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Il capitano del Licata Maurizio Nassi, in rappresentanza dell’intera squadra gialloblù, ci ha rilasciato un’intervista esclusiva in cui annuncia la mancata partenza per la trasferta di Gioia Tauro di questo pomeriggio. Ecco il punto della situazione e le motivazioni della mancata partenza:
«In vent’anni che gioco a calcio non mi è mai successa una cosa del genere. Siamo mortificati per quello che sta succedendo, credo che se ne sentano tante nel calcio, ma che una squadra vogliosa di andare a giocare sia impossibilitata a farlo, credo sia veramente una delle prime volte. In tutta la mia carriera, una situazione del genere non l’ho mai vissuta, soprattutto ai primi di ottobre. Posso capire che questi problemi sorgano a dicembre, a febbraio, a fine anno, ma ad inizio campionato mi sembra assurdo».
L'esperto attaccante continua mettendo in chiaro che la squadra sarebbe stata pronta a partire se: «Mi sembra doveroso mettere in chiaro tutto, così che chi non sta seguendo bene la situazione, non possa accusare noi giocatori. Il problema è che ci sono difficoltà societarie, ci sono persone che come sanno tutti, dal Consiglio Comunale in giù, sembrano disinteressate al massimo del problema che affligge il Licata calcio. Noi siamo mortificati, ma impossibilitati a partire. Sono le 12.30 e sono ancora a Gela, quindi ormai non credo davvero ci siano gli estremi per una partenza fulminea. Al momento nessuno ci ha ancora comunicato niente, la dirigenza non l’abbiamo sentita, è una situazione che ha dell’incredibile».
«Noi non abbiamo avuto modo di allenarci, anche perché nessuno aveva vitto e alloggio, quindi è venuto a mancare il minimo indispensabile. Siamo stati impossibilitati a partire, ma ci bastavano pullman e pranzo, niente di più, davvero il minimo. Se ci fosse stato questo, saremmo anche andati a giocare, perché siamo un gruppo che ci tiene che ha voglia».
«Ci tenevo a dire tutto questo, perché non vorrei che qualcuno dicesse che la squadra si è opposta alla partenza o altre sciocchezze. Da capitano a nome della squadra, posso affermare che eravamo pronti ad allenarci ieri e a partire oggi. Mi dispiace davvero enormemente, nessuno della dirigenza ci ha chiamato però e quindi ovviamente restiamo qua. Non potevamo certamente partire ognuno con la propria auto».
«Futuro? Non so, forse questa situazione così grave, il fatto di non andare a giocare, scuoterà le coscienze di qualcuno, speriamo possa servire a qualcosa, che non sia a tutto questo invano, che qualcuno capisca realmente che è un peccato fare fallire una piazza come Licata. La cosa più brutta è questa sorta di indifferenza da parte di tutti. Forse non ci si rende davvero conto di quello che può succedere, con la radiazione della squadra e l’addio al calcio a Licata».