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Massimo Romagnoli, presidente dell’Orlandina capolista del girone B del campionato di Eccellenza, è intervenuto ai microfoni di Golsicilia.it.
Presidente, la sua squadra è prima in classifica ma qual è il suo giudizio sull'annata in corso?
«Il giudizio non può che essere positivo. Siamo partiti per vincere il campionato, già dal ritiro di Leverkusen avevamo bene in mente quale era il nostro obiettivo. Ora a cinque giornate dalla fine siamo primi e quindi direi che stiamo rispettando tutte le aspettative».
Il Città di Vittoria, perdendo a Brolo contro la Tiger, è scivolata a -4. Si può dire campionato chiuso?
«La pratica campionato non è ancora chiusa. Cinque partite significano ancora tanti punti in palio. In queste giornate gli scenari sono ben più definiti e lottare con chi ha ambizioni play off o con chi ha bisogno di punti salvezza è davvero difficile. Domenica a Comiso ci giochiamo una fetta importante di campionato, avendo poi tre partite interne. Dobbiamo stare attenti perché loro oltre alla bravura, metteranno in campo molta rabbia agonistica».
Il vostro obiettivo a breve termine è la Serie D, ma cosa vede nel futuro di questa squadra?
«Senza esitazioni e senza alcuna remora posso dire che il nostro obiettivo futuro è la Lega Pro. In due o tre anni possiamo realizzare questa scalata. Dovessimo riuscirci non è escluso che io possa aprire le porte per l'ingresso di nuovi soci».
Com'è il suo rapporto con squadra e tifosi?
«Con la squadra c'è un ottimo rapporto, basato sulla fiducia che non deve mai mancare. Ho esonerato un allenatore dopo tre giornate perché si era incrinato questo rapporto. La piazza di Capo d'Orlando, abituata alla Serie A2 di basket, è molto esigente. Però abbiamo constatato che i tifosi vengono numerosi allo stadio e la loro soddisfazione per quanto stanno facendo i ragazzi è palpabile».
Qual è la squadra, tra quelle che avete affrontato quest'anno, che l'ha impressionata maggiormente?
«Il Vittoria ha un grande organico, l'ho capito già quando l'abbiamo affrontata nella partita di andata e il fatto che siano così vicini alla vetta, a cinque giornate dalla fine, testimonia che sono una grande squadra. Chi mi incuriosisce particolarmente è però il Misterbianco, sono una squadra ostica e ben messa tatticamente, mi sarei aspettato che avessero qualche punto in più».
C'è un giocatore che vorrebbe portare a Capo d'Orlando?
«Nella nostra società è di fondamentale importanza il rispetto dei ruoli. Io sono il presidente e ho l'ultima parola, ma preferisco che a scegliere i giocatori siano il direttore sportivo e l’allenatore. Questo perché non voglio che si creino alibi e che qualcuno mi venga a dire che non si vince perché non ci sono i giocatori funzionali al progetto».
Quanto conta avere per collaboratori, anche se non stanno a Capo d'Orlando, gente come l’ex arbitro Cesari e l’ex Juventus Brio?
«Cesari e Brio sono fondamentali in questo nostro progetto. Sono stati i primi che ho contattato quando ho deciso di intraprendere questa avventura. È vero che non stanno qui a Capo d'Orlando, però ci sono vicini in ogni momento e ci seguono a distanza. Ci sentiamo continuamente e non lesinano consigli e contributi importanti».
Quando e da cosa nasce il suo progetto Orlandina?
«Sono un italiano all'estero, perché vivo ad Atene. I miei amici siciliani in tante occasioni mi hanno chiesto più e più volte di fare qualcosa per Capo d'Orlando. Finalmente l'anno scorso mi sono deciso a rilevare la squadra. L'ho fatto per vincere, perché le spese in Lega per una squadra di Eccellenza sono ingenti. Un altro motivo che è stato decisivo nella mia scelta è stato il progetto vivaio che stiamo realizzando. Il settore giovanile è importante oltre che dal punto di vista sportivo, in quanto forgiamo talenti in casa nostra, anche e soprattutto dal punto di vista sociale, perché contribuiamo a togliere i ragazzi dalle strade e allontanarli dalle vie dell'alcol e della droga».
Qual è il suo sogno nel cassetto da primo tifoso?
«Un sogno oltre alla Lega Pro? Perché no (ride ndr). Però più che un sogno, covo un'idea da diverso tempo: è un'idea un po’ complessa ma mi piacerebbe unire tutte queste realtà come Piraino, Brolo, Barcellona, Capo d'Orlando per creare una grande squadra dei Nebrodi che sia all'altezza di piazze come Palermo e Catania».
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