




Attilio Bardi, tecnico del Forlì, squadra che sarà il prossimo avversario del Milazzo, ci ha concesso un’intervista in esclusiva. Con lui abbiamo parlato dell’esordio in campionato dei romagnoli e degli obiettivi della squadra, ma anche dell’esordio dei siciliani e di alcune strane scelte della Lega. Inoltre, il mister ci ha svelato quelle che potrebbero essere le favorite per la vittoria del campionato…
Mister Bardi, partiamo subito dall’esordio in campionato contro il Mantova, un 3-0 che non lascia alibi. Quant’è importante iniziare così?
«E’ molto importante, perché affrontiamo un campionato difficile ed essere partiti con il piede giusto è importante. Siamo consapevoli che si tratta solo della prima partita e che il campionato sarà molto lungo e molto difficile, quindi è stato importante partire bene davanti al nostro pubblico, ma ancora il campionato è lungo e bisogna stare sempre attenti e concentrati».
Il Forlì lo scorso anno ha avuto il pregio di realizzare tanti gol, ma anche il difetto di subirne tanti. E’ cambiato qualcosa rispetto alla scorsa stagione?
«No, non penso sia cambiato niente. Penso che l’anno scorso abbiamo preso molti gol a causa di errori individuali o di alcune disattenzioni e questa è una cosa che dobbiamo migliorare perché in Seconda Divisione questi errori te li perdonano ancora meno rispetto alla serie D. Però abbiamo avuto il pregio di averne fatti tanti di gol, quindi la proporzione tra gol subìti e gol fatti è enorme, mi sembra che abbiamo realizzato circa 30 gol in più di quelli incassati e questo dimostra che vogliamo offrire un gioco spumeggiante che mira a fare un gol in più degli altri. Così l’anno scorso abbiamo vinto il campionato. Certamente dobbiamo migliorare da un punto di vista di attenzione per prendere meno gol possibili, anche perché in campo dobbiamo essere equilibrati, però la squadra è propositiva: se fa tanti gol e ne prende qualcuno in più va bene lo stesso».
Il calciomercato si è concluso da poco, quali sono i punti di forza della sua squadra? E dove può arrivare quest’anno questo Forlì?
«Non so dove possiamo arrivare, perché per noi si tratta di un campionato nuovo e noi lo affrontiamo con il massimo impegno, quindi noi dobbiamo pensare di arrivare alla salvezza il prima possibile, poi tutto quello che viene sarà tanto di guadagnato. Il punto di forza della mia squadra penso invece che sia il collettivo e nel collettivo emergono anche le individualità dei giocatori, però penso che il collettivo sia la nostra vera forza e quando dico collettivo mi riferisco a tutti i giocatori componenti la rosa».
Il calendario vi costringe a scendere in Sicilia per affrontare il Milazzo. Come vede questa trasferta e come giudica la decisione della Lega che costringerà le squadre a molte trasferte lunghe?
«In Sicilia ci sono stato due anni, quindi ho un bellissimo ricordo di quella regione, per cui per me non è una novità. Si tratta di un’esperienza stimoltante, d’altronde noi scendiamo in campo, quindi che il campo sia in Sicilia o da un’altra parte conta sempre in maniera relativa. Giudico assurda la scelta della Lega di inserire il Milazzo nel girone A, perché mi sembra una cosa molto strana. Non capisco come si possa arrivare a una scelta del genere e lo dico soprattutto per il Milazzo che dovrà affrontare tutte trasferte lunghissime, molte delle quali in aereo. Mi sembra impossibile che non ci fosse nessun’altra squadra più vicina a questo girone, tipo una toscana. Si tratta di una scelta che, onestamente, non capisco».
Domenica scorsa il Milazzo è andato a Casale Monferrato in pullman e c’è la possibilità che in pullman affronti molte trasferte. Crede che questo possa inficiare sul campionato dei siciliani?
«Penso proprio di sì, perché quando tornavo a casa da Giarre per salire qui a Forlì impiegavo almeno 13-14 ore, farlo in pullman ci si mette minimo una giornata, anche per i giocatori non è il massimo, ma queste sono scelte della società e su questo io non voglio entrare nel merito, però è chiaro che fare le trasferte in pullman è sicuramente una difficoltà in più, su questo non c’è dubbio».
Parliamo ora proprio del Milazzo, una squadra costruita in fretta e furia che ha esordito con un pari in casa del Casale. Cosa pensa della squadra rossoblu?
«Abbiamo una buona opinione, il fatto di aver ottenuto un ottimo risultato a Casale è sicuramente buono e vuol dire che la squadra è competitiva, quindi noi dovremo stare molto attenti. Il Milazzo ha concluso la gara con due uomini in meno e in nove è riuscito a portare a casa il risultato, quindi è una squadra che senza dubbio sa quello che vuole».
Che gara sarà quella di domenica?
«Sicuramente sarà una gara difficile come lo sono tutte in questo campionato, però noi siamo fiduciosi, ci stiamo allenando bene e speriamo di recuperare gli infortunati che abbiamo e presentarci al top, come spero di affrontare il resto del campionato».
Quest’anno molte squadre sono state costruite per vincere il campionato, come Pro Patria, Rimini, Venezia e altre. Qual è secondo lei la favorita per vincere il campionato?
«Penso di non dire un’eresia se dico che le squadre che secondo me sono favorite saranno sicuramente Venezia, Bassano e ci metterei anche il Rimini. Outsiders? Questo non saprei, certamente qualche squadra verrà fuori, anche perché nell’arco di un campionato c’è sempre la classica squadra che è la sorpresa della stagione, ma al momento non saprei indicare quale sarà».
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