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Massimo Fornoni, estremo difensore classe 1989, è uno di quei nomi che negli ultimi giorni sono stati accostati al nuovo Siracusa del presidente Cutrufo. Il ragazzone romano, protagonista di quattro stagioni stupende con la maglia azzurra, ha vissuto un’ultima annata poco felice con poche presenze a Noto e un tentativo di avventura all’estero non andato a buon fine. Il portiere ha rilasciato un’intervista esclusiva ai microfoni di Golsicilia.it.
Massimo, facciamo un salto nel passato. Qual è il momento più bello dell’annata aretusea che vi ha visti praticamente promossi in B se non ci fosse stata la penalizzazione?
«Beh sicuramente fino ad un attimo prima che ci togliessero i punti. Eravamo in testa e avevamo la consapevolezza che eravamo forti e potevamo vincere quel campionato. Poi quando ci hanno dato un’altra penalizzazione abbiamo capito che si era messo tutto in salita, purtroppo».
Sei stato “protagonista” sia in Coppa Italia che in campionato del derby col Trapani…
«Non so perché il pubblico granata ce l’ha con me. In Coppa sono stato beccato per tutta la partita, ma già dai tempi della serie D mi facevano i cori contri e non ho mai capito il perché. In campionato invece capitan Filippi per prendere la palla mi diede una spinta e io gli misi una mano in faccia, beccandomi tre giornate di squalifica. Comunque con Filippi, quando sono stato un mese a Trapani la scorsa estate, ci siamo chiariti. Quando sono stato là, anche se ero a passeggio per strada, i tifosi mi fermavano per strada dicendomi “Qua non ti vogliamo”. Boh, di sicuro non metterò mai più piede se non da avversario, se dovesse ricapitare».
Hai fatto il vice di Paolo Baiocco per quasi due anni, nonostante fossi partito con i galloni da titolare, comunque facendoti sempre trovare pronto quando chiamato in causa…
«Hai detto bene, ero io il numero 1 ma mi feci male contro la Nocerina e cominciò a giocare Paolo. Io avevo anche offerte per andare via, ma la società mi ha sempre detto che ce la saremmo sempre giocata anche se praticamente è sceso in campo sempre lui. Baiocco anche quando stava male giocava lui, magari aveva paura che gli succedeva la stessa cosa che è successa a me (ride, ndr). Comunque siamo grandi amici, c’era rivalità agonistica ovviamente, ma abbiamo sempre avuto un gran bel rapporto».
Quest’anno scorcio di stagione poco fortunata a Noto, appena tre presenze e poi tanta panchina. Cosa non ha funzionato?
«Quest’anno, oltre il mese di prova che ti accennavo col Trapani, sono andato in Romania. Sono stato anche al Cluj, ma mi volevano mandare in prestito in Turchia e sono scappato (ride, ndr). Mister Betta, allenatore del Noto, mi disse di andare là almeno per allenarmi. Scesi in campo per due-tre partite ma sapevo già che a gennaio sarei dovuto andare via. Litigai col presidente Musso e me ne andai prima e mi sono allenato con un personal trainer. Le squadre che mi avevano cercato erano tante, per esempio il Cosenza o il Gubbio di Sottil o ancora il Treviso e la Casertana, ma non ho trovato un accordo anche perché mi sono fatto consigliare da persone sbagliate. (ride e in accento romanesco, ndr) So stato ‘mpò un testone dai».
Ormai è ufficiale il ritorno del Siracusa almeno in Eccellenza, quasi certamente in serie D grazie al ripescaggio. Ti piacerebbe tornare ad indossare la maglia azzurra?
«Al volo! Ormai io ci vivo a Siracusa e ci rimarrei a vita. Non ho avuto contatti diciamo “ufficiali” ma mi sento spesso con Laneri, il direttore si può dire che mi ha cresciuto. Non nego che ho già altri contatti anche di Lega Pro, ma la maglia azzurra avrebbe la precedenza assoluta».
Ultima domanda, che giocatore è Massimo Fornoni?
«Un portiere con tanta forza fisica, esplosivo e reattivo tra i pali. Bravo con i piedi e caratterialmente forte ma troppo estroverso e impulsivo a volte».