Ragusa, Aouadi a GS.it: «Entusiasta di arrivare in Sicilia. Ai tifosi prometto che…»

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Dopo le firme di Malandra e Kofi, da qualche ora è arrivata l’ufficialità anche di Amir Aouadi, talento italo-tunisino cresciuto nel Brescia, che farà parte del Ragusa per la stagione 2013/2014 in serie D. Portato in Sicilia dall’agente Fifa Giulio Biasin (nella foto con il calciatore), il fantasista nativo di Brescia ha concesso un’intervista esclusiva ai microfoni di Golsicilia.it.

Partiamo con una domanda quasi d’obbligo. Come si pronuncia il tuo nome?

«(ride, ndr) Allora Amìr con l’accento sulla “I” e il cognome si pronuncia “Auadi” senza accenti (ci risponde con spiccato accento bresciano, “alla Balotelli”, ndr)».

Sei cresciuto nelle giovanili del Brescia, che ricordo hai di quella esperienza?

«Una bella avventura che mi ha cresciuto sia calcisticamente che personalmente. Sono stati anni importanti per me e mi hanno aiutato molto a migliorare come calciatore. Di quella squadra faceva parte il portiere Leali, che oggi para nell’Under21 e ha giocato in serie B con il Lanciano ma è della Juventus e anche Nanà che quest’anno ha giocato con le rondinelle proprio tra i cadetti».

Che giocatore sei?

«Punto tanto sulla tecnica e sulla velocità negli spazi stretti. Mi piace ricevere palla e giocarla rapidamente per velocizzare le azioni della mia squadra. Il mio ruolo naturale è quello di trequartista o seconda punta, ma posso giocare in tutti i ruoli d’attacco o anche a centrocampo da play maker, “alla Pirlo” per intenderci. Idolo? È il grande Zidane, cerco di ispirarmi a lui».

Qual è il tuo punto di forza? C’è qualcosa in cui pensi di poter migliorare?

«Posso e voglio migliorare nella visione di gioco e nell’essere cinico e freddo in area avversaria. Il mio punto di forza, come accennavo prima, è la velocità e soprattutto le giocate nello stretto. Piede destro? Sono un mancino naturale, magari lo uso per salire le scale (ride, ndr)».  

Cosa fa fuori dal campo Amir Aouadi?

«Mi sono appena diplomato al Geometra. Amo leggere e giocare alla Xbox come tutti i ragazzi della mia età. Non sono fidanzato e oltre al calcio mi piace seguire le partite di Basket».

Cosa ti ha convinto ad accettare il progetto Ragusa?

«Ho sentito che c’è tanto entusiasmo e tanta voglia di emergere e di fare bene. Il presidente Vito, che ringrazio così come ringrazio il mio procuratore Biasin, mi ha praticamente convinto subito a sposare questa causa. Farò di tutto per onorare la maglia e tutto l’ambiente ragusano».

Quindi tra pochi giorni ti trasferirai in Sicilia, hai qualche timore per questa nuova avventura?

«Per nulla. Ho vissuto da solo in Tunisia per un anno e quindi non ho problemi di trasferimento. Tra l’altro la mentalità dei tunisini, tra calore e passionalità, è molto simile a quella dei siciliani quindi credo proprio che mi troverò molto bene».

Vuoi dire qualcosa ai tuoi nuovi tifosi?

«Di sicuro, al 1000x1000, darò il massimo sempre e in ogni occasione per loro e per la maglia che indosserò. Spero di fare qualche gol, ma il bene della squadra viene prima di qualsiasi cosa».

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Dario Li Vigni 29/06/2013
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