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La favola Atletico Campofranco, nella scorsa stagione, non è terminata con un lieto fine ma sempre una bella favola è stata. La società giallorossa è arrivata ad un passo dalla serie D, sfumata soltanto ai play off nazionali. Uno dei protagonisti è stato senza ombra di dubbio Federico Provenzano, difensore classe 1993, tra i migliori della stagione concluso qualche mese fa. Abbiamo sentito il baluardo difensivo palermitano in esclusiva per Golsicilia.it, queste le sue dichiarazioni.
Avete vissuto una stagione esaltante sotto tanti punti di vista, ma qual è il ricordo più bello?
«Non lo dimenticherò mai. Partita Valdiano-Campofranco, per tutta la nostra gente che c’era eravamo più noi in casa che loro. Il tifo per tutti e 90 minuti e la spinta che ci hanno dato i nostri tifosi è qualcosa di eccezionale».
Quanto hanno influito i tifosi giallorossi sulla vostra cavalcata?
«Tantissimo. Campofranco è un paesino di 3000 abitanti che vive di calcio, se le cose vanno è meglio non uscire per strada (ride, ndr). Se le cose vanno bene, come l’anno scorso insomma, giocare in questa squadra è bellissimo. A volte ti danno non una, ma due marce in più. Sempre in Campofranco-Valdiano a fine primo tempo stavamo 0-2, i tifosi sono venuti vicino gli spogliatoi a cantare e ad incitarci. Ci hanno dato una carica assurda e infatti siamo riusciti a rimontare».
Se dovessi dare un voto al tuo campionato?
«Beh penso che un 8 pieno me lo merito, anche se preferisco che a giudicarmi siano gli altri. Comunque credo di avere sfornato tante buone prestazioni, quindi sono felice della mia stagione».
Parliamo di futuro…
«Sono stato riconfermato al Campofranco, ma non ti nascondo che se dovesse arrivare un’offerta di categoria superiore credo la accetterei per cimentarmi in un campionato più importante. Essendo un classe 1993, vorrei sfruttare l’ultimo anno da Under».
Che richieste hai ricevuto?
«Mi hanno cercato parecchie squadre, sia di Eccellenza che di serie D oltre a qualche sondaggio dalla Lega Pro, ma nulla di veramente concreto. Nomi? No, preferisco non farne».
Che giocatore sei?
«Sono un difensore il cui punto di forza è sicuramente la grinta. Sono alto 1.85 quindi riesco a sfruttare abbastanza bene lo stacco di testa e mi piace “farmi sentire” sugli attaccanti avversari. Nasco come difensore centrale ma, visto che sono mancino e l’ho fatto spesso in passato, posso adattarmi anche a sinistra. Posso migliorare dal punto di vista tecniche e da quello dell’esperienza. Non sono come i difensore di una volta, a me piace giocare la palla, alzare la testa e tentare il lancio o appoggiarmi al centrocampista più vicino».
Se dovessi paragonarti ad un giocatore del passato? E inoltre, qual è il tuo idolo?
«(ride, ndr) Dal punto di vista della grinta, in molti mi hanno detto di essere molto simile a Materazzi, anche se dal punto di vista tecnico mi piace molto David Luiz. Idolo? Senza ombra di dubbio capitan Puyol, del Barcellona».
Qual è il sogno nel cassetto di Federico Provenzano?
«Fin da piccolissimo era quello di diventare calciatore. Ora che sto man mano crescendo mi sto rendendo conto che le difficoltà sono tantissime. Di certo non mollo, voglio ancora cercare di diventare qualcuno da questo punto di vista. Mi piace comunque stare con i piedi per terra, ma farò di tutto per riuscire nel mio sogno».