggiato perché questa sarà una delle poche partite cui non potrò assistere in quanto sarò negli Stati Uniti per motivi di lavoro. L’Orlandina, vuoi per la mia posizione politica vuoi per altre cose, è una squadra conosciuta in tutta Italia anche se non è una compagine di serie A. Ho fatto talmente tanta pubblicità (ride, ndr) che i parlamentari ed i senatori ogni domenica mi chiedono il risultato dei miei ragazzi. Quello che a me interessa è che la mia squadra faccia bella figura, a maggior ragione dato che la sfida sarà trasmessa in diretta tv e ovviamente voglio che scenda sempre in campo per vincere. Certo, ci mancheranno due difensori importanti e comunque il Torrecuso si è dimostrata squadra di livello, ma andremo a giocarcela sicuramente con l’obiettivo di lasciare il campo a testa alta».

Presidente, domanda secca, mister Raffaele non rischia nulla giusto?

«No, assolutamente no. L’ho sempre definito il Mourinho della serie D, perché vedo come lavora con professionalità e passione. Capita che mi chiama alle 2 di notte per dirmi “Presidente, c’è questo problema, come possiamo risolverlo?” e apprezzo molto la sua dedizione. Grazie a lui c’è una certa disciplina per i giocatori che gli portano rispetto così come glielo porta tutta la dirigenza. È un grande allenatore e per il momento non rischia sicuramente anzi, le dirò di più, già penso di costruire insieme a lui l’Orlandina del futuro».


Dario Li Vigni 07/02/2014
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