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LO PORTO: «A Napoli c'è stata una risposta, con l'Udinese servono i tre punti»

'Il punto sul Catania di...' Daniele Lo Porto


Il Catania vuole lasciarsi alle spalle le sconfitte sui campi di Juventus e Napoli e proiettarsi verso la sfida di sabato pomeriggio contro l'Udinese. Daniele Lo Porto, corrispondente catanese per il ''Corriere della Sera'' e il ''Giornale di Sicilia'', nel consueto appuntamento con i lettori di Golsicilia parla del momento della squadra rossazzurra.

Dopo i confronti contro due delle ''big'' di questo campionato, ovvero Juventus e Napoli, le condizioni del ''paziente'' Catania restano stazionarie, eppure si intravedono dei lievi miglioramenti... 

«La prestazione di Napoli, pur con una formazione inventata alla vigilia da De Canio a causa di infortuni e squalifiche, ha segnato una ripresa sul piano della qualità del gioco e della risposta caratteriale. Sicuramente in crescita rispetto alla gara contro la Juventus e le precedenti. Il paziente Catania, insomma, comincia a dare i primi segnali di miglioramento». 

Qual è secondo lei la ricetta giusta per uscire fuori da questa crisi di gioco ma soprattutto di risultati? 

«Ritrovare l'umiltà e la fame di vittoria. La paura di perdere e la voglia di vincere, come ha sintetizzato, giustamente, nella sua prima intervista De Canio. Naturalmente gli ingredienti principali sono la qualità delle prestazione e, soprattutto, i punti». 

Nella serata napoletana si è già potuta vedere l'impronta tattica di De Canio sulla squadra. Quanto ha apprezzato l'atteggiamento con cui il Catania è sceso in campo nei primi minuti del match? 

«Il Catania ha giocato una buona mezz'ora iniziale, ne più ne meno come già aveva fatto contro la Juventus. Poi, a differenza di quanto accaduto contro i bianconeri, non si è sbracato dopo essere passato in svantaggio, ma ha reagito. Si poteva fare di più e meglio, ma in quelle condizioni non era facile. E, soprattutto, contro quel Napoli». 

Lei crede che con un pizzico di fortuna in più il risultato sarebbe stato diverso oppure il Napoli ha meritato di uscire dal campo vittorioso? 

«Con un pizzico di fortuna poteva finire anche 2-2, se l'arbitro avesse fischiato il rigore per il fallo di Behrami su Castro, ma onestamente il Napoli ha sfiorato il terzo gol una mezza dozzina di volte». 

Al San Paolo abbiamo visto finalmente un Maxi Lopez in buone condizioni fisiche e finalmente decisivo per le sorti di questa squadra. Potrebbe essere lui l'arma in più in avanti in assenza del ''lungodegente'' Bergessio? 

«Lopez ha disputato una prestazione volenteroso e dignitosa, ma nulla più. Non certo neanche lontanamente paragonabile alle partite che il miglior Maxi ha disputato in rossazzurro. È dimagrito, è apparso più mobile e più motivato, anche perché il brutto infortunio di Bergessio gli dà la possibilità di ritornare ad essere importante e, nella sua ottica, di presentarsi al mercato di gennaio con qualche chance di cambiare squadra. Deve, quindi, necessariamente fare bene. Speriamo che torni ad essere determinante». 

La partita di sabato sera ha confermato che la riscossa del Catania può partire dagli elementi più giovani della rosa. Gyomber, Biraghi, Tachtisids e Keko: ci dica il suo parere sulle qualità di questi ragazzi. 

«Biraghi ha cominciato bene e sta acquisendo disinvoltura partita dopo partita. Deve essere però più convinto nel cercare il fondo per i cross che, altrimenti, effettuati dalla trequarti sono relativamente pericolosi. Gyomber è un'altra bella sorpresa. Con naturalezza ha "chiuso" alcuni dei più pericolosi attaccanti del campionato italiano. Speriamo che mantenga la testa sulle spalle e i piedi per terra. Tachtsidis con l'arrivo di De Canio ha ritrovato autostima e può ancora migliorare, e non di poco, secondo me, il suo rendimento. Keko, infine, non ha mai avuto spazio e continuità nel Catania, ma si è fatto sempre trovare pronto. Meriterebbe maggiori chance, anche se chiuso da colleghi di maggiore esperienza e qualità». 

Che partita si aspetta contro l'Udinese. Per il Catania si tratta del momento ''spartiacque'' di un intera stagione fin qui avara di soddisfazioni? 

«Non credo che si possa parlare di partita decisiva, ma molto importante sì. Il Catania deve vincere. È un obiettivo assoluto, perché i tre punti sono più importanti per il morale che per la classifica. L'ultima o la penultima posizione in classifica potrebbe far precipitare la squadra in un circolo vizioso, complicato da gestire sul piano psicologico. Non sarà un avversario facile l'Udinese, ma questo probabilamente aumenterà concentrazione e motivazioni tra i rossazzurri. Meglio così».


Gabriele Mirabella 06/11/2013
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