Lo Porto: «Il Catania deve dimenticare il risultato di Firenze»
''Il punto sul Catania di...'' Daniele Lo Porto
Secondo appuntamento con la rubrica d'opinione curata da Daniele Lo Porto, corrispondente da Catania per il ''Corriere della Sera'' e il ''Giornale di Sicilia''. Insieme al nostro ospite analizziamo la prima partita di campionato, ''ingrandendo la lente'' sui giocatori che si sono messi in luce contro la Fiorentina.
Al di là del risultato finale, come valuta la prestazione della squadra. Possiamo dire che l'utilizzo del modulo 4-2-3-1 ha dato i risultati che Maran si attendeva.
«Il 4-2-3-1 ormai è uno schema collaudato. È andata parzialmente bene, sul piano del gioco ma non su quello del risultato. La differenza l'ha fatta Cuadrado, come avevo previsto. È un calciatore difficile da marcare, velocissimo, quasi sempre vincente dell'uno contro uno. Bisognava intervenire con una marcatura d'anticipo e mi sembra che non sia stato fatto. Monzon era un po' pesante sulle gambe e certo non è stato un avversario temibile. Le cose poi sono cambiate quando Maran ha messo contro Cuadrado il "duro" Alvarez. Nel 4-2-3-1 è stato bravissimo il trio fantasia Barrientos, Castro e Leto, purtroppo è mancato Bergessio».
Tra i giocatori che si sono messi in luce al ''Franchi'' c'è sicuramente Sebastian Leto. Il giocatore ha mostrato un gran potenziale nonostante non sia ancora al massimo...
«Sì, infatti. Esordio positivo. Ha grandi qualità, e non le scopriamo certo noi, e soprattutto grandissime motivazioni. Sono convinto che farà un bel campionato. Ha naturalmente caratteristiche diverse da quelle di Gomez e potrebbe sfruttare meglio la sua capacità di puntare verso la porta avversaria».
Contro la Fiorentina abbiamo assistito anche all'ottima prova di Bellusci. Pensa che il ragazzo si sta lasciando alle spalle i limiti caratteriali per far emergere tutte le sue qualità?
«Bellusci da quando è arrivato è migliorato tantissimo sul piano tecnico. Credo che, invece, su quello caratteriale debba migliorare e ancora molto. Se l'arbitro fosse stato appena più pignolo lo avrebbe potuto ammonire in almeno due-tre occasioni per gesti decisamente stupidi o per qualche protesta plateale di troppo. Bellusci non può permettersi ancora atteggiamenti che vengono perdonati a Totti o a Pirlo, ma non certo ad un difensore di una provinciale».
A differenza della scorsa stagione, Alvarez ha ''ingranato'' bene e si è reso autore di una buona prestazione. La concorrenza di Peruzzi può essere uno stimolo in più per lui?
«Alvarez è motivato, è un combattente, è sempre in partita quando le condizioni fisiche lo sostengono adeguatamente. Non credo che Peruzzi sia uno stimolo in più. L'arrivo del giovane difensore è, invece, un motivo di serenità per la società che tra uno-due campionati avrà già in organico l'erede di Alvarez».
Un po' in ombra ci è parso invece Gonzalo Bergessio. Crede che il ragazzo sia distratto dalle continue voci di mercato che lo riguardano? Un professionista può farsi influenzare mentalmente da queste notizie?
«Non credo che Bergessio sia distratto dalle voci di mercato. È incappato in una giornata non positiva, merito anche della difesa avversaria. Segnare gol a raffica in amichevole è una cosa, riuscire a districarsi tra i difensori nelle partite che contano è un'altra. Mi sembra di aver visto qualche movimento non proprio sincronizzato con i tre dietro, ma questo è normale a inizio stagione».
Marco Biagianti è sulla strada di Livorno. Ritiene che non aveva più nulla da dare al Catania ? Bisogna rimpiangere il giocatore in quanto uomo spogliatoio oppure c'erano dei margini per recuperarlo?
«Biagianti ha dato tanto al Catania, ma nelle ultime due stagioni non mi sembra che sia stato particolarmente fortunato, senza per questo voler togliere qualcosa al suo impegno. È anche un calciatore che, a mio modesto avviso, rispetto ad altri non è molto migliorato, penso, ad esempio, a Izco, Marchese, Bellusci che ho citato prima, o Andujar. Se restasse dovrebbe adattarsi a stare in panchina sempre più. Meglio che cambi squadra e vada dove può essere considerato un elemento più importante di quanto lo sia adesso in maglia rossazzurra».
Il Catania farà il suo esordio casalingo domenica contro l'Inter. La condizione della squadra in vista di questa partita ci sembra buona ma ci sono ancora ampi margini di miglioramento...
«Contro l'Inter il Catania è sempre stato bravo e altrettanto sfortunato, basti ricordare le due partite dello scorso campionato. Io sono convinto che l'esordio amaro di Firenze non lascerà tossine negativa, ma al contrario darà nuove motivazioni, qualora ce ne fosse bisogno, per fare bene contro una squadra che è grande nella storia, un po' meno per la qualità che riesce ad esprimere. Stavolta credo proprio che l'undici di Maran saprà prendersi una bella soddisfazione».
Gabriele Mirabella 28/08/2013
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