




Golsicilia.it parte con un nuova rubrica settimanale che periodicamente proporrà un'intervista ad uno o più supporters delle squadre attualmente impegnate in serie D. Oggi la formazione protagonista sarà l'Acireale. Oggi abbiamo intervistato Salvatore Ariosto, grande tifoso dei colori granata che per la nuova stagione ha sottoscritto l’abbonamento nel settore “distinti” della curva sud.
Salvatore, da quando tempo segui l’Acireale?
«Seguo l’Acireale calcio da moltissimo tempo. Ero un bambino di 8/10 anni quando ho cominciato ad andare allo stadio per vedere le partite, allora si giocava al “vecchio” Comunale».
Per la nuova stagione l’Acireale riparte da Gardano e da un organico formato da calciatori di spessore. Cosa pensi della squadra e della conferma del tecnico torinese sulla panchina granata?
«La squadra sulla carta è di valore, ma come sempre sarà il campo a dirlo. La conferma di Massimo Gardano, a mio modo di vedere, è stata una buona mossa perché oramai conosce l’ambiente e sa cosa vuole il pubblico acese. Al di là dei risultati, la scorsa stagione Gardano ha dimostrato di saper fare bene il suo lavoro».
Come valuti il lavoro del ds Pasquale Leonardo in merito al calciomercato?
«Il lavoro di Leonardo sul mercato è stato ottimo. Il ds, senza fare proclami, ha portato ad Acireale dei giocatori con un passato di tutto rispetto come Ancione, Tedesco, Patti, Macrì ed altri».
Secondo te, chi potrebbe essere un protagonista di questo campionato in casa granata?
«Protagonista mi auguro che ce ne sia più di uno. Mi aspetto molto dai “senior” come Cortese, Varriale e gli altri calciatori nuovi che sono arrivati durante l’estate. In queste prime uscite stagionali, tra i giovani “Under” Andrea Castellano mi ha fatto una buona impressione; per essere un ragazzo del 1993 ha dimostrato di avere maturità, personalità e delle buone qualità tecnico-tattiche».
Al “San Filippo” con l’Acr Messina è arrivata una sconfitta…
«La sconfitta ci può stare visto che il Messina è la favorita per la vittoria finale del campionato. L’Acireale ha fatto una buona prestazione ed ha mostrato qualche miglioramento rispetto alla sfida di Coppa Italia persa contro il Città di Messina. Tuttavia siamo stati penalizzati da un arbitraggio molto discutibile. Il direttore di gara non ha concesso tre rigori a nostro favore. Inoltre, l’azione del primo gol, è partita da un fallo di Corona su Maggio e l’arbitro ha lasciato correre. Credo che con un arbitraggio “normale”, potevamo tornare a casa con un risultato positivo».
Domenica allo stadio “Tupparello” arriva la Nuova Cosenza. Che gara ti aspetti e te la senti di fare un pronostico?
«Personalmente mi aspetto un pronto riscatto. Il nostro campionato inizia domenica e per battere il Cosenza bisognerà fare una buona prova sotto tutti i punti di vista. Riguardo il pronostico, non mi esprimo perché sarà una partita aperta».
Nel mercato estivo la società ha deciso di fare una rivoluzione cambiando buona parte della rosa. Sono andati via tanti calciatori come Fascetto, Zumbo, Mautone, Savanarola ed altri. Avresti confermato qualcuno di loro?
«Avrei confermato Savanarola e Fascetto che sono due calciatori importanti. Per il resto, i giocatori nuovi non fanno rimpiangere la squadra dello scorsa stagione. Ma, come detto prima, sarà il campo a parlare».
Quale pensi sia l’obiettivo reale del “nuovo Acireale” 2012/2013?
«La società non ha mai parlato di vincere il campionato, ma fare meglio delle ultime due stagioni è un imperativo. La salvezza deve essere l’obiettivo primario che dobbiamo raggiungere al più presto. Ciò che verrà in più, sarà guadagnato».
Per la nuova annata, iniziata già da qualche settimana, c’è il concreto rischio che i tifosi acesi, come è accaduto a Messina, non potranno sostenere la propria squadra in diverse trasferte. Che opinione hai riguardo questa situazione?
«Penso che le istituzioni possano impegnarsi maggiormente per risolvere questa situazione, iniziata a novembre 2011 dopo i “fatti di Campagna” con la Battipagliese. A tal proposito, dico che l’Acireale ha pagato colpe non sue per quel brutto episodio. Tornando al discorso delle trasferte vietate ai nostri tifosi, in seguito ai già citati fatti di Campagna, gli acesi non sono andati in trasferta per oltre sei mesi; mentre altre tifoserie del nostro girone, pur avendo creato problemi, hanno continuato ad andare tranquillamente fuori casa. Insomma, è una situazione assurda che spero venga risolta al più presto».
Concludiamo con una domanda “amarcord”. Pensando alla tua vita di tifoso dell’Acireale, qual è la partita che ricordi con maggior piacere e quale invece quella da dimenticare?
«La vittoria nello spareggio di Salerno con il Pisa nella stagione 1993/1994, per me è stata un’emozione unica ed indescrivibile. In quell’occasione l’Acireale si giocava la permanenza in serie B, non andai in Campania a seguire la partita, ma la vidi in televisione dato che fu trasmessa in diretta nazionale su Rai 2. Mentre un match da dimenticare, è stato il play out di ritorno contro la Juve Stabia nella stagione 2005/2006 giocato al “Tupparello”, in cui c’era il palio la salvezza della serie C-1. Fu terribile quando la formazione campana pareggiò a pochi istanti dalla fine e ci condannò ad un’ingiusta retrocessione. Quella è stata l’ultima partita dell’Acireale tra i professionisti, dato che qualche mese più tardi è arrivato il fallimento della società».
di Davide Sirna
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