Play off, Atl. Campofranco-Valdiano: novanta minuti per sognare

La presentazione del ritorno


Gli incontri che prevedono una doppia sfida di andata e ritorno sono un qualcosa di imponderabile. Sono come un unico incontro fatto di due tempi da novanta minuti ciascuno con una pausa nel mezzo che anziché durare quindici minuti dura diversi giorni. Questo dà la possibilità alle formazioni che si affrontano di entrare in campo con una formazione, se i tecnici lo desiderano, totalmente diversa da quella schierata nella prima gara, di recuperare qualche pedina fondamentale oppure semplicemente di trasmettere la giusta carica e far capire ai propri ragazzi l’importanza di una sfida come quella di domenica, quando l’una di fronte all’altra si troveranno ancora una volta Atletico Campofranco e Valdiano per il ritorno della semifinale play off per approdare in Serie D.

All’andata i giallorossi allenati da mister Restivo hanno espugnato lo stadio “G.Romanelli” di Monte San Giacomo, in provincia di Salerno. Il gol che ha deciso l’incontro, molto importante in vista dell’incontro di ritorno, è stato siglato da D’Angelo, il più giovane della rosa che, in questo modo, concede così alla sua squadra di poter scendere in campo e poter contare su due risultati su tre. In caso di vittoria o pareggio sarebbero i giallorossi ad approdare in finale, mentre in caso di sconfitta per 1-0 si andrebbe ai supplementari e con qualsiasi altro tipo di sconfitta sarebbero i lucani a passare il turno.

Mister Restivo si è detto molto soddisfatto della bella prova fornita dai suoi ragazzi in trasferta, ma ha invitato allo stesso tempo tutto l’ambiente a mantenere i piedi per terra in vista del ritorno. Proprio questo sarà il compito più difficile per l’allenatore della formazione nissena, riuscire a trasmettere alla squadra la giusta tensione e la concentrazione necessaria per affrontare questa sfida così importante per la squadra di proprietà del presidente Salvo Mazzara.

Una nota finale va dedicata sicuramente ai tifosi di Campofranco, gente che vive di ‘pane e calcio’, un paese di 3000 abitanti, molti dei quali hanno percorso più di mille chilometri per assistere ad una gara storica e consentire  ai loro beniamini di scendere in campo e sentirsi a casa propria. A prescindere da come finirà, questa società ha dimostrato di meritare palcoscenici importanti per il suo progetto tecnico, per il gioco espresso in queste due stagioni ma soprattutto per la sua gente che ha regalato calore, folklore e passione sportiva in numerose circostanze. Merce sempre più rara nel calcio di oggi.


Vincenzo Martines 01/06/2013
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