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Esattamente 12 giorni fa avevamo detto di un contatto tra il direttore sportivo Alfredo Finocchiaro e il Siracusa del presidente Cutrufo. Qualcuno ci ha presi per visionari, in realtà i fatti ci hanno dato ragione ed effettivamente c’era stato un contatto tra le parti ed un accordo di massima, accordo che poi è sfumato. Abbiamo sentito in esclusiva Golsicilia.it il dirigente ex Paternò, al quale abbiamo chiesto di spiegare passo dopo passo cosa è successo.
PRIMI CONTATTI: «A fine giugno ho sentito il presidente Cutrufo, il quale mi ha chiesto di fare una squadra per l’Eccellenza o per la serie D perché voleva fare domanda di ripescaggio. Il 2 o il 3 luglio sono stato a pranzo col presidente, con il dott. Liuzzo, con i fratelli DI Salvo e con Luigi Attolini. Ho proposto loro il mio progetto che prevedeva come allenatore Pippo Strano con uno staff tecnico e un gruppo di giocatori. Sono orgoglioso di avere conosciuto tutti loro perché mi hanno fatto davvero un’ottima impressione, secondo me il Siracusa è davvero in buone mani».
SITUAZIONE: «Hanno accolto favorevolmente il mio progetto e mi hanno detto che l’indomani il dott. Bonaiuto sarebbe andato a Roma a presentare la domanda di ripescaggio. Io ho presentato la squadra che avrei voluto costruire e mi hanno detto che ci saremmo risentiti nei giorni successivi. Da quel momento in poi ho sentito spesso il presidente Cutrufo sia per questione tecniche che per la situazione del ripescaggio perché ho dato loro una mano nel mio piccolo con le “carte”».
PIPPO STRANO: «Ci tengo a premettere che io e il mister non siamo amici fuori dal campo, ma lavoro con lui perché lo ritengo il migliore. Qualsiasi era l’obiettivo iniziale, con squadra forte o meno, Strano ha sempre ottenuto quanto ci si era prefissati. Il presidente Cutrufo mi dice però che, nonostante a lui piacesse molto come allenatore, avrebbe avuto problemi con la piazza che non lo gradiva. Questa cosa mi sembra molto strana, perché l’ultima volta che giocammo a Siracusa venne accolto da cinque minuti di applausi e da alcuni striscioni a suo favore. Mi ricordo che lui, ma anche io, si commosse per questa accoglienza».
SQUADRA PER LA D: «La mia proposta era di costruire una squadra da metà classica per la serie D, con possibilità di rinforzarla in extremis una volta arrivata la sentenza definitiva di ripescaggio, ma che comunque sarebbe andata bene anche per l’Eccellenza per stravincere il campionato».
MIO RUOLO: «Ho il brutto vizio che a me piace gestire la società. Non sono il classico direttore sportivo, io cerco di occuparmi di tutto ciò che riguarda la mia squadra, tipo direttore generale anche se questa definizione non mi piace. Ho sempre raggiunto, in qualsiasi squadra sono stato, i miei obiettivi e voglio assumermi tutte le responsabilità nel bene e nel male, non gradisco che qualcuno prenda decisioni che mi riguardano al posto mio».
ULTIMO INCONTRO: «Lunedì scorso mi ha convocato il presidente a Siracusa perché mi voleva parlare, posto che praticamente mi era stato già affidato l’incarico. In questo incontro mi ha detto chiaramente che la piazza non voleva mister Strano, dico “parliamone, scegliamo un altro mister, ma mi dice che comunque c’era già un mezzo accordo con un altro allenatore (Pidatella, ndr). Mi dico, nonostante tutto, disponibile ad incontrarlo, anche se praticamente era un passo indietro rispetto al mio progetto iniziale, insomma incontro Pidatella il giorno successivo. Discussione positiva, ritengo l’ex tecnico del Palazzolo un ottimo professionista, ma volevo conoscerlo e conoscere i suoi progetti. La chiacchierata con lui va bene, parliamo del progetto e nel pomeriggio dello stesso giorno incontro nuovamente il presidente».
SECONDO INCONTRO CUTRUFO: «Mi dice che alcune cose di cui avevo discusso con l’allenatore non gli sono piaciute, riferendosi ad alcuni nomi di staff tecnico e giocatori. In pratica il mio progetto iniziale era totalmente stravolto e quindi ho ringraziato e ho preferito declinare la situazione Siracusa. Il succo è che Cutrufo ha bocciato alcuni nomi, proponendone altri che io non ritenevo all’altezza di una piazza come Siracusa».
RIPESCAGGIO: «Io stavo costruendo una squadra per la serie D perché ero sicuro che la Federazione avrebbe accolto la richiesta di ripescaggio. Qualora tutto ciò non fosse avvenuto per la famosa situazione dell’illecito del Palazzolo, avevo le idee chiare anche per tutta la documentazione da presentare per vincere anche questa battaglia…».
GIOCATORI: «D’Angelo e ho visto che già l’hanno preso. Poi Orefice, Riccobono, Palmiteri, Di Mauro, Zumbo, Mastrolilli, La Marca, Bonarrigo, Mandarano, Majella, Okoroji e Olcese. Tutta gente che avevo già sentito e che aveva dato la propria disponibilità ad accettare il Siracusa in qualsiasi campionato. Quali giocatori il presidente ha bocciato? Preferisco non dire chi di questi calciatori non è stato accettato».