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Ecc. A: ‘’Ecco la squadra di….’’ San Sebastiano Calascibetta

Alla scoperta della casa del San Sebastiano


Spesso, quando citiamo una squadra poco conosciuta, lo facciamo anche nominando la provincia o il paese dove quella formazione ha sede. Ma bisogna anche conoscere l’ambiente, i contesti e la storia di questi luoghi dove una squadra si allena e vive giorno per giorno. Per questo Golsicilia.it vi porta a conoscere le meraviglie interne della Sicilia, parlando di un piccolo paese spesso nominato in film o dialoghi, ma che in realtà nessuno conosce in profondità. Si tratta di Calascibetta, paesino dove a casa la San Sebastiano.

GEOGRAFIA Calascibetta (anticamente Calatascibetta o Calataxibetta) è un piccolo comune di 4.585 abitanti in provincia di Enna. E’ molto vicina ad Enna, a solo 6km, mentre dista 39 km da Caltanissetta e 111 km da Agrigento. È situata sui monti Erei, in una zona collinare interna; sullo spartiacque fra i bacini dei fiumi Simeto e Imera Meridionale ed è posta a 880 metri sopra il livello del mare.

STORIA Il nome Calascibetta deriva dall'arabo "Qalat-sciabat" che significa "il castello sulla vetta" a sottolineare la particolare posizione geografica del paese. Fu abitata già in epoca antichissima, come testimoniano le necropoli della Calcarella (XI-X secolo a.C.), di Realmese (con tombe dei secoli IX e VI secolo a.C.), di valle coniglio (sec. X-VII a.C.) e di Malpasso (età del rame), e i suoi abitanti sono chiamati xibetani. Frequentata già in epoca bizantina come attestano documenti ottocenteschi relativi a grotte basiliane affrescate, abitata in periodo arabo, come lo stesso nome suggerisce, Calascibetta, dopo la conquista normanna dell'isola appare menzionata nel 1062, quando fu fortificata da Ruggero I, che fece costruire il primo borgo, durante l'assedio di Castrogiovanni, e il grande duomo dedicandolo alla Vergine e San Pietro. In seguito rimasta città demaniale, conosce un periodo di ineguagliato splendore, favorita e preferita come fu dai re aragonesi, tra cui Pietro II che durante un soggiorno vi spirò, che la dotarono, sull'esempio dei normanni, di templi e monumenti.

 

SITI ARCHEOLOGICI La Necropoli di Realmese è un sito archeologico dell'Età del Ferro, a tre chilometri da Calascibetta. Questo sito è una necropoli di tipo pantalicano, costituita da 288 tombe a "grotticella" molto particolari, risalenti al periodo compreso tra il IX e il'VI secolo a.C. È facilmente raggiungibile dall'autostrada A19 uscita Enna. Per trovarlo ci sono molte indicazioni stradalia partire dall'uscita dell'autostrada in poi, è raggiungibile anche dai pulman, all'interno del parco archeologico vi è un ampio parcheggio. I reperti rinvenuti dall'archeologo Luigi Bernabò Brea tra il 1949 ed il 1951 sono esposti presso il Museo Paolo Orsi di Siracusa ed il museo Varisano di Enna.

MONUMENTI Diverse le chiese da vedere a Calascibetta, come la Chiesa del Carmelo e la Chiesa Madre, dedicata alla san Pietro e Santa Maria Maggiore, fondata nel1340 dal re Pietro II d'Aragona che nel 1342 la elevò a Regia Cappella Palatina, la seconda della Sicilia dopo quella di Palermo, e il cui tesoro è conservato presso il museo diocesano di Caltanissetta. Importanti inoltre la Chiesa del Collegio di Maria, la Chiesa dell'Itria, la Chiesa del Ricovero, la Chiesa di San Giuseppe, la Chiesa di San Vincenzo, la Chiesa di Sant'Antonio Abate, risalente al 1409, la Chiesa di Santa Barbara, la Chiesa dei Cappuccini, che conserva l'adorazione dei magi, una pregevolissima tela del pittore manierista toscano Filippo Paladini del 1610.

 

Dal punto di vista sportivo, la San Sebastiano è una società molto giovane, che fino a pochi anni fa ha sempre giocato tra la Prima e la Terza Categoria, non riuscendo a fare il grande passo verso le massime serie dilettantistiche. Ma dopo la fusione con l’Enna il San Sebastiano ha finalmente ottenuto risultati importanti e adesso è pronta ad affrontare il campionato di Eccellenza con l’obiettivo minimo della salvezza.


Marco Biundo 27/08/2013
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