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Ieri abbiamo sentito il futuro nuovo presidente del Ragusa Enzo Vito oltre che il prossimo direttore generale Francesco Sortino (in fondo alla pagina i link alle due interviste). Oggi, sempre in esclusiva Golsicilia.it, abbiamo intervistato Giulio Biasin (nella foto con il presidente Vito) agente Fifa e prossimo consulente di mercato degli iblei.
Dott. Biasin, andiamo dritti al punto, ci sveli qualcosa…
«Vi posso anticipare che cercheremo di mantenere l’ossatura dell’attuale Ragusa calcio oltre a dare un volto internazionale a questa squadra. Stiamo definendo le ultime situazioni, tra le quali il budget degli stipendi. Non vogliamo assolutamente fare come tante società di pagare le prime mensilità e poi trovarci nei guai, ma programmeremo tutto per bene».
Quale sarà il suo compito?
«Il grande pregio che abbiamo noi è che riusciremo a portare dei giocatori stranieri con passaporto comunitario, e con la nuova regola anche due extracomunitari, di categoria nettamente superiore alla serie D a costi relativamente bassi. Questa è la capacità mia e della mia agenzia visto che negli ultimi tre anni mi sono occupato di mercato estero».
Si può entrare maggiormente nel dettaglio?
«Ti faccio un esempio concreto. Ci sono degli argentini che costano molto meno di un europeo, ma che oggettivamente possono dare molto di più perché provenienti da categorie sicuramente superiori all’Interregionale».
Insomma porterete parecchie novità in questo calcio…
«Il modello è quello del Catania di Lo Monaco. Non ho scoperto io l’acqua calda. Vado spesso in Sudamerica, sono stato in Asia, in Spagna e grazie ai mezzi di comunicazione ho contatti anche in Africa».
Un giocatore straniero troverà difficile adattarsi al calcio italiano?
«A breve verrò giù a dare un’occhiata alle strutture del Ragusa, anche se già il presidente Vito e il dg Sortino me ne hanno parlato benissimo. Ti dico molto schiettamente che in due anni abbiamo fatto oltre 50 trasferimenti internazionali, quindi non sarà un problema portare questi giocatori in Sicilia. Per quanto riguarda l’adattamento posso dirti che se tu porti un serie A dal Brasile alla serie A italiana, sicuramente ci vuole un po’ di tempo. Qua però stiamo parlando di gente che gioca nella massima serie o al massimo nella serie B di campionato esterni e che dovrà confrontarsi con la serie D italiana, con tutto il rispetto. Insomma ci potrà essere un periodo di ambientamento iniziale, ma sono giocatori che probabilmente anche al 50% possono fare la differenza qua».
Avete già programmato una fase di preparazione?
«Faremo un ritiro con delle amichevoli importanti. Non vogliamo illudere la piazza con partitelle contro scapoli e ammogliati vinte 9-0 per poi magari perdere la prima di campionato, ma ci misureremo con avversari di livello».
Nomi è prematuro farne?
«Sono stato in Argentina quindi ho contatti con tanti giocatori con passaporto italiano. Sono stato due mesi in Brasile e mi piacerebbe portare un brasiliano importante, la mia intenzione è occupare uno dei due posti di extracomunitario con un bel calciatore verdeoro. Aggiungo anche che siamo molto forti in Romania, in Grecia, in Bulgaria e in Spagna quindi non mi sento di escludere che qualcuno possa arrivare anche da queste zone. È ovvio che il Ragusa avrà una sorta di diritto di prelazione, ma lavoriamo a carte scoperte con molte società perché ovviamente non posso portarli tutti a Ragusa (ride, ndr)».
Quindi mi conferma che comunque una basa sarà data dall’attuale rosa del Ragusa?
«Esattamente. Naturalmente ci saranno degli esuberi, come accade sempre quando c’è un cambio di proprietà. Ma questo non significa che noi diremo al giocatore “vai a casa, trovati un lavoro”, facendo questo mestiere sicuramente mi adopererò per trovargli un’altra sistemazione».
Su una rosa di 22/24 giocatori, quanti saranno gli stranieri?
«Abbiamo un parco giocatori abbastanza grande, ma non puoi fare una rosa di stranieri. La mia idea personale, ma anche questa è da valutare con il presidente e il direttore, è di portare circa cinque o sei stranieri. Sicuramente agiremo anche sul mercato siciliano e italiano in generale, ma su questo aspetto il direttore Sortino è molto più ferrato di me. Io, dicono, che sono bravo a prendere un giocatore da una serie A straniera e a motivarlo per farlo giocare da noi anche in un campionato inferiore».
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