




Che giornata per noi che stiamo sul pezzo… Di buona mattina appuntamento al palazzo comunale di Avola, abbiamo voluto sentire e conoscere chi si è impegnato nel salvare l’Avola calcio. Atto importante ed altro passaggio da pubbliche relazioni con Antonio Marletta, icona di un calcio manageriale che ritorna a ricostruire l’Avola, ed il tecnico che la vorerà in campo e non solo Mauro Zampollini.
Andiamo con ordine. Conosciamo l’Assessore allo Sport di Avola, l’avvocato Giuseppe Morale, giovane e di passato sportivo. Ci dice: «Il salvataggio dell’Avola calcio è stato il volere di tutti e della passione che la nostra comunità esprime ogni giorno. Adesso la palla passa, con passaggio breve, a chi ha assorbito la società, per noi il calcio è anche veicolo turistico. La categoria ci permette di esportare Avola e viceversa, lavoreremo in sinergia con la società calcistica. L’obiettivo non è finalizzato alla sola stagione, ma deve essere un progetto che integri le giovani generazioni per non disperderle».
Poi conosciamo il Sindaco Cannata, solo due battute ma concrete. Le strutture sportive assorbono capitali che oggi le amministrazioni pubbliche recuperano con difficoltà, sarà anche l’obiettivo quello di trovare partner esterni o società che vogliano attivarsi per la gestione. Naturalmente, sappiamo che i tempi politici e burocratici sono diversi dai tempi di terzi.
Poi ci spostiamo allo stadio, vero cruccio della nuova dirigenza, ma a nostra sorpresa lo troviamo verde! Non inc… ma ha un buon colore, si percepisce che non vi è stata attività da tempo ed è in condizioni positive.
Incontriamo Antonio Marletta e Mauro Zampollini, la nuova “coppia”. Si conoscono da tanto e sembra partire da questo elemento la loro nuova avventura. Zampollini dichiara di accettare l’incarico, ma sottolinea che non avrebbe accettato il “solo allenare”. Si sofferma sull’argomento calcio e su come sia cambiato, stravolto, totalmente confuso.
«Nulla di chiaro e produttivo, inizi la stagione con tanti “bla bla” e dopo quattro partite ti cambiano tutto -continua Zampollini -. Ad Avola, per un progetto di calcio magari innovativo, con l’attenzione al medio termine, siamo non in ritardo, ma all’anno zero!».
Durante l’incontro, Antonio Marletta apre lo scenario e ci confessa un suo sogno/obiettivo: «Abito a pochi metri da Torre del Grifo, non ho mai nascosto l’ammirazione per come sia stato ideato e realizzato, ma è frutto di un personaggio, quel Pietro Lo Monaco, che ai più sembra antipatico. Ha saputo operare e realizzare e non da solo, altro ruolo fondamentale è la società, non solo per l’aspetto economico, ma nella sua scala piramidale di ruoli. Ecco non so cosa e se riuscirò, ma il mio obiettivo è tracciato, adesso la vera realtà è che si parte da zero: squadra, staff e tutto il resto. Non conta dire che abbiamo perso un mese, ma due anni!». (Seguirà trasferimento del Montineri a Palazzolo…)
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