



Catania: i ''quattro cavalieri'' del settore giovanile
BELOTTI: «Qui per portare Palermo in A. Non ho paura della concorrenza»
Orlandina, Orioles a GS.it: «Nostro obiettivo resta salvezza. Due Torri? Sarà gran derby!»
Parisi: «Che gara Savoia-Akragas! Aspettiamo ancora il CdM, il Noto invece...»
Situazione rovente in seno all'Ssd Acireale 1946 in questi giorni. C'è una squadra da ricostruire, un progetto pronto a decollare e voci di imprenditori pronti a rilevare la società. La prima pietra della ricostruzione intanto dovrebbe essere mister Antonio Germano che, a Golsicilia.it, ha confermato di essere il candidato numero uno alla panchina granata.
Mister, ci conferma le voci che la vogliono sulla panchina dell'Ssd Acireale?
«E' una notizia verissima, ci siamo visti sabato e abbiamo trovato l'accordo su tutto. Manca solo la firma ma arriverà tra martedì e mercoledì, c'è sintonia con la società e sono felicissimo di diventare il nuovo allenatore di una società gloriosa come quella granata. Questo club vale dieci volte qualsiasi altra piazza siciliana. So anche che da quest'anno c'è un altro club, l'FC Acireale, ma con tutto il rispetto per loro, Acireale è solamente l'Ssd 1946, con la sua storia e le sue vicende».
C'è una squadra da ricostruire però...
«Ne sono consapevole, però da questo punto di vista ho avuto rassicurazioni dal mio direttore De Rose e da Ezio Ruvolo che sta lavorando giorno e notte a questo progetto. Ho avuto modo di parlare con La Marca e mi ha detto che aspetta noi e in più so che i dirigenti hanno bloccato sei/sette giocatori di spessore, gente di categoria».
Ha visto la partita di ieri contro il San Gregorio?
«Sì, ero allo stadio. Premetto che abbiamo deciso di giocare solo per non prendere punti di penalizzazione e dare un segnale alla piazza che Acireale partiva regolarmente per il campionato. Detto ciò, devo fare i complimenti ai ragazzini perchè sono stati encomiabili dal punto di vista dell'impegno, hanno dimostrato di sudare la maglia e dato un segnale importante. Poi la stanchezza li ha puniti eccessivamente».
Cosa si sente di promettere ai tifosi?
«Ve lo ripeto, questa è una piazza importante, lavoriamo per fare un grande campionato. Partiamo con l'handicap, ma abbiamo tutta l'intenzione di recuperare terreno e fare un torneo di vertice. Vogliamo stare lassù, dove l'Acireale 1946 merita di stare».
Ha dato già le sue indicazioni tecniche alla società?
«E' normale, ne abbiamo parlato. C'è un vantaggio rispetto alla Serie D ed è quello che bisogna usare solo 3 juniores invece che 4. Gli ho riferito che modulo intendo usare e fatto qualche nome di giocatori, ma il resto lo faranno Ruvolo e De Rose che sono instancabili e stanno facendo un lavoro da elogiare».
Si parla di imprenditori calabresi interessati a rilevare l'Acireale...
«In questo momento stanno lavorando per la società unicamente Ezio Ruvolo e De Rose. Per il futuro non so. I due cercheranno di rilevare le quote di Palella: ai tifosi dico che i dissapori avuti con l'attuale proprietario verranno allontanati da questa piazza, Palella si farà da parte. So che c'è un progetto di un imprenditore toscano amico del direttore, ma io faccio l'allenatore e mi occupo delle questioni di campo».
Facciamo un passo indietro, Ragusa...
«A Ragusa sono rimasto per poco tempo, ho solo fatto la partita di Coppa. Ho dato tutto me stesso a 360° ma non c'erano le condizioni per lavorare. La squadra l'ha costrutita il ds da Padova e non ha tenuto in considerazione le mie opinioni. Mi dissero che con l'Akragas avrei avuto a disposizione certi giocatori e invece poi ne ebbi tutt'altri. Abbiamo perso con i Giganti, ma senza fare brutta figura, poi il lunedì ci siamo incontrati con il presidente e mi prospettarono un progetto da rifondare. Non fui d'accordo e per evitare ulteriori brutte figure chiesi di poter essere sollevato dall'incarico. Ora sono ad Acireale e sono concentrato su questa importante esperienza».