




Partiamo dal fatto che si gioca a porte chiuse. Vi è stata per almeno 30 minuti una fase in cui l’interesse era verso l’applicazione della legge da parte delle Forze dell’Ordine che hanno dovuto insistere per far scendere dalla tribuna i non addetti, cioè alcuni giocatori del Rosolini che a muso duro, hanno accettato di uscire dallo stadio. C’è chi paventava titoli federali, tra accompagnatori degli arbitri, di giocatori eccetera eccetera. La legge però non ammette ignoranza. Come sempre accade nelle nostre leggi, non c’è regola chiara, quindi confusione attriti e saette con nuvole piene di “biiiip”.
Nel frattempo in campo le due squadre, Avola e Rosolini, le accomuna una stagione piene di spine, niente Rose, ma fichi d’india! La squadra amaranto è una fanteria, piena di feriti, Implatani (nella foto a destra) il più grave, collaterale danneggiato, ne avrà per un lungo periodo.
Il problema stadio, raccontato con alcuni patemi d’animo dal presidente Errante: «Dovremmo giocare a Pachino, fino alla consegna del “Consales”». Finalmente superati gli ultimi stralci burocratici poi fa un appunto: «Sia mia moglie che la signora Giallongo sono state costrette a lasciare lo stadio e quindi tornare a casa. È evidente la contraddizione delle regole, ritornando sulla norma di gara giocata a porte chiuse».
Poi la bella sorpresa di rincontrare un altro simbolo del calcio siciliano, anch’egli molto amaranto, Ciccio Infanti, il quale ci dichiara che collaborerà con Orazio Trombatore dalla panchina.
Avola, altra storia che evolve mentre scriviamo, anche sugli aggiornamenti, a detta dei tifosi, siamo poco veritieri ed attendibili: “Noi non stiamo con la tenda in giro per gli stadi, miriamo ad avere le attendibilità e le dichiarazioni ufficiali. Il caos perora è talmente vertiginoso che in sette giorni abbiamo scritto di tutto e sembra che sia una telenovela ‘Beautiful’ calcistica”.
I ragazzi dell’Avola vanno in campo, nel frattempo arrivano le verità, garantiti i rimborsi spese per tutti i giocatori fino a dicembre. C’è una nuova dirigenza, che ci dirà il segretario della società avolese nel dopo gara: l’avvocato Longo, il signor Patanè, Di Pietro ed altri si legheranno alla società. Viene fuori un sodalizio tutto avolese.
LA GARA Nel primo tempo meglio il Rosolini, va in vantaggio e gestisce. Secondo tempo Avola in toto, rigore sbagliato o parato (nella foto in alto), due traverse ed orgoglio da vendere. Non vengono premiati gli sforzi, la sconfitta non è veritiera, tra l’altro in 10 per buona parte della gara. Si percepisce lo scoramento dei ragazzi, ma sanno che del “domani vi è certezza” non al contrario come nella poesia dantesca.
La nuova dirigenza sta lavorando per avere la licenza per avere il pubblico allo stadio, già da domenica prossima contro l’Orlandina. È lo stesso segretario Marino a chiarirci alcuni passaggi: «Rifare l’assemblea dei soci e gli incarichi portano via tempo burocratico, ma entro la giornata di domani (oggi, ndr) manderemo il fax alla Federazione per attivare le varie procedure».
Poi sentiamo il professor Attardi, che assieme al preparatore Nello Bonaventura è rimasto con i ragazzi, che ci conferma: «Sì, siamo rimasti con i ragazzi. Loro sono veramente giovani e molto educati. Pur sapendo delle difficoltà sono rimasto, la passione ha superato il tutto. I ragazzi verranno ad allenarsi ed avranno un allenatore, sembra che la società abbia deciso e trovato a chi dare l’incarico».
I rumors continuano ad accavallarsi, le certezze sono Luca Strano l’attaccante, che si aggiunge ai nuovi compagni, sta lavorando per entrare in campo, si parla del portiere Caruso ex Atletico Catania ed il capitolo allenatore? Da un lato Di Dio e Vaccaro fumata nera, dall’altro Mazzullo ed un nuovo nome. Currò, ha allenato l’Adrano, prima del prof. Strano. Nessuna decisione, o già comunicata al diretto interessato, alle 15 di giovedì 13 settembre sapremo.
Infine ci siamo soffermati con Morale, il quale ha dimostrato voglia di rivalsa: «Anche domenica scorsa col Comiso abbiamo fatto la partita, nel finale abbiamo subito i gol. Oggi, rigore fallito e due traverse.Pur allenandoci qualcosa si è perso, in campo abbiamo cercato di fare ciò che mister Zampollini ha fatto intravedere. Mi è dispiaciuto che è andato via, ha grandi doti per allenare. Io, Gaudio, Maieli e Mastronardi siamo quelli del carisma, ma si è istaurato un gruppo, pur giovane. Ci manca qualcosa, l’augurio è che si possa avere serenità e giocare con l’obiettivo di pensare solo alla partita».
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