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Serie A: il Napoli alla spagnola, tra tradizione e sogni...

L'editoriale sugli azzurri


La Serie A non è mai stato terreno fertile per la Spagna e i suoi figli. Tolto infatti Luis Suarez, colonna portante della "Grande Inter" di Angelo Moratti che tra il 1963 e il 1965 vinse tutto quello che c'era da vincere appaiandosi per ben due volte sul tetto del mondo, gli altri iberici che hanno cercato fortuna nel panorama calcistico del bel paese sono passati inosservati o quasi. I primi sono stati i due difensori Helguera e Gomez che non sono riusciti a tappare i famosi buchi della difesa della Roma di Zeman. Mai dimenticati saranno i flop di Farinos all'Inter, Javi Moreno e Jose Mari al Milan e della coppia De La Pena-Mendieta alla Lazio Arriviamo poi ai giorni nostri, con i quasi sconosciuti Garrido, Ruiz, Marques, Delgado, Portillo, Tristan, Chico e Rodriguez, tutti giocatori da poche presenze e tanti milioni. Parentesi a parte va fatta per il campioncino della Sampdoria Obiang, cresciuto calcisticamente a Genova e per l'ex blaugrana Bojan Krkic che, sconosciuto non è, ma che al Milan di Allegri ha dimostrato di non aver imparato niente di che da Messi and co.

Aurelio De Laurentis, napoletano doc e con la scaramanzia nel sangue, ignorando la tradizione, ha deciso per la nuova stagione di colorire il suo Napoli di "rojo". L'azzurro della maglia non si tocca, ma venduto Cavani e incassati 64 milioni di euro, il patron ha deciso di puntare tutto su Benitez e i suoi connazionali. L'apripista fu proprio il tecnico ex Valencia, Liverpool, Chelsea e Inter che proprio con i nerazzurri aveva assaporato per la prima volta aria di Serie A nel 2011, durando solo sei mesi, il tempo di vincere una Supercoppa Italiana , una Coppa del Mondo per Club e far arrabbiare Moratti, Materazzi e tutti i tifosi della beneamata, non perdendo occasione di sparare a zero contro lo "Special One" Mourinho.

Ora il buon Rafa cerca rivincite. Ripartirà dall'ombra del Vesuvio e da quella di Mazzarri, con un patron che sta cercando di soddisfare tutte le sue richieste di mercato e con l'intenzione di far emergere in Italia il suo bel gioco, magari non il tiki taka del Barcellona, ma... quasi. Fino ad ora sono arrivati Mertens esterno sinistro belga di cui si parla un gran bene e appunto la flotta di spagnoli. Il primo fu Callejon, galattico nel sangue, con grandi stagioni alle spalle tra Espanyol e Real Madrid, seconda punta rapida, più assist che gol nel suo curriculum, ma le carte in regola per far innamorare i napoletani. Il puntello per la difesa, neanche a dirlo arriva dal Real Madrid, quel Raul Albiol che tanto bene aveva fatto a Valencia ma che in "blancos" era stato oscurato dall'esplosione del giovane Varane, tanto da costringerlo a lasciare la Spagna. Per la porta ecco Pepe Reina, terzo portiere della nazionale di Del Bosque e tagliato fuori dal Liverpool, è pronto a raccogliere l'eredità di De Sanctis e a calare la saracinesca sulla porta partenopea. L'ultimo, ma non di certo per importanza, a togliersi di dosso la camiseta blanca per trasferirsi a Napoli, è stato il "puntero" Gonzalo Higuain.

Attaccante argentino da 107 gol in 5 stagioni, strappato in pochi giorni alla concorrenza di Arsenal, Chelsea e Juventus, è stato stregato dal progetto azzurro e dai 6 milioni di ingaggio promessi da De Laurentis. È lui l'erede di Cavani, è su di lui che peserà il peso dell'attacco azzurro, è su di lui che i napoletani ripongono le loro speranze scudetto. Che sia la volta buona per la banda di De Laurentis? Adelante Napoli...


Vittorio Damiani 27/07/2013
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