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Un pomeriggio azzurro con sfumature gialloverdi

Amichevole Siracusa-Palazzolo


Ad un mese e più di calcio giocato, si è camuffato il senso di vuoto calcistico che ha colpito la città di Siracusa. Le squadre di Promozione in città sono tre ed hanno comunque un’attenzione mediatica “diversa” in questa stagione, ma quello che abbiamo vissuto nella giornata di giovedì 27 settembre, ci ha dato uno schiaffo per svegliarci dal torpore, da un incubo che è ancora reale. Si è potuto toccare con mano la depressione calcistica di tutta la città e dell’indotto in toto. La novità più bella e conciliantesta nello slogan: “Il Leone torna a ruggire”.

Amichevole di preparazione alla gara della domenica, c’è il Palazzolo di serie D alla ricerca di una vittoria, ma è anche una giornata speciale, azzurra. È il debutto del Siracusa calcio, quello dei tifosi, poiché è stato costituito dai tifosi quelli che nelle vene hanno il sangue azzurro, di passione e di ardore. Direi, dal film 300,  “valorosi e compatti, coerenti delle difficoltà ma uniti”.

Non ho dati certi, ma sono poche le società di calcio costituite da tifosi, cioè i gruppi organizzati, ma non solo. È calda ancora l’incudine dove viene martellato l’ex presidente Salvoldi, striscioni e slogan dedicati. A lui ed agli organi politici la responsabilità del fallimento di una squadra che ha dato stimoli e crescita mediatica, solo oggi si è percepita questa mera realtà.

Però c’è sempre chi non molla e chi si avvicina, chi ama e chi si appassiona. Questa amichevole unisce tutti questi fattori, si parte dalla Terza categoria, ma in tribuna sembra qualcos’altro, di alto profilo. La tribunetta dell’impianto privato Erg è stracolma, si contano oltre 600 persone, sobbalza e sussulta al tifo azzurro. La stampa  è tutta presente, con espressioni ed opinioni contrapposte.

Le squadre in campo: quella del Palazzolo è alla ricerca degli automatismi. Affiatamento e schemi che possano, domenica in trasferta a Sambiase, dare linfa alla classifica e poter cambiare stato d’animo. Super entusiasmo per i ragazzi del Siracusa, ex giocatori di categoria o giocatori che hanno voluto abbracciare il progetto, scendendo di serie, sono uniti e compatti nel ripetere “Noi indossiamo la maglia del Siracusa, non conta la categoria!”.

In mezzo al pubblico, e si aspettavano, c’erano i fratelli Cutrufo, i quali come società sportiva hanno fornito tutto l’abbigliamento sportivo e non solo… Il presidente Gaetano era molto attratto ed entusiasta della folla, dal tifo. Quello che egli purtroppo non vede allo stadio di Palazzolo, quasi un’attrazione fatale! Aveva un sorriso sornione da sognatore, scatto subito e…siracusa

Presidente, ammaliato e quasi sedotto dal colore azzurro? «Beh, sorpreso sì. È un’amichevole e vedere questo movimento ti da energia, entusiasmo ed adrenalina. Non c’è nulla di tutto ciò a Palazzolo, allo stadio abbiamo una platea quasi da teatro…». Da un anno si mormora di un vostro passaggio a mare, quanto vi state avvicinando calcisticamente alla città di Siracusa? Sorride di gusto il presidente del Palazzolo: «Chissà, saranno leggende metropolitane, ma noi siamo siracusani, nati a pochi metri da questa struttura, la storia calcistica a Palazzolo la firmerei in eterno, qui». Continua Gaetano Cutrufo - «Ci sono alcuni ragazzi con i quali siamo cresciuti assieme. Gaetano Favara in primis. Nessun problema a contribuire per alimentare un progetto, anche l’anno scorso avevamo proiettato delle proposte alla dirigenza del Siracusa di Salvoldi, ma nulla fu fatto. Oggi è diverso».

Poi lo riporto alla realtà. Palazzolo che non decolla e conferma lo staff tecnico. È coerente con le sue scelte comunque: «Da subito avevamo l’idea di avere un tecnico giovane e Cacciola lo è. La sua conferma mi è sembrata naturale, per verificare l’affiatamento di una squadra tutta giovane. Però onestamente non credevo ad un inizio cosi diverso dalle aspettative. Opereremo sul mercato, la difesa della categoria è il nostro obiettivo, le ultime due retrocedono direttamente ed altre quattro faranno i play out. Se guardiamo la classifica, ci sono indizi importanti. Cacciola comunque ha del tempo ancora».

Nel frattempo si gioca l’amichevole, il Siracusa tiene bene, solo un gol al passivo nel primo tempo. Così sfruttiamo la presenza dell’altro Cutrufo, spesso accoppiato dai media e non a partecipazioni in altre squadre, più o meno titolate. Allora Graziano, cosa c’è stato di vero in tutte le tue virtuali presenze dirigenziali o fantomatici contributi economici in altre società? È chiaro: «Niente! Solo con il Belvedere poiché c’era Favara. Poi il suo passaggio in questo progetto ci ha portato qui, la nostra presenza nasce per amicizie d’infanzia soprattutto. Siamo siracusani, un bacino d’utenza così ampio e passionale ti fa sognare, ma rimane un sogno. Non so cosa ha dichiarato mio fratello, ma ad oggi non c’è nessun progetto di passare da Palazzolo a Siracusa».

Sempre il Palazzolo a provare schemi, c’è Arigò che fa oltre 70 minuti, sempre questa prova con Ike fra le linee. Ma la manovra è lenta. Dal Siracusa, tanta tantissima voglia, sospinti in campo dagli azzurri in tribuna. Impallari viene sostituito e con lui tocchiamo l’argomento gol:  «Quando non si segna è un problema. Nel calcio è tutto ed anche per noi attaccanti, comunque siamo in crescita. Dobbiamo far cambiare anche gli episodi, farli girare dalla nostra parte e non sempre per gli avversari. Io sono un attaccante di movimento, ma con tanti palloni in area sarei più contento ed efficace».

L’ultima battuta con Fascetto, difensore centrale del Palazzolo affiancato da Strigari, ma ancora in allarme rosso in zona gol subiti. Gli faccio notare che domenica scorsa sono stati tutti ammoniti i difensori: «Si vive la gara in zona rossa, i risultati non arrivano e gli equilibri sono molto delicati da gestire. Siamo molto giovani ed è molto delicato il risultato negativo, incide sulla personalità e sul carattere. Comunque siamo in crescita, è un campionato difficilissimo. Non ci aspettavamo questa classifica, sia la nostra, ma anche quella dell’intero campionato».lo iacono

La gara finisce 2-0 per il Palazzolo e mi avvicino ai due simboli di questo progetto. Prima il tecnico ed amico di grandi storie calcistiche (da lui giocate in campo, da me raccontate). Adriano Lo Iacono (nella foto a sinistra) esordisce così: «Ancora oggi, come oltre 15 anni fa a ricostituire il Siracusa calcio. Ai tempi da giocatore con la Marcozzi, oggi da allenatore». È di grande passione questa iniziativa, momento difficile per tutti, ma una stilettata la scaglia alla città: «La colpa del fallimento è di tutti quelli che avevano il potere e le potenzialità per salvarlo il Siracusa. Noi siamo stati e saremo leoni azzurri, pur dalla Terza categoria. Devo dire grazie ai ragazzi in campo e a chi lavora esternamente per la squadra. Pensa che è mia mamma a lavare tutto il vestiario. Questo vuol dire Siracusa Calcio!».

Gaetano Favara, factotum ed anche giocatore: «È la nostra prima uscita, in campo non abbiamo lesinato energie e abbiamo buone sensazioni per il campionato. Sappiamo che abbiamo gli occhi addosso e le aspettative di chi rappresenta una maglia così importante. Ed appunto per questo ringrazio tutti voi della stampa, poiché abbiamo avuto una visibilità considerevole. Ringrazio anche tutti quelli che hanno contribuito con la donazione, e mi auguro che possano aumentare, è il Siracusa della passione e dell’amore per il calcio e per questo colore azzurro!».



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Gian Paolo Montineri 29/09/2012
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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